Il Popolo della Famiglia: Presentati alla Stampa reatina candidati e programma

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Ieri presso la sala del consiglio comunale di Rieti si è svolta la presentazione alla stampa del Popolo della Famiglia, costituito di padri e madri che hanno detto no alla deriva morale ed economica dell’Italia, fondato nel marzo 2016 da Mario Adinolfi, Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo dopo che si era preso atto della marcata debolezza dei cattolici nei partiti tradizionali ove, o non avevano rilevanza, o, addirittura, ponevano al compromesso le posizioni morali che un cattolico dovrebbe difendere.

“La miccia è stata accesa con il tradimento della politica alle istanze portate avanti dal Family Day, centinaia di migliaia di persone a piazza San Giovanni ed al Circo Massimo per difendere la famiglia così come descritta all’art. 29 della costituzione, società naturale fondata sul matrimonio. Tale tradimento ha però fornito ad un popolo la forza di emergere.”

E’ stato specificato che il Popolo della Famiglia (PdF) è un movimento di ispirazione cattolica, non confessionale, aperto a tutte le persone di buona volontà che si riconoscono nei valori della vita difesa dal concepimento alla morte naturale e nella libertà di educazione e religiosa.

“Ci presentiamo per la prima volta alle elezioni politiche nazionali dopo esserci presentati più volte a quelle amministrative in diversi comuni, incrementando via via i consensi, in alcuni abbiamo ottenuto risultati importanti come a Verona dove è stato superato il 3% alle comunali.

Ci siamo estesi a tutto lo stivale ed abbiamo raccolto oltre 43.000 firme per partecipare alle elezioni dimostrando notevolissime capacità organizzative.”

Quindi è seguita la presentazione di tutti i candidati ove ciascuno ha fornito elementi di conoscenza di sè e dello spirito di servizio, questo comune a tutti con il quale essi partecipano a questa competizione elettorale. In particolare è stata dichiarata da tutti, in caso di elezione, la rinucia ai privilegi della carica ricoperta.

Questi i candidati che erano presenti e che hanno parlato dei diversi argomenti del programma:

alla Camera; PIANESELLI Guido, PUTIGNANI Barbara, LORENZINI Alessandro, CAVALLO Anna

al Senato: DE SANTIS Angelo, SALCITO Gabriella, ROCCHI Marco

Sono stati quindi affrontati diversi temi tra i quali quelli relativi alla presenza del movimento alle elezioni in posizione autonoma rispetto ai partiti tradizionali, “necessaria per non essere contaminati”; alla obiezione di voto utile che si pone da più parti, si deve rispondere che il voto deve essere utile alla propria coscienza e non ad un futuro compromesso già evidente tra Berlusconi e Renzi.

In particolare è stato rappresentato che il Popolo della Famiglia ha fatto proprio quel tesoro e ricchezza proprio della Dottrina sociale della Chiesa Cattolica per affrontare le sfide a fianco dei deboli rilanciando una economia al collasso dove invece i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri aumentano. Politica distante dalla gente quella attuata da chi si è scambiato il potere negli ultimi 20 anni e che si vuole cambiare.

Alla curiosità che nasce dalla scritta “no gender nelle scuole” la risposta è stata chiara:

“Il gender è una delle più grandi aberrazioni del nostro tempo. La nostra proposta è quella di eliminarlo dalle scuole, dietro al rispetto delle diversità, in sé giustissimo, nascondono una vera e propria menzogna; i nostri figli non debbono essere disorientati nella loro crescita dicendo che essere maschi o femmine è una decisione personale, e questo il più delle volte nella incosapevolezza dei genitori. Ricordiamo che Papa Francesco lo ha definito una colonizzazione ideologica, peggio del nazismo e del fascismo.”

E’ stato presentato il programma elettorale di 65 punti affrontando nello specifico la proposta del reddito di maternità, per incrementare le nascite e far si che l’Italia non abbia a scomparire. Dare alla mamma, che vuole rimanere a casa ad accudire il figlio, 1000 euro al mese per i primi sei anni dalla nascita, una misura che costerebbe molto poco rispetto a tutte le le poco serie promesse elettorali degli altri, solo un decimo di quanto hanno regalato alle banche, ma con il pregio di innestare un ciclo virtuoso. Altrimenti sarà a rischio l’intero sistema previdenziale.

Sulle urgenze della prossima legislatura, in economia si deve impedire la distruzione del tessuto sociale con la scomparsa della classe media e del lavoro autonomo, dei piccoli negozi, degli artigiani, tassando i colossi economico finanziari e detassando i più piccoli. Solo in questo caso si restituisce la competitività tra le varie realtà impedendo l’attuale degrado socio economico che vede da una parte i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre di più e sempre più poveri. Anche questa impostazione deriva dall’applicazione della Dottrina Sociale.

“Nel parlamento dobbiamo fermare il degrado morale e le norme barbare che hanno già predisposto e che riguardano tutti gli italiani: la droga libera, il reato di omofobia, dove tutto dipende dalla percezione della presunta vittima, la legge sulle fake news, con la istituzione del ministero delle verità di orwelliana memoria, la eliminazione del reato di utero in affitto con la legalizzazione delle compravendita dei bambini, l’umano ridotto a merce e se non produttivo, come gli anziani,eliminati con l’eutanasia, la confusione delle menti dei più piccoli che porta alla disforia di genere già rilevante negli stati del nord Europa….”

“Questa è una delle poche volte che le persone sentiranno parlare di noi, solitamente siamo boicottati, come lo erano le centinaia di migliaia di persone che hanno partecipato al Family day, e che all’improvviso tutti hanno visto. Ci auguriamo che questo accada anche alle prossime elezioni.”

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