“Gli portano una donna sorpresa in flagrante adulterio. La portano davanti a Lui. La trascinano. Come fosse un pacco o, peggio, un rifiuto. Per loro, scribi e farisei, lei è un caso e, in più, un caso da punire con la lapidazione come prescrive Mosè nella Legge. E la Legge va osservata. Gesù, appena lo interrogano, non risponde e, seduto a terra, scrive col dito, a terra. Non so e non si sa, cosa abbia scritto. Interrogato di nuovo su come comportarsi in questo caso, ai presenti dice:
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
E uno alla volta, cominciando dai più anziani (!) vanno via. Restano solo loro due: la misera e la Misericordia. Gesù resta con lei. Non passa oltre. Poi si alza quasi raccogliendola con il suo sguardo, uno sguardo che va dal basso verso l’alto. Si alza, come stesse parlando dinanzi ad una regina, la chiama Donna, come un giorno chiamerà Sua Madre. L’Innocente, l’unico Innocente, le chiede: “Donna, dove sono? Chi ti ha condannata?”
E lei quasi tremante e incredula: “Nessuno Signore”.
E Lui con amore inaudito: “Nemmeno io ti condanno. Va’ e d’ora innanzi non peccare più”. Forse una delle scene più intense del Vangelo. Una delle attualizzazioni del Perdono che il Padre Misericordioso fa per ogni figlio e figlia che hanno smarrito col peccato la propria dignità. Trasgredendo così ogni regola e ogni tanto legge, perché c’è un comandamento più grande: quello dell’amore, l’unico che fa ripartire la vita e fa guardare al futuro. L’Innocente non le chiede del suo passato, ma le addita il futuro. Un futuro possibile dove tutti avevano decretato la fine.
Pagine nuove, potrà scrivere nella sua biografia, perché c’è stato Uno che non l’ha identificata col suo peccato e col suo passato. Uno che fa ripartire la vita oltre ogni male e peccato. Questo perdono è segno che la Pasqua è realmente arrivata! Buona Domenica a tutti.” Così don Vito Piccinonna