LODOVISI: TROPPI SILENZI SULL’AFFLUENZA DEI ROM NEI COMUNI DELLA SABINA

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“Auspichiamo un tavolo di crisi per la risoluzione dei problemi igienici, collegati alla salute pubblica, alla sicurezza, alla valutazione dei contingenti ospitabili, alle modalità ed ai tempi di permanenza delle comunità nomadi, alla loro assistenza, e, non ultimo alla scolarità dei minori, condizioni -lo comprende  chiunque-  che non possono essere accollate sulle esclusive spalle dei sindaci”, lo afferma in una nota Vincenzo Lodovisi, Segretario Provinciale del PD.

Da alcuni giorni la stampa riferisce della presenza di comunità di nomadi nel Comune di Forano, estesasi poi nei comuni di Poggio Mirteto e Forano per un totale di circa 150-200 persone. Ad affrontare questa  situazione imprevista sono stati chiamati i sindaci dei Comuni interessati, i quali, giustamente preoccupati da questa evenienza, hanno fatto sapere di non poter reggere a lungo  tale situazione.

Purtroppo questo quadro di preoccupazione non è confortato da iniziative doverose da parte di tutte le Istituzioni dello Stato che pure avrebbero dovere di far vedere la propria presenza al fianco dei Sindaci e delle popolazioni, oggi  chiamati ad affrontare con pochissimi mezzi e senza le necessarie competenze problemi di natura straordinaria per dimensioni e qualità.
Il quadro è reso ancor più confuso se si torna, con la memoria, indietro solo di  qualche mese: allora di fronte alle sollecitazioni del sindaco di Roma si mise in moto un meccanismo di coinvolgimento istituzionale che dovrebbe arrivare addirittura all’assegnazione, più o meno forzosa, di contingenti di nomadi ad una quindicina di comuni della Sabina.
Le due situazioni stridono molto l’una con l’altra; eppure la dimensione del problema che oggi affrontano i sindaci dei tre comuni sabini rapportata in via percentuale, alla consistenza demografica ed ai mezzi a disposizione non è diversa da quella che affligge Roma.

C’è solo da augurarsi che queste righe, nel tempo in cui sono diffuse, siano vanificate dalla notizia auspicata dell’istituzione di un tavolo di crisi per la risoluzione dei problemi igienici, collegati alla salute pubblica, alla sicurezza, alla valutazione dei contingenti ospitabili, alle modalità ed ai tempi di permanenza delle comunità nomadi, alla loro assistenza, e, non ultimo alla scolarità dei minori, condizioni -lo comprende chiunque- che non possono essere accollate sulle esclusive spalle dei sindaci ed alla pur encomiabile dedizione e professionalità dello sparuto nucleo di vigili urbani presenti in quei comuni.

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