“Il 20 marzo scorso l’assemblea dei sindaci di ATO3 ha votato a maggioranza (27 assenti, 4 astenuti, 38 favorevoli e 12 contrari) il nuovo piano tariffario che porterà aumenti per i cittadini e le imprese di circa il 25% nel prossimo triennio. Dopo la bocciatura dell’assemblea nella seduta dello scorso Dicembre ci saremmo aspettati le dimissioni del Cda di Aps che invece, con la copertura politica del centrodestra, ripropone un piano che non recepisce alcuna delle obiezioni poste.
Quella che va in scena assomiglia ad una commedia surreale d’avanguardia per cui, la presidente della Provincia, che è anche presidente dell’Ato che propone le tariffe, prima fa presentare un piano nell’assemblea di Dicembre e poi lo boccia per arrivare infine a rivotarlo a marzo sostanzialmente invariato. Con lei, nemmeno a dirlo, alcuni Sindaci richiamati all’ordine dalla politica che hanno cambiato idea incuranti degli effetti che questo avrà sui loro cittadini per il futuro. I tre mesi trascorsi potevano servire ad aprire un tavolo ed analizzare le tante questioni, ma si è scelto di andare dritti verso un aumento che metterà in difficoltà imprese e famiglie costrette a subire aumenti per un servizio non ancora soddisfacente.
A chi sostiene che oggi quel piano era l’unica via rispondiamo che quello è il frutto del piano industriale presentato dal management di APS ad Arera; è Il frutto di quel consiglio di amministrazione che non ha messo in campo alcuna strategia per ridurre i costi, ha continuato a ricorrere a consulenze esterne onerose mortificando il personale interno, ha lavorato ad un piano di investimenti che invece di tener conto della sostenibilità ha guardato alle esigenze di singoli amministratori e territori; tutto questo non può essere oggi scaricato su imprese e famiglie. A chi sostiene che la nostra posizione è strumentale rispondiamo che non ci assumiamo la responsabilità di aumentare i costi ai cittadini senza un piano che li salvaguardi per il futuro: cosa pensa di fare chi oggi ha votato a favore, per il prossimo triennio? Tornerà a dirci che i costi energetici sono aumentati e quindi dovremmo adeguarci di nuovo con le bollette? Questo atteggiamento è miope e inaccettabile.
Quali azioni intende mettere in campo il Presidente di Ato3 per risolvere le interferenze d’ambito ancora in piedi? Cosa pensa di fare rispetto alla definizione dell’annoso tema del ristoro ai territori per la produzione dell’idroelettrico? Mentre nell’assemblea di Ato3 qualche Sindaco ha cambiato idea folgorato sulla via di Damasco per qualche decimo di aumento spostato sulle annualità successive, la Giunta di centrodestra in Regione ha varato una legge con la quale di fatto si blocca il lavoro fatto negli anni passati sul tema delle definizioni delle grandi derivazioni idroelettriche rimandandolo ad un futuro imprecisato. Una legge che mortifica i territori privandoli di risorse vitali per il futuro. Tutto questo nel totale disinteresse di chi oggi ci rappresenta al governo regionale e nazionale.
Coerentemente con quanto dichiarato da mesi continuiamo ad essere in totale disaccordo con l’attuale gestione di APS, siamo convinti che sulle tariffe si poteva fare meglio e non possiamo che essere dalla parte di quei Sindaci che coerentemente non le hanno votate.”
Così nella nota la Federazione provinciale PD Rieti