MARINO FORMICHETTI: ESPRIMERSI PER PARTECIPARE AL FUTURO DELLA PROVINCIA

Comitato Rieti-Terni
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Sentirsi partecipi, prendere parte attiva alle scelte importanti ed esprimere il proprio pensiero in un momento tanto importante per l’Italia, quello in cui il Governo, con decisione unilaterale ha deciso di ridisegnare i confini politici e ha consegnato, d’ufficio, il futuro del territorio reatino, nelle mani della Provincia di Viterbo, una provincia distante, tanto culturalmente che territorialmente dal reatino, che, al contrario, risulta essere molto più vicina di quanto si era fino ad ora pensato con Terni.

Sono solo alcune delle riflessioni che sono state fatte nel corso del partecipato incontro che si è svolto presso la sede della Uil di Terni, dedicato all’iniziativa referendaria, promossa a Rieti, dal Comitato Rieti in Umbria per annettere il territorio della provincia di Rieti a Terni.

”Guardo mio figlio, che ha 10 anni, e non mi perdonerei di non aver provato a fare qualcosa per lui. E lo stesso credo che lo pensino in tanti cittadini della Provincia. I cittadini – dice Marino Formichetti, presidente del Comitato – quelli veri, vogliono la possibilità di decidere, partecipare, sentirsi partecipi ed esprimere il proprio pensiero. In questo momento ci sono poche persone che vogliono inculcarci idee che non hanno nessun fondamento di verità: vorrebbero raccontarci, e convincerci, che il referendum territoriale non sia possibile, quando invece lo è; che possono indirizzarci senza conoscere la strada verso cui sta viaggiando questo territorio. Il mio è un appello ai cittadini, possiamo solo noi dare un nuovo profilo al futuro, non lasciamolo nelle mani di pochi. Non hanno il diritto di farlo. I politici, in quanto eletti, hanno solo il dovere di agire sulla spinta della nostra volontà, si può fare, si deve fare. Un referendum non uccide la Provincia bensì la rafforza, la unisce, risveglia i sindaci, risveglia i giovani e le piazze, fa dibattere e pensare, da forza ai nostri rappresentanti nel contrattare e  offre la cartina al tornasole della volontà  di ogni singolo comune. Possono vincere i sì o i no, sarebbe, comunque, un clamoroso successo per la democrazia partecipata, per la politica ormai senza credibilità, per i sindaci, per l’istituzione provincia, che deve essere arbitro imparziale, ma del gioco non dell’attesa sterile. Il percorso referendario e’ breve e fattibile.

Saremo chiamati, a breve, ad esprimere la nostra preferenza per la costituzione del nuovo Governo e del Consiglio regionale con regole di difficile comprensione. Il referendum, invece, sarà uno strumento semplice, di facile comprensione, diretto, efficace con risultati veloci. Basteranno sei mesi per concludere l’iter prima che Viterbo o Roma o Cialente giochino con noi ai soldatini pronti al sacrificio per una causa di palazzo. A Terni, ieri, sono emerse molte idee e molto interesse è stato dimostrato dai presenti all’illustrazione della possibilità reale del riordino. Lo abbiamo definito un ‘matrimonio di reciproco interesse’, dove la politica può davvero essere interprete delle comuni volontà. L’Umbria è d’accordo, come anche i cittadini, dimostriamogli la nostra forza e il ruolo che vogliamo nella nuova Provincia. Il 21 novembre presenteremo alla stampa il quesito referendario, lo statuto del Comitato e i moduli delle firme. Un sogno, forse, ma tanto reale da pensare che già siamo in Umbria, dobbiamo solo pensare, e far pensare tutti i cittadini, non ci vuole molto”.

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