SEMPRE MENO AI RAGAZZI “H”. COMMENTO DELL’ASS.TADDEI

Assessore Luigi Taddei
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Questo intervento viene fatto a margine delle riunioni tenutesi su tema del ri-dimensionamento, dalla Commissione preposta, ove non s’è udito nulla relativamente al tema degli insegnanti di sostegno.

Tutto è ruotato sul riordino degli indirizzi ed all’accorpamento per univocità tematiche, nulla, ma proprio nulla, neanche un briciolo s’è dedicato ai ragazzi “ H “ ( così come vengono definiti dal mondo scolastico).

Dal 2009/2010 i tagli prodotti dalla riforma Gelmini stanno generando un sostanziale dimezzamento delle ore di sostegno, di fatto metà diritti, metà ore di sostegno, assistente inesistente, negazione dell’acceso allo studio.
La cosa umiliante è che si sta parlando di studenti “ diversamente abili, le fasce più deboli di questa società fatta di belli/e tutti con master e bicipidi gonfi che arrivano alla realizzazione della propria vita  spesso “ vendendosi al mercato dei consumi “, cosa questa che è negata a priori ad un diversamente abile.

Possibile che di questo aspetto così doloroso, la scuola che taglia e limita le attenzioni dove non troveremo chi sorveglia, chi accompagna al bagno ( operazione che molti dovranno compiere per l’intera vita insieme ad altri ) o più tragicamente, come risultato dei tagli economici, assisteremo a classi ove vengono concentrati “ ragazzi H “??!!
E’ sempre successo che i “ ragazzi H “ venissero ghettizzati, isolati, privati dei contatti utili ad una reale integrazione, ma oggi con questa riforma, che è solo economicista, ci ritroviamo con la perdita secca di oltre il 60% degli insegnanti – cito: nel Lazio si passa da 20644 del 2008 ad 8826 per il 2009/2010; in Lombardia da 26186 a 11550; in Emilia Romagna da 11790 a 5890; in Sicilia da 20720 a 11780.
E’ un ridimensionamento drammatico di un’attenzione che speravamo consolidata in una società ove ognuno a piacimento richiama ed assuma valori cattolici, quindi l’intervento teso all’aiuto sulle differenze. Il saper condividere come società il peso economico, umano, diuturno di centinaia di migliaia di famiglie che hanno la vita sconvolta da qualche cromosoma o da incroci genetici che comunque ogni genitore responsabile accetta e nel tempo si attrezza a combattere per creare un futuro ai propri figli, sarebbe solo un dovere morale dell’inera società.

Da chi vive queste problematiche la richiesta a volta è assai semplice: – aiutateci per dare anche ai nostri figli delle opportunità, non negateci questi diritti elementari.

Con le 18 ore del sostegno, con sforzi enormi da parte dei docenti, si sono create condizioni di autonomia ed attivazione vera sulle diverse abilità, l’importante è o sarebbe il non avere concentrati più di due ragazzi in ogni classe, ai vari livelli scolastici.
Tutti i ragazzi che fanno percorsi facilitati, hanno un legame diretto molto forte con l’insegnante di sostegno, l’attuale decurtazione oraria impedisce di fatto la prosecuzione ottimale dei percorsi sin qui attuati.

La quantità dei ricorsi ai vari TAR regionali, ci segnalano una forte volontà delle famiglie interessate a non disperdere un patrimonio che nel mondo della scuola esiste e fino ad oggi ha fatto la differenza.

Un ragazzo non vedente non può non essere seguito che da “ una lettrice “, da chi sa esercitare funzioni di attivazione di tutti i sensori di cui il corpo dispone.
Musicoterapia, l’ascolto di voci, creano lo stimolo all’udito e ad altre abilità.

Ippoterapia e pet oltre il “normale sostegno “ dovrebbero ormai essere il normale supporto per l’integrazione nella società.

Dobbiamo tutti fare molto più di quanto fino ad oggi siamo riusciti a determinare, i risultati sono evidentemente insoddisfacenti, occorre alzare il livello dell’attenzione su questo tema pena una retrocessione dei livelli formativi della scuola italiana e di pezzi di società già fortemente penalizzati.

Credo sia profondamente ingiusto e sbagliato tornare alla “ classe differenziale “, è un percorso anti-storico e culturalmente inaccettabile.

Non possiamo accettare uno Stato che sostanzialmente punisce i deboli, su questo tema non può esserci solo un silenzio assordante ma ci auguriamo una condivisione ampia del mondo della scuola in primis, di tutte le Istituzioni che hanno responsabilità dirette e delle associazioni nate proprio per sensibilizzare su questi temi.

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