Il basket dalla Korac

Lo sport numero uno a Rieti è il basket, praticato con assiduità sin dal dopoguerra. Infatti, già a quell’epoca risalgono i primi allori della “sezione basket” della polisportiva AMG Sebastiani, intitolata alla memoria di tre fratelli reatini, nonché giocatori di pallacanestro, uccisi in una rappresaglia nazista.

Dopo un lungo andirivieni tra la serie B e la C, agli inizi degli anni ’70 la Sebastiani (ormai le altre sezioni sportive non erano più operative), in concomitanza con la costruzione del palazzetto dello sport intitolato alla memoria del campione reatino di ciclismo Adolfo Leoni, inizia la scalata che la porterà ai vertici del basket europeo. Ciò grazie anche alla managerialità del suo presidente Renato Milardi.

Tra il 1971 e il 1973 la Sebastiani, passa dalla serie C alla serie A. Alla sua guida una leggenda del basket italiano nel ruolo di giocatore/allenatore: Gianfranco “Dado” Lombardi. Una volta in serie A il palazzetto Leoni (800 posti) non basta più. Mentre nasce a tempo di record il nuovo palasport a Campoloniano (5.000 posti), la Sebastiani emigra per virtus3un anno a Roma al Palaeur. Il presidente Milardi non bada a spese e compra nel 1973 per 100 milioni, record dell’epoca, il pivot Luciano Vendemini (2.13). Arrivano altri campioni come l’italo americano nonché grandissimo tiratore Tony Gennari, il veterano Paolo Vittori mentre il primo giocatore statunitense di Rieti è Bob Lauriski.

L’anno dopo, prima partecipazione alla Coppa Korac, l’equivalente della Coppa UEFA del calcio, ed altri grandi campioni in arrivo: gli ex nazionali Massimo Masini e Mauro Cerioni. In Coppa gioca il grandissimo fuoriclasse messicano Arturo Guerrero.  Rieti viene eliminata in semifinale dal Barcellona che poi vincerà la Korac.

Intanto nel settore giovanile stanno maturando due grandi campioni: Domenico Zampolini e soprattutto Roberto Brunamonti.
La maturazione di questi due giocatori insieme a quella del reatino Gianfranco Sanesi daranno grandi soddisfazioni negli anni a venire quando saranno affiancati al mitico pivot Willie Sojourner (nel 1976) e a Cliff Meely (1977).

Il basket a Rieti dalla Korac Il basket a Rieti dalla Korac

Trascinata da questi fuoriclasse tuttora indimenticati dal basket nazionale la Sebastiani disputerà due semifinali scudetto (una contro Varese nel 1978 e l’altra contro la Virtus Bologna nel 1979) e una finale di Coppa Korac nel 1979, Il basket a Rieti dalla Koracpersa a Belgrado contro i padroni di casa del Partizan in occasione del decennale della morte di Radivoje Korac.
Impossibile vincerla.
La Sebastiani si rifarà l’anno successivo, intanto il grandissimo Lee Johnson ha sostituito Meely, aggiudicandosi la Korac a Liegi contro il Cibona Zagabria.

La Sebastiani continua a mietere successi e partecipazioni ai playoff anche agli inizi degli anni 80.

Il basket a Rieti dalla Korac
Azione aerea di Roberto Brunamonti
in terra Mauro Cerioni
sullo sfondo Domenico Zampolini

Nel frattempo Zampolini è stato ceduto e nel 1982 toccherà pure a Brunamonti, già medaglia d’argento alle olimpiadi di Mosca e campione d’Europa con la nazionale, che passerà alla Virtus Bologna dove, dopo aver vinto numerosi scudetti e coppe europee, attualmente ricopre la carica di vicepresidente della squadra, ora sponsorizzata Kinder.

Purtroppo va via anche Sojourner, mentre il presidente Milardi passa la mano, e per la Sebastiani arriva la retrocessione in A2.

