Operazione “A po mentu”. Stroncato un fiorente commercio di droga

Carabinieri
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Con l’ operazione “A PO MENTU”, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Rieti e quelli della Compagnia di Rieti supportati, in fase esecutiva, dai colleghi del Comando Provinciale di Roma e da unità cinofile antidroga, hanno stroncato un fiorente commercio di stupefacenti nei comuni di Poggio Moiano, località Passo Corese di Fara Sabina e in località Santa Rufina di Cittaducale.

Ventuno le persone destinatarie di provvedimenti restrittivi della libertà personale (12 in carcere, 6 agli arresti domiciliari, 3 con obbligo di presentazione alla P.G.), per violazione dell’art. 73 DPR 309/1990 (detenzione e spaccio di stupefacenti).L’indagine che ha dato vita all’operazione odierna è stata coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Rieti dott. Lorenzo Francia, ed è culminata all’alba di oggi con l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Rieti dott.sa Francesca Ciranna. Nel corso dell’operazione, che ha impegnato circa 100 militari, sono state eseguite 20 perquisizioni domiciliari.

Sono finiti in carcere (Casa Circondariale di Rieti):
CICOLANI Andrea 1970;
MELILLI Gabriella 1977;
MELILLI Maria Grazia 1978;
PRINCIPESSA Alessandro 1974;
SIMONETTI Denise 1981;
SCIARRA Marco 1982;
SALVI Luca 1971;
CINELLI Stefano 1974;
PRIMERANO Filippo 1969;
BERARDI Daniela 1980;
KOPRIVSKA Radoslava 1983;
JASSAN Ismail.

Agli arresti domiciliari:
TAVERNA Francesca 1985;
MASSIMI Giordano 1989;
IOANNILLI Loreto 1987;
ANASTASI Giordano 1978;
MANZARI Luciano 1961;
DOMINICI Roberta 1989.

Con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria:
ARIU Andrea 1974;
GARGIULO Giuseppe 1968;
MASSARO Stefano 1974.

Altre nove persone sono indagate in stato di libertà per i medesimi reati.

L’attività investigativa ha preso il nome da un modo di dire in dialetto “Moianense” che letteralmente tradotto significa “sotto vento”, ovvero il vento della Giustizia che ha raggiunto anche una impervia roccaforte insediata tra le alture dei monti Sabini ed in particolare del monte Miano, da cui probabilmente deriva il nome dello stesso comune di Poggio Moiano. La morfologia del territorio, infatti, ha sicuramente favorito la proliferazione di un fenomeno “spaccio” di sostanze stupefacenti, in forma del tutto autoctona nella gestione, e nel contempo, rendendo difficoltose le investigazioni. La conformazione del paese di Poggio Moiano, classico borgo medievale, si prestava favorevolmente ad una attività di spaccio “al minuto”: centro storico con classico dedalo di viuzze percorribili solo a piedi o attraverso strade al limite della percorribilità con le autovetture. Tale situazione fornisce il contesto ottimale a chi intende garantirsi clandestinità e riservatezza nella azioni di spaccio, avendo il controllo di ogni via di accesso al paese, sia da parte delle forze dell’ordine che da eventuali curiosi.

I soggetti individuati e successivamente identificati quali promotori dell’attività delittuosa risultavano essere persone dimoranti in quel territorio socialmente integrate, quasi tutti con attività lavorativa stabile.

L’indagine evidenziava l’eterogeneità delle sostanze psicotrope poste alla vendita. La droga prevalentemente spacciata era la cocaina, ma veniva riscontrato anche un importante smercio di eroina, hashish e marijuana. In particolare, seguendo il filone dello smercio di eroina, le indagini si estendevano ai territori di Passo Corese e Santa Rufina di Cittaducale veri e propri punti di riferimento per i numerosi tossicodipendenti consumatori della pericolosa sostanza.

Gli appartenenti al gruppo erano stati più volte seguiti, nel corso delle indagini, fino a Roma, dove si rifornivano, sette di loro erano stati arrestati in flagranza di ritorno dal capoluogo regionale. I viaggi per l’acquisto della droga venivano effettuati non solo utilizzando auto private, ma anche spostandosi in treno, con l’autostop, in pullman e in taxi per sviare gli investigatori.

L’operazione dei Carabinieri di Rieti è nata nel febbraio 2011 ed è proseguita per circa un anno attraverso attività di intercettazione telefonica e servizi di videoripresa dell’attività di spaccio, ma anche con servizi di osservazione, controlli e pedinamenti. Durante il corso dell’ indagine, sono stati effettuati numerosi sequestri di hashish, cocaina, eroina e di decine di “dosi” sequestrate a clienti abituali che le avevano già acquistate dagli spacciatori.

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