Mezzogiorno di paura in famiglia. Figlio ferisce il padre con un coltello

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Alle ore 12 del 15 maggio 2018, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto, ha ricevuto sulla linea di emergenza 112, una telefonata di un uomo che con voce scossa, segnalava che poco prima era stato aggredito dal figlio all’interno dell’abitazione familiare, nella periferia di Passo Corese. Immediatamente, anche al fine di comprendere con precisione l’accaduto e raccogliere ulteriori notizie, sono state fatte convergere sul posto le unità di pronto intervento.

I Militari della pattuglia dell’aliquota radiomobile della compagnia mirtense arrivata per prima nella via indicata dall’uomo, prendevano contatti con il genitore richiedente aiuto, che li stava aspettando sulla pubblica via. L’uomo ha raccontato che pochi minuti prima della sua telefonata al 112, per incomprensioni personali e futili motivi, aveva discusso con il figlio, che in preda ad un momento di collera, aveva distrutto alcuni suppellettili dell’abitazione per poi aggredirlo dapprima verbalmente e subito dopo fisicamente con un coltello a serramanico, cagionandogli nella colluttazione, una lieve ferita sul viso.

Compresa la gravità delle circostanze loro narrate ed al fine di evitare ulteriori conseguenze, i carabinieri decidevano di intervenire. entrati nell’abitazione il ragazzo, che si mostrava alquanto spavaldo, minacciava i militari e tentava di sottrarsi al controllo, opponendo una resistenza passiva. a questo punto d. f., queste le iniziali del giovani quasi 20 anni e con qualche denuncia alle spalle, veniva bloccato e condotto con l’ausilio di personale di altre pattuglie nel frattempo arrivate, presso gli uffici della compagnia carabinieri di poggio mirteto dove veniva tratto in arresto per i reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e resistenza a pubblico ufficiale.
Il coltello a serramanico della lunghezza totale di cm. 18 utilizzato per l’aggressione veniva recuperato e sottoposto a sequestro.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso l’abitazione di un altro familiare, per rimanervi in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G. reatina.

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