LA POLITICA AZIENDALE DEI VERTICI CA.RI.RI? CHI L’HA VISTA?

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Bruno Pescetelli“Come spesso accade –spiega il segretario generale della Cisl di Rieti Bruno Pescetelli- sono diverse le interpretazioni e le valutazioni che vengono date su questioni importanti di pubblica rilevanza. E, ognuno, nel fare le proprie valutazioni, spesso si lascia condizionare dalle sue posizioni personali e dal ruolo che ricopre”.

“Questo vale anche per la questione che riguarda la Cassa di Risparmio di Rieti –continua Pescetelli- che ha portato alla proclamazione di uno sciopero articolato in tre giornate. Molto se ne è parlato in questi giorni, diversi sono gli articoli apparsi sui giornali e ognuno, come al solito, ha dato la propria versione dei fatti evidenziando la sua verità.
Io voglio evitare di dire la mia verità, limitandomi soltanto a far notare, anche rispetto al silenzio assordante che viceversa arriva da Rieti, che è a dir poco singolare, che proprio in questi giorni le Fondazioni di tutte le Casse dell’Umbria, denuncino apertamente ai vertici del Gruppo Intesa la progressiva rivisitazione delle competenze delle filiali e delle filiali imprese nell’ ambito delle direzioni regionali, alle direzioni Area/banca rete territoriale competenti.

Le Fondazioni umbre spiegano che la direttiva emanata si pone in aperto contrasto con le strutture organizzative e statutarie delle singole casse, con le attribuzioni dei singoli consigli di amministrazione, con le competenze dei direttori generali, con lo stesso essere azienda bancaria che è il proprio di ogni istituto di credito e, non ultimo, con lo spirito dei patti parasociali sottoscritti. E che la situazione non può essere più tollerata da chi, nella singola banca mantiene ingenti investimenti, la cui tutela incide direttamente sui patrimoni gestiti e sulle conseguenti attività istituzionali”.

“Le Fondazioni umbre –continua il segretario della Cisl- nel ribadire la necessità  di far cessare tale stato di cose suggeriscono il tracciato da seguire attraverso l’autonomia giuridica delle banche rispetto al gruppo Intesa Sanpaolo, con il mantenimento di tutte le prerogative organizzative, funzionali ed operative che competono loro. Ogni integrazione operativa dovrà assolvere al concreto perseguimento  di un interesse della singola banca, anche nell’ottica del mantenimento di una autonoma capacità operativa, senza che l’interesse di gruppo possa surrogare quello del singolo istituto”.

“Inutile dire che mentre in Umbria accade quanto descritto, stupisce che a Rieti, i vertici Cariri spa, non solo si trincerano dietro un silenzio assordante, rimandando ogni responsabilità ai vertici nazionali, ma descrivono situazioni ed interventi da apportare al proprio interno, diametralmente opposti da quanto dichiarato da tutte le Fondazioni Umbre. C’è davvero qualcosa che non va in questa nostra città, in questa nostra provincia –conclude Pescetelli.

Quanto accade sembra scivolarci addosso senza alcun sussulto, anche quando trattasi di posti di lavoro, di depauperamento territoriale di risorse e professionalità. L’immobilismo a cui stiamo assistendo da parte dei vertici aziendali reatini è a dir poco deplorevole e per questo da contrastare con forza.

Molti operatori economici locali hanno già scelto altri istituti di credito e temo, molti altri lo faranno nei prossimi anni. Dal mio osservatorio privilegiato –conclude Pescetelli- dagli incontri con le associazioni di categoria, dai tanti contatti giornalieri con piccole e medie imprese e singoli privati posso affermare che il

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