Non mancano però altre soddisfazioni come quella di aver portato in Italia giocatori come Dan Gay (divenuto poi italiano ha giocato pure in nazionale ed è tuttora in A1 a Cantù) e soprattutto il mitico Joe Bryant: cannoniere incredibile, dotato di grandissima fantasia. Nessuno però immaginava all’epoca, erano gli anni 1984/86, che suo figlio Kobe, che mosse i primi passi cestistici proprio a Rieti, sarebbe poi diventato l’attuale star dei Los Angeles Lakers, due volte campioni NBA, con uno stipendio da 10.000.000 $ all’anno, compagno di squadra di Shaquille O’ Neal, testimonial dell’Adidas, spesso indicato come erede di sua maestà Michael Jordan e chi più ne ha più ne metta.
Insomma, Rieti merita di diritto un posto non solo nella storia del basket italiano ma anche di quello internazionale.

Il basket a Rieti dalla Korac
Da sinistra a destra: Marisi, Coppola, Brunamonti, Carapacchi, Cerioni, Zampolini, Pettinari,
Torda, Felici, Meely, Sojourner, Blasetti e il coach Pentassuglia
GLI SPONSORS:
BRINA
ALTHEA
ARRIGONI
FERRARELLE
ACQUA FABIA
BINOVA
FONTE COTTORELLA
AMERICAN EAGLE
IPPODROMI D’ITALIA
CORSA TRIS
DENTIGOMMA
stagioni .1973 / 1974 – 1974 / 1975 – 1975 / 1976 – 1976 / 1977
stagione 1977 / 1978
stagioni .1978 / 1979 – 1979 / 1980
stagione 1980 / 1981
stagione 1981 / 1982
stagione 1982 / 1983
stagione 1983 / 1984
stagione 1984 / 1985
stagione 1985 / 1986
stagione 1986 / 1987
stagione 1987 / 1988
Il basket a Rieti dalla Korac Il basket a Rieti dalla Korac

Non è stato possibile mantenersi a lungo a quei livelli non solo tecnici ma anche economici.
E così nel 1988 dopo 15 stagioni in serie A, per un canestro subito a Rimini all’ultimo secondo dell’ultima partita di campionato da parte di un suo ex giocatore, Maurizio Ferro, la Sebastiani retrocede in serie B. Il periodo tra il 1988 e il 1997 è da dimenticare: la Sebastiani scivola in B2 poi torna in B1 nel 1994 ma nel 1997 sparisce definitivamente per motivi finanziari.

Ma il virus del basket è duro da debellare a Rieti. Il basket a Rieti dalla KoracDopo una stagione senza grande pallacanestro, a parte la C1, nel 1998 nasce una nuova società: la Virtus, in onore della più blasonata Virtus bolognese dell’indimenticato beniamino Brunamonti, che riparte direttamente dalla serie B1. Il presidente Davide Angeletti non lesina energie e investimenti per ottenere la promozione.Purtroppo la grande festa del ritorno in serie A non viene celebrata.

Una maledetta sera di Giugno del 2000, di fronte a 5.000 tifosi pronti a esplodere di gioia e a fare caroselli per tutta la notte, Castelmaggiore uccide tutte le illusioni vincendo a Rieti lo spareggio definitivo per la promozione in A2. Ma la Virtus non demorde e ogni anno è li che ci riprova. Anche nel campionato 2001/02 i recenti acquisti di eccellenti giocatori come Morena e Berdini, prelevati dalla serie A, confermano la volontà di tornare ai massimi livelli. 14 campionati senza serie A sono troppi per Rieti!!! Purtroppo, nulla di fatto neanche per questa stagione cestistica, si resta in serie B1.  A fine campionato, causa le continue critiche, l’assenza di pubblico e soprattutto l’assenza di partecipazione di alcune Amministrazioni locali spingono il Patron Davide Angeletti alla decisione di cedere il titolo.

Varie le richieste di acquisto da altre città, ma si cerca di trovare una cordata locale per continuare a Rieti. Finalmente a metà giugno tutto è salvo, Michele Martinelli ex presidente del Roseto decide di acquistare il titolo e continuare nella nostra città, insieme a Gaetano Papalia e Stefano Foschi. Riprende con fervore e grande entusiamo la pallacanestro a Rieti con una rosa di prestigiosi giocatori tra i quali Antonello Riva.Durante il campionato la sorte non è molto benevola nei confronti della squadra reatina, il coach Tonino Zorzi, per tutta Italia il Paron, torna a casa e viene sostituito in panchina da Maurizio Lasi. La squadra recupera punti e riesce ad entrare nei play off, ma, niente da fare contro la formazione di Vigevano che per due gare espugna il parquet della fprmazione reatina. Un altra stagione sportiva buttata alle ortiche…… si deve ricominciare.

