INTERVENTO DELL’AMMINISTRATORE RITEL AL MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO

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RitelRitel S.p.A., in persona dell’Amministratore Unico Dott. Maurizio De Filippo, prende atto della mancata presentazione, ad oggi, del nuovo socio industriale che subentri nella compagine sociale e proponga il nuovo piano industriale per la riconversione dello stabilimento ex Alcatel di Rieti.

Pertanto, considerato il mancato rispetto, da parte di tutti i soggetti coinvolti, degli impegni assunti a seguito dello spin-off Alcatel con il Protocollo del Luglio 2006, oggetto dell’odierna verifica ministeriale, Ritel ribadisce la richiesta (già formulata dall’A.U. nelle precedenti otto riunioni ministeriali dallo scorso marzo ad oggi), di formalizzazione di un nuovo impegno vincolante che assicuri immediatamente a Ritel un livello di commesse adeguato a consentire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, anche con riferimento alle esternalizzazioni (commisurate queste ultime ad un livello di commesse ALU di € 12 milioni mensili, contro l’attuale di circa € 3 milioni mensili).

Tale impegno, di durata almeno annuale, è necessario per garantire la sopravvivenza della realtà industriale di Ritel, nella sua attuale configurazione occupazionale, e per consentire, in tale periodo transitorio, in primo luogo ai soggetti istituzionali preposti, di individuare nuovi partners imprenditoriali che subentrino nella compagine sociale, presentando un serio e credibile piano industriale, finalizzato alla riconversione del sito industriale in Cittaducale; obiettivo quest’ultimo radicalmente fallito dal Protocollo del 2006.

La richiesta di un siffatto impegno, che abbia la forma e la denominazione ritenuta opportuna (“Protocollo”, “Impegno”, “Intesa”, “Atto transitorio”, Piano di contingenza” ecc.), trova origine nella mancata attuazione del Protocollo Ministeriale del 2006 e nel mancato raggiungimento dell’obiettivo di riconversione industriale dello stabilimento ex Alcatel.

La sottoscrizione di un siffatto accordo rientra certamente, contrariamente a quanto ritenuto da alcune parti sindacali, nei poteri di ordinaria amministrazione dell’Amministratore Unico, essendo specificamente finalizzata a garantire la continuità aziendale nell’attuale configurazione occupazionale.

In relazione all’attuale livello di commesse si fa presente che gli ordini di ALU si attestano a circa € 6 milioni complessivi per i tre mesi ottobre-dicembre 2009 (a fronte di forecast per complessivi € 9 milioni); nelle trattative in corso per la sottoscrizione del nuovo contratto di fornitura con scadenza al 31.12.2010, ALU si è dichiarata indisponibile a prevedere alcun minimo garantito di commesse, nonostante gli obblighi assunti nel Protocollo per il periodo biennale, successivo  alla scadenza del primo triennio dallo spin off (30 anni uomo valorizzati in commesse per circa € 2 milioni mensili).

A tale proposito, al fine di evitare confuse interpretazioni delle posizioni assunte dalle parti in sede ministeriale, appare opportuno che ALU chiarisca in modo inequivoco se, nella ipotesi, auspicata da tutti, di fuoriuscita di Industrial Group dalla compagine sociale, intenda comunque limitare a ciò i propri impegni (30 anni uomo fino al 31.12.2010) ovvero se intenda incrementare, e in quale misura, il livello di commesse garantite a Ritel.

Quanto a Finmeccanica, dopo la scorsa riunione ministeriale del 23.9.2009, gli ordini veicolati tramite Jabil si sono ulteriormente ridotti rispetto ai precedenti livelli, peraltro già ampiamente al di sotto non solo delle esigenze aziendali, ma anche degli impegni assunti da Finmeccanica nei confronti di Ritel sia in sede ministeriale che contrattuale, e puntualmente ribaditi, senza alcun concreto seguito, in occasione delle precedenti riunioni.

Inoltre, Jabil ha comunicato, qualche giorno dopo la riunione ministeriale del 23.9.2009, di non essere in grado di assicurare in futuro alcuna ulteriore commessa.

