La RSA S.Rufina decurta gli stipendi. Sindacati proclamano stato d’agitazione

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In aria di ferie tutti i lavoratori della Rsa di Santa Rufina si ritrovano con il 40% di stipendio illegittimamente decurtato da parte della Amministrazione della Rsa di S.Rufina.

​La Fp Cgil Rieti Roma Est Eva e la CISL FP Roma Capitale e Rieti rimangono sgomente di fronte a tale determinazione che l’Amministratore della Rsa ha ritenuto di intraprendere giustificando ritardi economici, pare da parte della Regione Lazio.

​​Ci preme ricordare che i rischi che assume su di se un imprenditore investendo capitali in un’impresa, avendo fatto le necessarie valutazioni tecniche e di mercato, al fine di procurargli degli utili, sono sostanzialmente fortemente ridotti nel caso delle RSA proprio perché le attività sono erogate con soldi pubblici.

​L’Amministratore della RSA Santa Rufina non può utilizzare strumentalmente i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali, per premere e sollecitare degli adempimenti che sono di esclusiva competenza della Regione Lazio.

​Alcune fatture a favore della Rsa di S Rufina sono già state liquidate, una proprio di questi giorni del valore di 66mila stà per esserlo.

​Consideriamo tale gesto del tutto illegittimo ed è per questo che chiederemo un incontro all’Ispettorato del Lavoro per eventuali azioni da intraprendere a tutela dei lavoratori.

​La Fp Cgil e la Cisl fp chiedono, pertanto, una immediata apertura di un tavolo permanente fino alla risoluzione della vicenda al sindaco di Cittaducale Ranalli e al sindaco di Rieti Cicchetti, e a tutte le parti coinvolte.

​Proclamiamo per quanto sopra lo stato di agitazione di tutto il personale della Rsa di S.Rufina con assemblee permanenti in struttura e con tutte le iniziative a livello sindacale che ne seguiranno.

Nota di Fp Cgil Rieti RomaEst Eva Annalisa De Sisto, Cisl Fp Roma Capitale e Rieti Sandro Antonacci

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