Il basket a Rieti dalla Korac

Le scommesse sono il suo “pane quotidiano” e alla guida della Nuova Sebastiani, Gaetano Papalia è pronto a fare un altro centro. Questa volta il risultato è uno di quelli rincorso per anni e sempre svanito: la serie A.  Giunto a Rieti, ha subito respirato l’aria che circonda la tradizione del basket, fatta di sogni e tante amarezze.

“Abbiamo dei tifosi meravigliosi e proprio a loro voglio rivolgermi per invitarli a stringersi intorno alla Nuova Sebastiani”, erano state le prime dichiarazioni del nuovo presidente diventate il suo “biglietto da visita”. E, dopo le parole, arrivano anche i fatti.
“L’organico tecnico della Tris è ritenuto da tutti come uno dei più completi e competitivi”, ci tiene a precisare Papalia.
Una squadra costruita grazie anche ai suggerimenti di un tecnico che non tarderà a dimostra
re di sapere il fatto suo: Maurizio Lasi.
Un misto di sapienza e professionalità, è giunto a Rieti a metà stagione 2002/2003, in sostituzione di Zorzi per poi essere riconfermato.  Lui sul parquet, però, ha trascorso molti anni della sua vita.

Era il 1975, quando mosse i suoi primi passi con la maglia della Jolly Colombiani Forlì. Una breve sosta negli Stati Uniti, all’Henningher High School di Syracuse per poi tornare a Forlì, dove arriva la prima grande soddisfazione: la promozione in serie A1. Poi sarà la volta di Fabriano, Brescia e Siena, quando a 35 anni, decide di dare un contributo diverso al basket italiano, diventando allenatore. Inizia la nuova avventura con la patria del Palio, ma nel 1999 torna nella città che lo ha già conosciuto per le sue doti da giocatore: Fabriano. Qui è grande il traguardo raggiunto: la città marchigiana torna in serie A1.

E poi la nuova sfida targata Rieti, dove promette: “Faremo divertire il pubblico reatino, ringraziandolo per il calore con cui ci segue”.
Ma dietro un grande allenatore, non potevano non esserci grandi giocatori. E il roster della Virtus, risultati alla mano, è uno di quelli che fa invidia. A cominciare dal suo capitano, Antonello Riva. “Quando fui contattato per giocare a Rieti pensai di venire solo insieme ad Ivan spiega la guardia reatina ma una volta giunto qui decisi di trasferire tutta la famiglia, cani e mobili compresi”.  Qui nel capoluogo laziale, Riva ha avvertito subito grande affetto e disponibilità.
E come negarlo ad un giocatore che, dopo anni di militanza in serie A, ha classe ed esperienza da vendere.

La bravura di un giocatore che a 42 anni ha ancora molto da insegnare si fonde con le doti di un uomo che sa essere un leader nei momenti di maggior bisogno. «Il sogno è quello di lasciare a Rieti l’impronta del mio passaggio, il segno di un’impresa sportiva che dia lustro alla città, ai tifosi e al presidente», afferma il capitano della Tris.
E per realizzare questo sogno, potrà avvalersi di compagni che, in quanto a bravura, non hanno molto da invidiare a nessuno.

A cominciare dal play-maker, Aniello Laezza, che dall’età di dieci anni, trascorre la sua vita con in mano il pallone a spicchi. “Ricordo con piacere il mio esordio in serie A con il Verona, città dove vinsi un campionato afferma il giocatore napoletano mentre altre buone esperienze sono state a Trieste in serie A2 e lo scorso anno a Sassari con la promozione in serie A”.
Un infortunio al ginocchio fu visto da molti come la fine della sua carriera.

