Carissimi, siamo giunti alla soglia dell’annuale cammino quaresimale. Si inizia Mercoledì 5 marzo, con il rito dell’imposizione delle ceneri, subito dopo aver deposto le maschere indossate a carnevale. Questo duplice gesto simbolico dà inizio ad un cammino di autenticità e di riscoperta del nostro essere figli fragili, perdutamente amati da un Dio che è Padre e Madre e che la Chiesa maternamente desidera annunciare, celebrare e servire nel qui e ora della vita e della storia, sapendosi lei per prima bisognosa di purificazione.
La grazia dell’Anno Giubilare ci precede e ci accompagna, invitandoci a vivere i 40 giorni di preparazione alla Pasqua da “Pellegrini di Speranza”, in viaggio per entrare con Cristo nel suo Mistero fecondo di morte, sepoltura e risurrezione ed esserne graziosamente e fattivamente partecipi, non semplici spettatori. Come già annunciato nella traccia pastorale di quest’anno, non accadrà nulla se non ci lasceremo riempire da Dio anzitutto, nel dono e col dono più grande che è la Pasqua del Suo Figlio. Di qui l’importanza di questo tempo favorevole, un vero e proprio Kairos, per svuotarci dell’inessenziale, e lasciare all’azione sapiente e imprevedibile dello Spirito Santo che faccia spazio in noi e ci conceda di accogliere quanto la Vita vorrà donarci. Sia questa la conversione da vivere: dal primato dell’io a quello del Mistero di Dio, che ha la profondità dell’abbraccio; dall’autosufficienza di chi confida solo in sé stesso all’abbandono fiducioso alla Provvidenza del Padre; dalla razionalizzazione, che inclina al calcolo, alla gratuità che non ha ragioni fuori dall’eccedenza di amore di quel Dio che non smette di largheggiare (cf. 2 Cor 9,9).
Nel ciclo domenicale C del presente anno liturgico ci accompagneranno le pagine dell’evangelista Luca: colui che parla a tutti – anche ai “lontani” pagani, nel suo vangelo destinato originariamente ai greci – e più degli altri sinottici delinea con ricchezza di dettagli, quasi come un pittore, la Misericordia del Padre, la preghiera di Gesù e l’agire dello Spirito. Lasciamoci coinvolgere nella narrazione di Luca, fino a contemplare da vicino con stupore e commozione il grande “spettacolo” (theoria) della Passione, in tutti i suoi atti: dall’intimo desiderio di Gesù espresso nell’ultima cena di condividere con i suoi la Pasqua; al dramma del suo ingiusto processo; alla scena della crocifissione con la supplica di perdono rivolta al Padre per i suoi crocifissori e la promessa del paradiso per il “buon ladrone”; all’abbandono nelle mani del Padre nel momento della morte; alla Vita nuova intuibile nel sepolcro vuoto. Per grazia sia concesso a ciascuno nella propria condizione esistenziale di vivere il passaggio dalle proprie morti alla Vita che sgorga abbondante dal costato trafitto di Cristo e di fare esperienza che l’Amore misericordioso del Padre è più forte di qualsiasi impossibilità. Occorre permettere a Dio di lasciarci abbracciare, per davvero! Ogni tentativo di autodifesa da quell’Abbraccio impoverirà tremendamente la nostra umanità, le nostre relazioni, le nostre esperienze.
Proprio l’anno giubilare ci incoraggia a vivere gesti autentici di riconciliazione a cominciare dalle nostre famiglie, nei nostri paesi, tra le nostre comunità. Solo la parola del Perdono sa aprire nuovi varchi, può cambiare sguardi che altrimenti ci riportano lontano dai quei traguardi luminosi che il Vangelo ci addita. Quale gesto concreto di riconciliazione e di perdono il Signore mi sta chiedendo? Quale disponibilità voglio offrire al Signore?
Provvidenzialmente nell’itinerario verso la Pasqua vivremo il pellegrinaggio giubilare della nostra Chiesa diocesana a Roma sabato 29 marzo 2025 e auspico che questo appuntamento sia ampiamente partecipato, anche per maturare la coscienza di popolo di Dio in cammino. Ci ricorda il Papa nel suo Messaggio per la Quaresima: “Camminare insieme, essere sinodali, questa è la vocazione della Chiesa. I cristiani sono chiamati a fare strada insieme, mai come viaggiatori solitari”. Al cuore della Quaresima, dunque, ci è offerta l’occasione di vivere una giornata ricca di momenti di ascolto, di celebrazione e di condivisione, e di compiere insieme il passaggio attraverso la Porta santa che esprime il nostro desiderio di ricevere Misericordia per sentirci realmente figli amati e che per tutti può rappresentare il gesto di un affidamento rinnovato a Dio che meglio di noi sa ciò che è bene per noi. Ci sostenga la speranza certa che questo desiderio sarà pienamente esaudito nella Pasqua. Mentre chiedo a tutti di continuare la preghiera affettuosa per il Santo Padre Francesco auguro anche a ciascuno, alle comunità parrocchiali e alle diverse realtà ecclesiali un buon itinerario verso la Luce pasquale e di gran cuore vi benedico.
In cammino con voi + don Vito