“BIBLIOTHECA FLAVIA” MOSTRA BIBLIOGRAFICA ALLA PARONIANA

Bibliotheca Flavia
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A conclusione dell’anno che celebra il bimillenario dell’imperatore Vespasiano, non poteva mancare, tra le iniziative che l’Assessorato ai Beni Culturali ha dedicato ad uno dei suoi figli più illustri, il contributo della Biblioteca Paroniana, che ha ideato e realizzato un evento finalizzato ad una più ampia conoscenza della cultura dell’età dei Flavi ed alla valorizzazione dei pregevolissimi volumi conservati nella Sezione Antica.

Il risultato che la mostra “Bibliotheca Flavia”si propone, infatti, è la ricostruzione ideale della biblioteca voluta da Vespasiano all’interno del Tempio della Pace, il grandioso complesso architettonico di cui oggi resta traccia a Roma, lungo la Via dei Fori Imperiali, ma del quale abbiamo ancora scarsi dati certi, se non le citazioni di numerosi autori antichi, che ci consentono di immaginarla come un vero e proprio centro culturale, arricchito, oltre che da libri, da splendide opere d’arte e dal bottino della guerra giudaica.

Lasciando quindi agli archeologi il compito di definirne, attraverso ulteriori scavi e ricerche, le caratteristiche architettoniche, attraverso questa mostra si è cercato di ricreare il clima culturale dell’età dei Flavi, proponendo un’attenzione particolare ad autori ed opere che sono stati protagonisti di quel periodo storico, ma anche a quelli più antichi, greci e latini, i cui scritti possiamo presumere con ragionevole certezza che non potessero mancare all’interno di una biblioteca che, anche per la sua collocazione fisica all’interno del Forum Pacis, doveva certamente rispecchiare le caratteristiche di universalità che Vespasiano aveva voluto attribuire a quel complesso.

Anche per questo motivo, quindi, la biblioteca Paroniana ha chiesto il contributo e la collaborazione di quella del Liceo Classico “M.T.Varrone” che, prestando alla mostra alcuni volumi del proprio pregevole fondo antico, ha ribadito l’impegno delle maggiori istituzioni culturali della città di Rieti nel ricordare l’opera dei Flavi, gli imperatori di origine sabina che tanto incisivamente influirono sulla storia dell’Impero Romano, promuovendo e valorizzando autori e testi certamente lontani nel tempo, ma della gran parte dei quali l’opera ed il messaggio si pongono ancora oggi come capisaldi della cultura e della coscienza civile di tutto il mondo occidentale.

Il nostro auspicio è infine quello che la mostra costituisca, oltre che un’occasione di conoscenza e riflessione per un pubblico il più vasto possibile, un valido contributo di carattere didattico per tutti gli studenti che, affrontando lo studio dei classici, possano disporre di un’ulteriore prospettiva nell’ambito della quale analizzare e valutare un’eredità tanto preziosa.

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