Il vescovo Delio e la sua Chiesa: in tanti alla presentazione del libro

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Non «un’antologia di scritti, lettere pastorali, interventi del vescovo emerito, come in genere avviene in molte diocesi», ma un vero e proprio ripercorrere i diciotto anni di episcopato attraverso ciò che i media della Chiesa locale via via riportavano.

È rimasto colpito da questa particolarità il vaticanista Luigi Accattoli, intervenuto ieri a presentare Il vescovo Delio e la sua Chiesa, con il quale Luciano Martini, per lunghi anni al timone della stampa diocesana, ha voluto sintetizzare gli anni tra il 1997 e il 2015 raccogliendo nel libro da lui curato – edito per i tipi della Tau – il dipanarsi dell’episcopato di monsignor Delio Lucarelli.

Per questa «Rilettura del patrimonio religioso, culturale e sociale dell’antica Comunità diocesana reatina» (così il sottotitolo del volume) Luciano Martini, che sin dai tempi di monsignor Trabalzini si è occupato in diocesi delle Comunicazioni Sociali e per anni ha diretto «Frontiera», ha attinto ad ampie mani alla collezione della stampa diocesana a partire dalla nomina, ordinazione e ingresso in diocesi del vescovo Delio: alla collezione della vecchia «Frontiera» quindicinale da lui diretta (poi passata alla direzione di Alessandra Lancia), alla nuova versione settimanale (con nuova gestione voluta dallo stesso Lucarelli), alle pagine reatine di «Lazio Sette» (supplemento domenicale di «Avvenire»).

Dopo aver messo mano, in precedenza, all’analogo lavoro dedicato all’episcopato reatino di monsignor Giuseppe Molinari (E venne il buon pastore, sempre pubblicato dall’editrice Tau), non pensava, Martini, di occuparsi anche di quest’altro lavoro sul pastore divenuto emerito, con il quale non erano mancati dissapori e incomprensioni. Ma poi, con il vescovo ormai “in pensione”, è arrivato il momento del chiarimento, e l’avvio del lavoro che ha portato alla realizzazione del libro.

Lo ha spiegato, il curatore, al folto pubblico radunato all’Auditorium Varrone nella serata moderata da Massimo Casciani (che è stato tra i principali collaboratori di Lucarelli, dirigendo anche l’Ufficio Comunicazioni della diocesi negli ultimi anni del suo episcopato fino al passaggio di consegne al suo successore).

Serata che ha voluto manifestare l’affetto della comunità reatina per il suo vescovo emerito, del cui ricco e articolato episcopato hanno parlato gli intervenuti: oltre al giornalista Accattoli, i confratelli di monsignor Delio che ne hanno condiviso la cattedra reatina, il predecessore Molinari, volentieri giunto dalla sua L’Aquila a manifestare il mai interrotto legame affettivo con la Chiesa di Rieti, e il successore Pompili: il vescovo Domenico, che nel libro firma la postfazione, ha messo in evidenza il grande impegno di chi lo ha preceduto nell’affrontare le problematiche dei giovani, della famiglia, dell’emergenza lavorativa e sociale.

Tutti aspetti che nel volume curato da Martini emergono con vigore. Anche un altro vescovo emerito, quello di Viterbo monsignor Lorenzo Chiarinelli, che della Chiesa reatina è invece figlio e che è tornato ad abitarvi, ha sottolineato l’importanza di una memoria grata verso chi ha condotto il gregge con zelo e passione.

Tra gli altri interventi, il saluto, in rappresentanza dell’amministrazione civica, dell’assessore comunale Gianfranco Formichetti, che non ha mancato di ricordare la grande collaborazione con monsignor Lucarelli in quello che è, ed era anni fa, il suo campo: la cultura. E dell’ammirabile “pallino” per i beni culturali ecclesiastici ha parlato invece la direttrice del Museo diocesano, Ileana Tozzi, che in questo campo è stata la principale collaboratrice del vescovo Delio che ha condotto importanti operazioni di recupero del patrimonio storico, artistico, architettonico della diocesi.

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