RIORDINO COMUNITA’ MONTANE. IL SINDACO DOMINICI SCRIVE ALL’ASSESSORE REGIONALE PARRONCINI

Comunità montana Salto-Cicolano
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In relazione all’incontro avuto presso la Provincia di Rieti in cui sono state esaminate le difficoltà, stante la situazione in cui si trova ancora la Regione Lazio, di emanare il decreto di riordino delle Comunità Montane entro tempi brevi, ritengo opportuno sottoporre all’attenzione della S.V. la necessità di rispettare sin dal prossimo anno 2010 che ormai è alle porte gli scopi principali per i quali è stata emanata la legge regionale 20/2008 di riordino delle Comunità Montane Laziali, ovverosia: la presenza dei Sindaci all’interno dell’assemblea comunitaria;  la riduzione dei costi della politica.

Orbene, se il secondo scopo è stato in parte raggiunto sin da quest’anno con la riduzione sia delle indennità che del numero degli assessori,  rimane sempre il problema della pletoricità delle assemblee che vedono tre rappresentanti per ogni Comune aderente con i soliti problemi di gestione di organismi sovradimensionati e notevoli costi derivanti non tanto dai gettoni di presenza quanto dai rimborsi che gli Enti debbono sopportare nei confronti dei datori di lavoro  privati per compensare le assenze dal lavoro dei consiglieri.

Inoltre,  viene ad allontanarsi  ancora il momento in cui questi Enti, la cui sopravvivenza è legata alla loro trasformazione, di diritto o di fatto, in Unioni di Comuni,  vengono gestiti direttamente da coloro che hanno la responsabilità diretta del territorio, vale a dire i Sindaci.

Per ottenere tutto ciò in tempi rapidi, riterrei opportuna l’emanazione di una nota di indirizzo regionale che preveda l’insediamento della nuova assemblea comunitaria con la presenza dei Sindaci o loro delegati e non più dei componenti eletti dai Consigli Comunali sulla base delle vecchie norme.

Se è vero che mancherebbero dall’assemblea il Presidente eletto da tutti i consiglieri comunali ed eventualmente quello sconfitto, è pur vero che la composizione del collegio sarebbe ugualmente valida in quanto costituita dalla maggioranza degli aventi diritto.
Il Presidente, poi, in attesa del decreto di indizione delle elezioni sarebbe poi eletto dopo l’emanazione del decreto regionale attualmente mancante.
Mi parte che questa possa essere una soluzione più che accettabile per riprendere il cammino della riforma di questi Enti.

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