Parcheggi de Lellis, “NOME Officina Politica” scrive una lettera a chi può decidere

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“NOME Officina Politica, libera associazione di cittadini, rivolge un appello alle istituzioni che fanno parte dell’Assemblea dei soci del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti.

Il tema è il parcheggio a pagamento dell’ospedale de Lellis, posto a pagamento con applicazione di una tariffa sul cui importo incide, per almeno metà, la somma di 102.500 l’anno per 25 anni che l’appaltatore verserà nelle casse del Consorzio. Quindi, oltre 2,5 milioni di Euro che i cittadini verseranno, tramite il pagamento della tariffa, nelle casse del Consorzio. Somme a cui non corrisponde alcun servizio, stante che i cittadini pagano la realizzazione del nuovo parcheggio, e dei servizi annessi, direttamente all’appaltatore AJ Mobilità.

Tale fatto è chiaramente vissuto dai cittadini di Rieti e provincia come un sopruso inaccettabile. Anche alla luce del fatto che (pare) nei lavori appaltati (e quindi pagati dai cittadini) sono compresi anche lavori non strettamente pertinenti la sosta, quali ad esempio un ufficio informazioni, bagni, un capolinea ASM, pensiline. E’ evidente la azione di indirizzo e controllo che può esercitare la Assemblea dei Soci nei confronti del Consiglio di Amministrazione, e ad essa, da cittadini fiduciosi, ci appelliamo perché si facciano interpreti del sentimento popolare e ristabiliscano un rapporto fiducia con l’istituzione pubblica.

Agli Enti competenti, un sollecito nell’auspicio che si stia operando nella ricerca di soluzioni alternative alla sosta a pagamento (aree di sosta gratuita, parcheggi di scambio, potenziamento del trasporto pubblico).”

NOME Officina Politica

1 Commento
  • Vergognoso vedere l’accanimento nel porre subito i cordoli per il marciapiede le transenne con rete arancione per non far parcheggiare nemmeno sul terreno anche pieno di fango,ordinare di non parcheggiare su via Baroni e su viale kennedy e non da ultimo la repressione dei vigili comandati di fare multe a distesa, lo scopo e’ evidente…….Ma come mai di un terreno espropriato non se ne fa un uso per la collettivita’?

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