RITEL, POLITICA ED ISTITUZIONI CHIAMATE AD INTERVENIRE NEI CONFRONTI DEL GOVERNO

Ritel in consiglio comunale di Rieti
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Il Comitato Direttivo della Camera del Lavoro di Rieti in merito alla Vertenza Ritel chiede alla Forze Politiche e Istituzionali di intervenire nei confronti del Governo per accelerare la chiusura positiva della stessa con la difesa dell’occupazione e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori.

Questi ultimi stanno pagando sulla loro pelle e con le loro tasche ritardi che non sono più tollerabili e che vanno immediatamente superati. La soluzione della Vertenza con la ripresa delle attività dei dipendenti e con un piano industriale di prospettiva è indispensabile per dare futuro all’intero territorio provinciale così come scritto nel protocollo del 2006 laddove vengono individuati percorsi e strumenti che non possono essere ignorati o dimenticati ma che invece vanno sviluppati e onorati.

Cogliere questo obiettivo è assolutamente possibile trovando imprenditori all’altezza ,con il mantenimento nell’assetto societario della nuova società della presenza maggioritaria  di FinMeccanica nonché di Alcatel e delle finanziarie pubbliche.

Il Comitato Direttivo in merito alla ulteriore crisi che rischia di aprirsi con la Solsonica, che ad oggi occupa più di 200 persone, per effetto dello sciagurato decreto del Governo sugli incentivi che con effetto retroattivo sta mettendo in difficoltà e in discussione tutti i piani di produzione e di sviluppo che l’Azienda reatina, come tante altre aziende italiane, aveva programmato.

Sono effettivamente a rischio tutti i posti di lavoro in un settore dove Rieti, per una volta, ha un ruolo importante.  Non si possono cambiare le regole durante la partita, occorre salvaguardare gli investimenti che sono stati avviati con il quadro precedente di incentivazione che era stato accordato fino al 2013 dando così certezza alle imprese senza mettere a rischio migliaia di posti di lavoro in Italia tra i quali quelli di Rieti.

Per questo, anche alla base delle rivendicazioni dello sciopero del 6 maggio 2011 la Cgil chiede che si rimetta mano alla revisione del Piano energetico nazionale per assicurare, nel rispetto delle compatibilità ambientali, e della sostenibilità economica, il fabbisogno energetico del Paese. E’ il minimo che il Governo deve fare anche in relazione alla scelta di ritorno al nucleare alla luce dei disastri prodotti dal terremoto in Giappone.

Il Comitato Direttivo chiede al Senatore Cicolani di impegnare il Governo per una rapida soluzione della questione e alle rappresentanze politiche e istituzionali di assumere ogni iniziativa per scongiurare il ridimensionamento o peggio ancora la ventilata chiusura dell’Azienda. In particolare si chiede di sollecitare l’intervento della Regione Lazio nei confronti del Governo ma anche con proprie politiche di sostegno. Allo stesso tempo la Camera del Lavoro appoggerà ogni iniziativa che insieme ai lavoratori dello stabilimento sarà decisa.

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