SCHNEIDER EX VANOSSI, D’ANTONIO: BISOGNA REAGIRE

Rieti, Schneider ex Vanossi
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Dopo l’annuncio choc della Schneider della chiusura dello stabilimento di Rieti, c’é l’esigenza di uno scatto d’orgoglio di tutto il territorio per far si che non si consumi l’ennesimo dramma lavorativo per le famiglie reatine. La Schneider (ex Vanossi) é una multinazionale che opera nel territorio reatino da più di 30 anni che ha occupato anche 300 persone e che dopo varie fasi di ristrutturazione ne occupa oggi più di 200.
"La situazione in questi ultimi anni era di difficoltà, – dichiara D’Antonio della Fiom Cgil Rieti – tanto è vero che avevamo in corso una cassa integrazione ordinaria ma la situazione era sotto controllo e si gestiva. Della situazione Schneider di Rieti ne era a conoscenza anche il Governo ed era per questo che avevamo aperto un tavolo di confronto al Ministero dello Sviluppo Economico. Nell’ultimo incontro avuto proprio al tavolo ministeriale, la multinazionale si era impegnata con i massimi vertici mondiali a trovare una soluzione entro fine anno al sito reatino".
"Ci siamo trovati – continua il sindacalista reatino – invece con un’azienda che ha cambiato completamente strategia, decidendo di punto in bianco di chiudere lo stabilimento, non rispettando nemmeno gli accordi sindacali che ci sono a livello europeo e che prevedono piani alternativi alla chiusura degli stabilimenti. La Schneider non ha rispettato nemmeno il tavolo ministeriale e quindi il Governo Italiano, visto che l’annuncio è stato dato in sede sindacale. A questo punto bisogna reagire alla prepotenza di queste multinazionali che vengono nel nostro territorio, lo spremono come un limone e poi lo buttano, senza che nessuno le chiami alle proprio responsabilità. La battaglia dei lavoratori Schneider non può essere ricondotta esclusivamente ad uno scontro tra il sito reatino e la multinazionale ma deve investire e coinvolgere il Governo nazionale, visto che la Schneider ha una presenza forte in Italia e ad oggi ancora molti interessi".
"Solo un’azione forte del Governo – prosegue D’Antonio – può far riaprire una discussione sul futuro dello stabilimento reatino e la Fiom ritiene che se c’è la volontà politica, questo si può. Per far ciò chiederemo un sostegno forte da parte di tutte le istituzione locali, non solo solidarietà e pacche sulle spalle, ma azioni concrete quelle di cui hanno bisogno i lavoratori. Come OOSS e lavoratori ci opporremo con tutti i mezzi a questa decisione sciagurata dell’azienda e metteremo in campo tutte le iniziative per far tornare indietro la Schneider. Se dovesse chiudere la Schneider sarebbe l’ennesima "mazzata" al già disastrato nucleo industriale di Rieti dando anche un colpo mortale all’economia reatina".
"E’ per queste ragioni – conclude D’Antonio – che la Fiom ritiene non più rinviabile un’iniziativa di mobilitazione generale di tutto il territorio, partendo dal settore industriale che per anni ha fatto da traino a tutta l’economia locale, ma che investa successivamente tutti i settori e l’intera comunità reatina. Dobbiamo ribellarci e reagire tutti insieme contro questa desertificazione industriale e provare ad invertire le sorti di un territorio che altrimenti sarebbero già segnate".
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