Rieti e il futuro delle aree interne, riaprire la ZES per rilancio sviluppo economico

Carenze infrastrutturali, crisi economica, disoccupazione, crisi di natalità e declino demografico, sono alcune delle problematiche che affliggono Rieti per via della sua posizione geografica al centro della penisola, e delle sue aree interne. A tutto questo si aggiunge il devastante terremoto del 2016 che ha colpito il reatino e soprattutto i paesi di Accumoli, Leonessa, Amatrice. Sono questi gli argomenti trattati durante la tavola rotonda, Rieti e le sue aree interne che si è svolta ieri all’interno del XX Congresso della CISL di Roma Capitale Rieti. “Oltre alla devastazione fisica, il sisma ha profondamente sconvolto il tessuto sociale ed economico di questa comunità come ha evidenziato il Reggente della CISL di Roma Capitale Rieti, Enrico Coppotelli, “cambiando per sempre il destino di quel territorio”. “In questi 9 anni”, continua Coppotelli, “Rieti e le sue aree interne hanno affrontato sfide immense ma hanno anche mostrato una resistenza fuori dal comune”.

Concetto su cui si sono trovati d’accordo il vice sindaco di Rieti e assessore al turismo Chiara Mestichelli, il vice presidente di Confcommercio Rieti-Viterbo, Leonardo Tosti, il Sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, il direttore della Caritas Diocesana Don Fabrizio Borrello e l’Assessore Regionale, Manuela Rinaldi. “Il rilancio del territorio reatino e delle sue aree passa”, secondo Coppotelli, “attraverso una serie di interventi coordinati e mirati alla ripresa della vita quotidiana e al sostegno delle imprese”. Un sostegno che ha avuto interventi concreti con la creazione della zona logistica semplificata e della zona franca urbana. Interventi importanti ma non risolutivi che hanno coperto alcuni comuni ed escluso altri. Per Coppotelli “la ZES sarebbe l’unico strumento in grado di portare nuovi investimenti sul territorio. La Regione, quindi, deve continuare ad insistere perché la riapertura di una ZES per il Lazio potrebbe consentire al territorio di Rieti, così come agli altri territori, di poter tornare a competere al pari con regioni limitrofe, offrendo ai residenti nuove opportunità di lavoro e di crescita”. “Perché è chiaro che solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, cittadini e imprenditori sarà possibile rilanciare le città e valorizzare le potenzialità di ogni singolo territorio, conclude Coppotelli.