Sisma, Zapparella Filca Cisl Lazio nord: l’edilizia nel cratere vittima dell’immobilismo politico

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“Da sempre l’edilizia è stata il motore dello sviluppo economico, ciò nonostante assistiamo in questo periodo ad un vero è proprio attacco al nostro settore con un Dumping contrattuale mai visto prima, con aziende che pur svolgendo lavorazioni prettamente edili, applicano ai lavoratori i più disparati contratti di lavoro, che vanno da quello metalmeccanico a quello del verde passando da quello dei servizi.

Eppure per contrastare queste “cattive abitudini” sono stati creati leggi, protocolli d’intesa e tavoli presso enti, ma proprio questi ultimi importantissimi a livello territoriale stentano a decollare, (presso l’ufficio per la ricostruzione ci sono state tre/quattro incontri in due anni quasi, mentre il tavolo in Prefettura dopo la sua costituzione il 21 dicembre ancora non ha visto alcun incontro.

Come se non bastasse, l’immobilismo politico a tutti i livelli sta rischiando di mandare in fumo quel minimo segnale di ripresa che si era visto nell’ultimo semestre in provincia di Rieti nel settore delle costruzioni. In questa provincia si deve tornare a parlare di lavoro, e lo si deve fare da ciò che abbiamo, o potremmo avere e che per qualche ragione non concretizziamo o peggio in qualche caso osteggiamo.

Ricordiamo che dal 2008 al 2016 il settore dell’edilizia a Rieti ha visto perdere oltre il 40% di forza lavoro, circa mille persone sono state espulse dal comparto edile, nel 2017 si è avuta una leggera ripresa,dovuta per lo più, alle lavorazioni svolte nelle zone del cratere, soprattutto lavorazioni per le soluzioni abitative di emergenza, questo segno positivo (il primo dopo più di otto anni) è destinato ad essere fine a se stesso se non viene accompagnato da una continuità nelle lavorazioni, nelle aree del cratere sono finite (o quasi) le consegne delle “casette” e di conseguenza le aziende edili che hanno assunto personale per far fronte alle lavorazioni, saranno costrette a licenziare di nuovo, non vedendo ad oggi nessuna altra prospettiva di lavorazioni a breve tempo, di ricostruzione in Provincia di Rieti (a parte l’ufficio) non se ne vede l’ombra.

Oggi a quasi due anni da quel maledetto 24 agosto 2016 incredibilmente si continua a parlare di macerie, e ancora più incredibile che gli operai impegnati nelle demolizioni e nel trasporto delle stesse, entro fine mese resteranno senza lavoro (già a molti di loro non è stato rinnovato il contratto), quasi tutti i lavoratori vengono dai 15 comuni del cratere. Più volte abbiamo cercato di contattare la regione Lazio per sapere il motivo per cui non viene messa a bando la nuova gara per la demolizione e la rimozione delle macerie, ma contrariamente da quello che accadeva prima del 4 marzo scorso (pre elezioni) più nessuno ci risponde, ne ex assessori ne futuri consiglieri, come si suol dire “passato il Santo finita la festa”.

Eppure, a prescindere dal sisma, nel nostro territorio, le occasioni di lavoro ci sono ma non si concretizzano.
Da anni ormai le associazioni di categoria datoriale e dei lavoratori invitano le istituzioni a ripensare il sistema delle costruzioni secondo le direttrici della messa in sicurezza del territorio, del recupero delle aree urbane e rurali degradate, del miglioramento energetico, della sostenibilità ambientale e sociale delle costruzioni, intanto però quello che dopo il sisma del 2016 poteva essere un opportunità di rilancio del settore non decolla.

Facciamo alcuni esempi di possibilità a breve termine Rieti Terni, i lavori sono in stallo anche qui per un cavillo burocratico, e intanto gli operai sono stati mandati a casa.

Cantiere di Micigliano, le famose gallerie Gole del Velino, qui addirittura in cantiere ci fu la visita del Ministro Delrio, quel giorno, (sempre prima delle elezioni) il presidente di Anas Dott. Armani insieme al Commissario della ditta che sta eseguendo i lavori Dott. Ruperto e l’ex assessore regionale Refrigeri, hanno ricevuto le organizzazioni sindacali di categoria insieme ad una delegazione di lavoratori, e tutti furono rassicurati sul prosieguo delle lavorazioni fino alla fine dell’opera, prevista, a detta del Dott. Armani, entro ottobre 2018, benissimo direte, invece no, dopo 10 giorni da quell’incontro l’azienda ha fatto richiesta di cassa integrazione straordinaria, (una precauzione dicevano), oggi gli operai sono in cassa integrazione a rotazione ma, già sono stati avvertiti che dalla prossima settimana le lavorazioni saranno sospese e andranno tutti in cassa integrazione a zero ore, con un rimpallarsi di responsabilità tra Anas e Azienda degni dei migliori Federer e Nadal.

La Rieti Torano, dopo la sospirata ri-partenza dei lavori pochi mesi fa,oggi ancora non si capisce dove debba passare il tracciato, noi come Filca non vogliamo entrare nel merito del tracciato, chiediamo solo che si prenda una decisione che contribuisca Rieti ad uscire da un isolamento che dura da decenni.
Volendo l’elenco sarebbe ancora lungo, come l’adeguamento della salaria, il recupero delle ex aree industriali, lo sviluppo del Terminillo, solo per citare quelle più note.

Già come territorio eravamo in ritardo rispetto ad altri, perchè la tremenda crisi del settore ha costretto le aziende del posto a destrutturarsi e alcuni lavoratori sono andati a cercare lavoro fuori provincia, facendo si che il territorio reatino stia diventando terreno di conquista di imprenditori senza scrupoli.

È tempo che la politica, locale e Regionale si assuma le proprie responsabilità dando risposte alle esigenze di un settore che sa essere, consapevolmente motore di sviluppo. Gli Amministratori di qualunque colore o appartenenza politica hanno la responsabilità di prendere decisioni anche se impopolari, per cui se ci sono dei finanziamenti per opere, è loro dovere di fare in modo che tali opere vengano realizzate al più presto, perchè gli addetti di questo settore non possono più permettersi di aspettare soprattutto in questa già martoriata Provincia”.

Giuseppe Zapparella operatore della Filca Cisl Lazio nord.

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