Finmeccanica, puntualmente e tempestivamente informata da Ritel, dapprima per le vie brevi e quindi a mezzo telefax del 16.10.2009, soltanto in data 22.10.2009, qualche ora prima della precedente riunione ministeriale, aggiornata alla data odierna, dava riscontro alla comunicazione di Ritel nei seguenti termini.

In primo luogo, lamentava che Ritel non aveva posto in essere gli investimenti assicurati dal precedente organo amministrativo nell’aprile 2008, per adeguare la struttura produttiva alle commesse principali di Finmeccanica nei settori avionico e militare. Tale considerazione di cui non vi è traccia nelle precedenti riunioni ministeriali dimostra, se necessario, un ulteriore fallimento del Protocollo di Intesa.

In secondo luogo, Finmeccanica confermava che, come anticipato da Jabil, la situazione di “crisi oggettiva” che colpisce anche Jabil e Finmeccanica avrebbe determinato una “prevedibile contrazione” delle future commesse assegnate a Ritel; posizione quest’ultima ben diversa da quella sostenuta dalla stessa Finmeccanica in sede ministeriale, laddove soltanto un mese orsono, in data 23.9.2009, aveva espresso, invece, il convincimento che si sarebbero potuti recuperare, a breve, i ritardi accumulati nelle commesse, anche rispetto a quanto previsto dal Protocollo del 2006 e confermato nel contratto tra la stessa Finmeccanica, Ritel e Jabil dell’aprile 2008.

A tale proposito si osserva che a fronte di 60 operatori equivalenti previsti per il secondo anno, nel 2009 si è registrata una media di 13,48 operatori equivalenti, e che nel mese di ottobre, a seguito di un incremento registrato negli ultimi giorni, le attività Jabil si attestano su una media di circa 16 operatori equivalenti.

In ogni caso qualora Finmeccanica intendesse effettivamente assegnare a Ritel commesse nei settori militari e avionici, assumendo specifici impegni in tal senso, Ritel provvederà ad adeguare la propria struttura produttiva, affrontando i necessari investimenti, anche nell’attuale fase transitoria; ciò al fine di mantenere gli attuali livelli occupazionali.

Conclusivamente, l’Amministratore Unico di Ritel fa presente che non intende replicare ai comunicati e alle distorte informazioni diffuse nelle scorse settimane, anche attraverso gli organi di stampa; ciò al fine di evitare sterili polemiche finalizzate a supportare interessi di parte, in conflitto con chi persegue, invece, il salvataggio di Ritel.

Non intende neppure concorrere a sviare la presente verifica ministeriale dai reali problemi aziendali, costituiti dalla mancata riconversione industriale nei tre anni di durata del Protocollo del 2006, e dalla attuale insufficienza delle commesse di ALU e Finmeccanica a mantenere i livelli occupazionali del personale dipendente ed esternalizzato.

Le vicende relative alla compagine sociale devono essere affrontate e risolte dai soci in altra sede e non possono ostacolare la verifica ministeriale degli impegni assunti con il Protocollo, né costituire un comodo “alibi” per mettere a repentaglio la continuità aziendale.

I rapporti tra i soci, evidentemente, sono del tutto estranei alla funzione e alle responsabilità dell’attuale organo amministrativo della società, che non intende farsi coinvolgere nelle reciproche accuse dei soggetti che, con diversi gradi di responsabilità, hanno del tutto fallito gli obiettivi di riconversione consacrati nel Protocollo del 2006.

Infatti, al contrario di altri protagonisti dello “spin off” Alcatel, l’attuale organo amministrativo deve rispondere della sola gestione aziendale dal febbraio scorso ad oggi, e non delle scelte, delle “garanzie” e del percorso che hanno condotto all’attuale situazione.

Peraltro, forte del lavoro fin qui svolto e dei risultati ad oggi raggiunti nel risanamento dell’azienda, l’Amministratore Unico non esiterà a contrastare, in tutte le sedi competenti, le scriteriate iniziative di chi persegue interessi diversi dalla sopravvivenza di Ritel .

La presente comunicazione viene formulata in forma scritta al fine di evitare distorte interpretazioni della posizione assunta dall’Amministratore Unico e di fornire una corretta informazione in primo luogo ai lavoratori per i quali si nutre il più profondo rispetto, rafforzato dal grande senso di responsabilità che stanno dimostrando nella difficile e incerta contingenza attuale.

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