SI E’ TENUTO IL CONVEGNO “20 ANNI DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO”

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Gianni Turina“20 Anni dalla Caduta del Muro di Berlino – l’Arte e la Cultura per la Pace e la Solidarietà” è il titolo del convegno tenutosi nella mattinata di sabato 17 ottobre a Rieti, nella Sala Consiliare del Municipio.

L’incontro, promosso e organizzato dalla Presidenza del Consiglio del Comune di Rieti in collaborazione con l’Accademia Internazionale La Sponda, presieduto e coordinato dal Presidente del Consiglio Municipale Gianni Turina, ha visto l’intervento di numerosi relatori che hanno discettato sui vari aspetti politici, economici e socio-culturali legati allo storico evento, soprattutto in relazione alle conseguenze. In particolare, il presidente dell’Accademia Internazionale La Sponda,
dott. Benito Corradini, ha relazionato sugli aspetti del nuovo assetto geo-politico mondiale ed ha sottolineato l’importanza dell’arte e della cultura come strumenti di condivisione e dialogo. Il giornalista e scrittore Luigi Saitta ha dato testimonianza della propria esperienza personale, durante gli anni Sessanta, della Berlino divisa, ed ha poi messo in luce la condizione contemporanea di una città in crisi di identità nel tentativo di gettarsi alle spalle un doloroso passato.
 
Breve ma incisivo l’intervento di Gianpistone, importante artista figurativo da anni residente in Sabina, che ha posto l’accento sull’importanza dell’arte come linguaggio universale, ma allo stesso tempo ha fatto riferimento ai tanti muri che ancora dividono gli uomini e impediscono una pacifica convivenza globale.
Il giornalista cinese Mu Fangshun, corrispondente in Italia per la maggiore rivista culturale cinese, ha disegnato un ritratto del proprio Paese in relazione all’importanza che esso riveste nell’ambito della globalizzazione e della territorializzazione dei mercati esteri. Lo stesso ha sottolineato l’importanza per la Cina di intraprendere un cammino verso la garanzia diritti civili, e allo stesso tempo ne ha mostrato gli attuali particolarismi come sintomi di una flessibilità già esistente riguardo a certi ambiti sociali. Il giornalista spagnolo Roberto Simon ha relazionato circa le possibilità che la fine della Guerra Fredda ha aperto sul piano della comunicazione internazionale e della pluralità d’informazione.
Ha posto il conflitto arabo-israeliano come caso di assenza di dialogo, ma ha ricordato anche i numerosi casi di politiche che nel mondo si muovono in direzione della pace.
 
È poi intervenuto l’Onorevole Guglielmo Rositani, attuale membro del Consiglio d’Amministrazione della Rai, che pure ha testimoniato della propria presenza a Berlino appena un mese prima dell’abbattimento fisico del muro e della sua esperienza di “picconatore”.
Si è poi dichiarato deluso rispetto agli esiti della globalizzazione, processo che a suo parere si è sviluppato come puro processo legato ad interessi commerciali e finanziari ma ha mancato nell’obiettivo di creare una coscienza socio-culturale allargata. Il corso degli interventi è stato inframmezzato dalla proiezione di un video con le immagini di cronaca di quel 9 novembre 1989 in cui Berlino cessò di essere una città divisa ed il simbolo stesso del bipolarismo geopolitico mondiale. Immagini senza bisogno di commento.

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