SANITA’ E AGRICOLTURA, MONTINO: RIETI PROVINCIA DI SERIE B

Montino Pd Regione Lazio
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Ormai nel Lazio la sanità si fa con manifesti che annunciano promesse senza riscontro e siamo alla pubblicità ingannevole come metodo politico. Il sistema sanitario della provincia di Rieti, con il decreto 80, è stato letteralmente cancellato.

La campagna sulle liste di attesa della Giunta regionale lo evidenzia in modo drammatico: dei tre ospedali scelti per l’apertura degli ambulatori nei week-end non ce n’è uno nei capoluoghi delle altre province.

Sono tutti a Roma e sono aperti a fini mediatici visto che in un mese sono stati effettuati appena 200 esami. Però sono stati spesi 300mila euro per la campagna pubblicitaria "mi state a cuore". 

Non ho motivo di dubitare di questo nobile sentimento, ma ho certezza che non riguarda i cittadini della provincia reatina. Per loro, infatti, l’inganno è doppio. Qui non c’è neanche la fiction degli ambulatori ospedalieri aperti nel week-end e purtroppo non funziona il sistema del DoctorCup che dovrebbe garantire visite urgenti entro 72 ore prenotate direttamente dal medico di famiglia. Secondo la denuncia dei medici che lavorano nelle frazioni, nei luoghi montani, per fare un’ecografia urgente nelle strutture sanitarie del reatino occorre  aspettare almeno sei mesi. 

Per avere una risposta nei tempi previsti dal Doctorcup i cittadini  devono andare fuori provincia: a Viterbo, a Frosinone, a Roma. A Rieti il sistema sanitario non riesce a rendere disponibile un’ecografia addominale prima di 10 mesi, alla tiroide prima di otto e per avere una risonanza magnetica ci vuole il tempo giusto di una gravidanza: 9 mesi. 

Dati drammatici che confermano l’abbandono di questa Provincia da parte della Giunta regionale. Non solo nel silenzio, ma addirittura con il sostegno convinto di chi è stato eletto nelle liste del Pdl  con i voti dei reatini alla Regione, in Consiglio come in Giunta e al Comune, fino ad arrivare agli scranni del Senato. Il Pdl mortifica il territorio con una sorta di accanimento terapeutico. 

Nei giorni scorsi, oltre ai posti letto e agli ospedali hanno tagliato anche gli uffici decentrati per contadini e allevatori, gli sportelli agricoli di zona. Intanto lanciano l’ennesima campagna dei prodotti a chilometri zero. I prodotti devono essere venduti nei punti più vicini alla produzione, i produttori invece devono fare chilometri e chilometri per il disbrigo di pratiche essenziali alla loro attività. Siamo al corto circuito prodotto da un Pdl allo sbando.

Occorre uscire da questa situazione con una grande impegno delle forze politiche, della società civile, delle donne e soprattutto dei giovani. Il Pd è in campo, ma occorre lo sforzo di tutti, per chiudere questa fase. Si può farlo con un segno in occasione delle prossime elezioni amministrative a maggio. Un segno contro chi considera Rieti e provincia di serie B. Per condannare al declino una classe dirigente Pdl che ai cittadini della Provincia ha chiesto voti, per poi tradirli.

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