Nuovo centro commerciale nell’area dell’ex Zuccherificio, il M5S fermamente contrario

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Il MoVimento 5 stelle di Rieti è assolutamente contrario ad un progetto di riqualificazione dell’ex Zuccherificio che punti ancora sulla costruzione di un nuovo centro commerciale.

Piuttosto, anche in considerazione del fatto che l’area è l’unica tra i siti ex industriali in cui si sono già concluse le attività di bonifica e che sono disponibili ingenti finanziamenti pubblici per l’adeguamento sismico e la ricostruzione degli edifici scolastici, pensiamo debba essere destinata ad un nuovo Polo didattico, in continuità con quello esistente di via Palmiro Togliatti e con l’ambizione di progettare da subito un nuovo modello integrato di mobilità sostenibile in quello che è il cuore nevralgico della città.

“Nella commissione lavori pubblici dello scorso venerdì ho invece assistito all’illustrazione, da parte della Coop Centro Italia, dello stesso progetto di riqualificazione già oggetto di proposta di Programma integrato d’intervento nel 2011”, dichiara il consigliere comunale Lodovica Rando.

“Come noto, – prosegue – su quell’area insistono ben tre vincoli ma, al di là di ciò, il progetto presentato da coop necessiterebbe di alcune varianti al piano regolatore che andrebbero sottoposte a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che potrebbe addirittura portare a prediligere “l’opzione zero” piuttosto che una soluzione poco sostenibile per l’economia della città, ovviamente purché si mantenga in maniera decorosa l’area.”

Ma vogliamo pensare che l’attuale Amministrazione abbia a cuore le sorti della propria città e desideri operare una riqualificazione che tenga conto, con uno sguardo d’insieme, delle reali necessità della città e delle sue aspirazioni.

Ci auguriamo quindi che si valutino tutte le conseguenze che comporterebbe aprire un nuovo, grande, centro commerciale a Rieti. “Conseguenze, a mio parere, – conclude Lodovica Rando – particolarmente pesanti nei confronti dei piccoli esercenti ma anche dei tanti centri commerciali già presenti in città in misura quantificata da molti come sproporzionata rispetto alla popolazione residente. Tra lasciare il tutto così come si trova e fare qualcosa è normale istintivamente propendere per il fare, ma questo fare deve essere attentamente valutato al fine di evitare di stravolgere l’economia di una città già pesantemente provata.”

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