Imprenditori in Regione alla Commissione Terremoto: la burocrazia ci frena

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La commissione sul terremoto ha ascoltato il presidente della Camera di commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, e i rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali del reatino.

Delle cinquecento imprese presenti nei comuni di Amatrice e Accumuli non ce n’è stata una che non abbia subito le conseguenze del terremoto dello scorso agosto. Il sisma di novembre ha poi praticamente azzerato il tessuto commerciale nei due comuni laziali al centro del cratere, ma le scosse hanno avuto conseguenze gravi sul tessuto produttivo dell’intera provincia di Rieti, già provata da una crisi economica che dura da anni. E’ quanto hanno riferito alla Commissione consiliare speciale sul terremoto, presieduta da Pietro Di Paolo (Cuoritaliani), il presidente della Camera di commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, e i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali del reatino Leonardo Tosti (Confcommercio), Mario Cristofari (Coldiretti), Giuseppe Agabiti (Federlazio), Marcello Leoni (Unindustria) e Maurizio Aluffi (Confartigianato).

“I due comuni stavano già facendo registrare da anni una rarefazione delle imprese e un calo demografico – ha riferito Regnini – Le conseguenze del terremoto hanno aggravato la situazione. La carenza infrastrutturale e la perdita di imprese in atto da tempo, a causa della crisi economica, hanno imposto una riflessione su come ripartire, non da quello che si è lasciato, ma individuando alcune nuove stelle polari. Rieti dà il senso della città fantasma – ha proseguito Regnini – Bar, pizzerie nel centro reggono, perché è la sede del commissario straordinario per la ricostruzione, ma numerosi esercizi hanno chiuso e molti stanno per chiudere. Occorre individuare soluzioni nuove, che rappresentino un incentivo a rimanere”.

Dall’audizione è emerso che il fatturato delle imprese si è ridotto notevolmente. Leorganizzazioni imprenditoriali hanno risposto subito all’emergenza, ma la burocrazia sembra essersi messa di traverso. S’incontrano difficoltà in agricoltura per un allacciamento alla rete elettrica o a una rete fognaria, come nella rimozione delle macerienei centri abitati. Ciò che chiedono le organizzazioni imprenditoriali è una semplificazione nel rilascio di concessioni e licenze, che invece appare più complicato a seguito del terremoto, ma soprattutto interventi in materia fiscale, nella definizione della no tax area all’esame del Parlamento.

In particolare, Di Paolo ha condiviso l’urgenza di riportare le persone nelle aree colpite dal sisma, auspicando che tutti i soggetti interessati lavorino in tal senso. “Più che di sospensione – ha dichiarato Di Paolo a conclusione dei lavori – pensiamo all’eliminazione delle imposte regionali per i prossimi due anni. Comunque oggi abbiamo un quadro più chiaro di ciò che funziona, di ciò che è fermo e di ciò che deve andare nell’agenda della politica”. Hanno preso parte ai lavori odierni anche i vice presidenti Daniele Mitolo (Pd) e Devid Porrello (M5s) e il consigliere Fabrizio Santori(FdI).

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