PIETRANTONI CGIL: L’ACCORPAMENTO DELLE PROVINCE, SOLO UNA GRANDE STUPIDAGGINE

Tonino Pietrantoni, Fiom CGIL Rieti
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Fare proposte sul riordino istituzionale deciso dal Governo e votato in Parlamento non è facile, ad affermarlo in una nota Tonino Pietrantoni della CGIL Rieti.

Pesano tantissime cose e non ultime le vicende vergognose di corruzione e di sperpero di questi ultimi giorni. Lo stesso intervento del Governo risente di sicuro della duplice esigenza di tagliare la spesa pubblica e di soddisfare il malcontento popolare per un sistema politico-istituzionale insopportabilmente burocratico,m costoso e incapace di assolvere il proprio compito. C’è inoltre l’idea di ridurre il decentramento con un nuovo accentramento decisionale.

Servirebbe invece un disegno organico che, partendo dalle funzioni e da una razionalizzazione che superi le sovrapposizioni, incrementi il decentramento e dia vita ad un sistema istituzionale integrato che metta al centro del proprio operato il cittadino e il territorio riconoscendo alle istituzioni pubbliche il ruolo di motore dello sviluppo. Il decreto 95 prima e la legge di conversione poi non hanno queste caratteristiche e per primi lo sanno i partiti e i parlamentari che pure l’hanno votata. Ed è incredibile che si scelga di andare avanti nel processo addirittura accelerandone i tempi. Come sempre succede quando non c’è “l’Egemonia”della Politica i disastri si stanno materializzando e anche l’opinione pubblica, così giustamente esigente nel chiedere cambiamenti, si sta rendendo conto del pericolo perché non traballano le poltrone ma sono in pericolo i servizi pubblici,l’identità,la storia, ecc.ecc…. In forse sono anche gli annunciati risparmi e probabile sarà l’aumento dei costi.

Anche per Rieti – continua Pietrantoni – potrà essere un disastro. Il tema è serio perché il riordino (automatico con Vitervo) rischia di far saltare la nostra ex Provincia nella sua attuale identità, di dare un colpo definitivo al nostro sistema economico e sociale, di farci perdere ulteriori pezzi di Enti e Presidi pubblici. Ma pure l’accorpamento con Terni non garantisce la tenuta unitaria del territorio reatino e poi (ad essere sinceri e seri) oggi non è disponibile come scelta o come proposta immediata. Il tema è urgente perché, salvo miracolosi ripensamenti, tra pochi giorni ci sarà la decisione dopo la quale si avvierà la fase di riordino vero e proprio delle nuove Provincie. Bisogna fare in fretta e recuperare una visione ben chiara della direzione di marcia sapendo che le scelte andranno ad agire su un territorio già duramente colpito dalla crisi e dai tagli lineari alle risorse e che è già stato privato di Servizi e posti di lavoro. Per noi i punti sono: a) la garanzia del mantenimento dei Servizi alle persone e ai territori; b) l’assoluta garanzia occupazionale e di condizioni di lavoro per gli addetti e di efficienza e vicinanza dei Servizi; c)l’interruzione del processo di smantellamento della presenza dello Stato e della Regione Lazio.

"La proposta che abbiamo avanzato – continua Pietrantoni – e che ribadiamo è: organizzarci e, viste le condizioni date, individuare una piattaforma con al centro i bisogni e quindi i Servizi, le strutture pubbliche, i temi dello sviluppo territoriale, insomma i capisaldi irrinunciabili e minimi. Organizzarci per individuare la migliore rappresentanza da “eleggere” nel nuovo Consiglio Provinciale perché è a questo organo di “eletti” che viene affidata per legge l’organizzazione della nuova Provincia. Per fare ciò è indispensabile che la Politica e i Sindaci (a partire dal Comune di Rieti) diano finalmente avvio a questa fase senza chiacchiere e chiamando tutto il territorio a fare unità e a partecipare. In tempi rapidissimi però!

Pensiamo – conclude Pietrantoni – che ciò sia un modo concreto per rimediare ad una grossa stupidaggine e per restare uniti come territorio, affrontiamo questa emergenza con spirito costruttivo e aperto sapendo che la prossima amministrazione regionale sarà chiamata a realizzare una nuova Regione Lazio di tutti i territori laziali e quindi la battaglia non finisce con le nuove provincie. Vorremmo una discussione con le stesse caratteristiche, sempre aperti a migliori proposte. Poco inclini però a facili scorciatoie solo per ricevere applausi del momento.

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