Sindacati: i lavoratori Tecnis SpA terremotati, a prescindere

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Forse a causa della sfortuna, ma il nostro territorio sembra destinato ad essere terremotato a prescindere dalla tipologia di evento tellurico che si manifesta.

È il caso della di ditta TECNIS Spa, impegnata nella realizzazione di due opere importanti nel nostro territorio quali il completamento della Rieti Terni e l’adeguamento di un tratto della Salaria all’altezza di Micigliano. La Tecnis infatti, lo scorso anno è stata coinvolta in un’indagine della magistratura Catanese che ne ha determinato un commissariamento, conclusosi a fine del mese di marzo di quest’anno con la riconsegna alla proprietà della Ditta e la conseguente entrata in crisi della stessa sommersa da problemi finanziari, che ne hanno determinato l’entrata in un Concordato preventivo sulla base dall’Art 161 sesto comma della legge fallimentare.
Le ripercussioni del commissariamento hanno determinato per le opere sopra citate una serie di difficoltà e ritardi, peraltro già oggetto di nostri comunicati, che solo la buona volontà, delle istituzioni e soprattutto dei lavoratori ha impedito il totale fermo delle stesse, con il rischio corso, la notte del 24 agosto 2016 di ostacolare in maniera irreparabile le opere di soccorso alle zone terremotate che tante vite hanno salvato dalle macerie.
L’apertura del concordato del mese scorso rischia stavolta di mettere fine al completamento dell’opera, essendosi di fatto fermata ogni azione industriale del gruppo Tecnis, in attesa di definire l’attuabilità del piano concordatario da presentare al Tribunale di Catania, in altre parole è tutto fermo.

Il cantiere della Terni Rieti ha messo in libertà i lavoratori ed è fermo, il cantiere di Micigliano non ha attrezzature, materiale e forza lavoro per andare avanti, i lavoratori che già hanno in sospeso (non pagate) due mensilità del 2016 non ricevono la retribuzione da marzo e non riescono più a garantire la loro presenza in cantiere.

Mentre altre in altre realtà con contratti ed affidamenti diversi, ci segnalano un minimo di operatività per noi Terremotati oltre che dall’inevitabile dissesto tellurico anche da quello evitabilissimo, finanziario della Tecnis si profila il fermo delle lavorazioni, con le immaginabili conseguenze sulla mobilità di materiali e persone in una zona che di ben altro avrebbe bisogno.

Il prossimo 12 maggio è stato indetto uno sciopero nazionale, e su richiesta delle Organizzazioni Sindacali FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, è stato chiesto un incontro ai ministri Calenda e Del Rio per intervenire sulla vertenza, oltre a presidiare il cantiere con i lavoratori in sciopero, una nostra delegazione sarà presente all’incontro per perorare la causa del nostro territorio, chiediamo a tutte le istituzioni locali e regionali di attivarsi per una positiva soluzione della vertenza andando oltre i proclami di “centralità del problema viario delle zone terremotate”.

Le segreterie provinciali di FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL.

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