TRANSPRECARI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

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I TRANS-itori lsu, avrebbero dovuto transitare dalla disoccupazione al lavoro. Non è stato così.

L’ambiguità continua: per metà disoccupati, per metà  precari.

E questa condizione di limbo rimane e si fa più cruda davanti ad un Governo che rifiuta ogni confronto, con regioni che impassibili assecondano il Governo, e gli enti locali, consapevoli dell’utilizzo improprio deiprecari lsu/lpu, non muovono foglia e non fanno barricate per chiedere fondi e meno vincoli per sanare il lavoro nero.

Resta lo sfruttamento, il ricatto, la povertà di una classe di lavoratori, gli ultimi nella scala dei precari della pubblica amministrazione.

A tanta “indifferenza calcolata a tavolino” perché conviene a tutti, è indispensabile rispondere tutti insieme se vogliamo dare un segnale di questa presenza e condizione di lavoro, vissuta spesso nella propria individualità e con grande isolamento che impedisce di organizzare la risposta adatta al torto e all’umiliazione subita.

Ma alla condizione data non ci sono più motivi e giustificazione per rimandare quello che è necessario fare subito, prima di essere travolti dalle giustificazioni che altri lavoratori stanno perdendo il lavoro.

Nessuno deve restare senza occupazione: la ricetta c’è. E’ la stessa che hanno trovato per salvare le banche e i padroni, i finanzieri, gli evasori fiscali. 

E il lavoro da fare non manca: in un Paese che frana, che allaga, che dissesta, che intossica, che invade di rifiuti le strade, che abbandona la cultura, la sanità e i servizi pubblici, la macchina impazzita del Governo non sa fare altro che distogliere le risorse necessarie al lavoro che serve, per opere faraoniche (Ponte sullo Stretto) di dubbia utilità. L’unica certezza saranno i destinatari finali dei fondi miliardari, che finiranno nelle tasche dei politici, delle imprese e dei mafiosi. 

Basterebbe un piccolissima parte per la regolarizzazione  del lavoro  nero di Stato per all’assunzione e la copertura contributiva, ma non hanno intenzione di farlo. 

Ancora non esiste nessun atto ufficiale da parte della Regione Lazio che garantisca la proroga dei progetti socialmente utili per l’anno 2010.

Centinaia di LSU della Provincia di Rieti aspettano ancora parte del Voucher Formativo (1.400 euro) relativo all’anno 2008, che la Regione Lazio a causa del “blocco” impostogli dal Governo per aver superato il limite di spesa relativo al patto di stabilità e non può liquidare la somma restante del Voucher.

Come non sembra esserci l’intenzione da parte della Regione Lazio di stanziare fondi per garantire il riconoscimento del Voucher formativo per l’anno 2009. Oltre a tutto questo, ed è la cosa più grave, è che ne la Regione Lazio ne l’attuale Governo hanno presentato un piano concreto per la definitiva stabilizzazione dei LSU. 

Allora ricominciamo la protesta prima nei luoghi di lavoro, poi nelle prefetture e poi a salire con gli altri enti.

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