Ma la grinta di Laezza, dimostrata per anni sul parquet, ebbe la meglio anche nella vita.
E tornato in campo, ha continuato a mostrare il suo talento fino a giungere qui a Rieti, dove una domenica dopo l’altra, riesce sempre a fare la differenza. Giocando con passione, anche per il suo pubblico che sa dimostrargli un affetto così grande da farlo sentire «a casa sua». Ma il successo Laezza lo deve un pò anche al suo compagno, Cristiano Fazzi, un casertano doc, che sulla maglia ha già cucito uno scudetto: quello della stagione 1990/91, con Caserta. “Ci completiamo a vicenda pur avendo la stessa istintività di gioco spiega il play napoletano credo che marcarci sia molto sia difficile, proponendo continuamente un pick & roll dopo l’altro, possiamo mandare in tilt le difese avversarie”.

E, detto fatto, il duo Fazzi – Laezza ha mostrato, in campo, quella complicità che è parte fondamentale nei successi della Virtus. Come nella partita di andata contro Caserta, dove la prestazione dei due ha dato l’apporto decisivo per espugnare il Palamaggiò.
Il basket a Rieti dalla KoracAd accomunare i due, poi, ci pensa anche il sogno che entrambi inseguono: vincere con la maglia di Rieti e festeggiare la serie A con i tifosi. “In coppia con Laezza, si è formata una coppia di piccoli che fa girare a mille i motori della Tris fa sapere il play casertano stiamo imparando a giocare in sintonia dato che sia io che Aniello, siamo giocatori caratteriali molto portati alle giocate d’istinto”.

Tra quelli che quest’anno trascorrono la loro seconda stagione con la maglia amaranto-celeste, ci sono poi l’argentino Maximiliano Reale, Massimo Guerra e il giovane Simone Bagnoli. Una stagione contrassegnata dagli infortuni, quella del giovane pivot che non ha mai abbassato la guardia, venendo meno ai suoi impegni sul parquet, per raggiungere la promozione. «Amo Rieti, la sua gente, i nostri tifosi e sono orgoglioso della maglia che indosso assicura Bagnoli – e il mio sogno è quello di esserci anche il prossimo anno, ma in un altro campionato». Ma nel gruppo della squadra sabina figurano anche nomi già noti alla città, per i loro trascorsi nelle fila della squadra reatina: Pietro Bianchi e Roberto Feliciangeli. Uno centro, l’altro ala.  Entrambi legati a Rieti anche da un punto di vista affettivo, dato che le rispettive mogli sono reatine.

E in ultimo, ma non certo per importanza, il presidente della Virtus, si è aggiudicato un altro nome che conta nella storia del basket italiano: Walter Magnifico.
Nel gruppo degli under invece, oltre al figlio del capitano, Ivan Riva, spicca il nome di Marco Evangelisti, che in campo ha già dato dimostrazione delle sue capacità.
E, proprio per i giovani, Gaetano Papalia ha in riserbo un obiettivo importante: rilanciare il settore giovanile.

Quest’anno, così, per la prima volta, è stato realizzato un programma dedicato esclusivamente agli alunni delle scuole elementari.
Il basket a Rieti dalla KoracAttraverso corsi di Minibasket, tenuti durante le ore di lezione, con lo scopo di avvicinare i ragazzi alla pallacanestro. “Puntiamo nel giro di cinque anni, di creare una formazione juniores competitiva a livello nazionale”, spiega il responsabile dei settori giovanili della Tris, Enrico Grillo.
Le carte in tavola, per ora sono in regola. Quanto ai risultati, quelli che contano, speriamo, sia solo questione di tempo.
La speranza, la forza, la voglia, l’entusiasmo di vincere, portano, partita dopo partita, vittoria dopo vittoria, la squadra reatina ai play off. Play off duri, coriacei, giocati fino all’ultima partita, ma la squadra e i tifosi ci credono ed è contro Trapani, nell’ultima partita della finalina, che la Virtus ce la fa.
Sabato 12 giugno 2004, Rieti torna in Serie A2.

Stagione iniziata negativamente, con molti cambi in panchina e molta delusione tra gli sportivi.
Ma strada facendo la situazione migliora vistosamente fino ad entrare nei play off.
I play off portano la Nuova Sebastiani Basket nel primo turno ad affrontare nuovamente la Premiata Montegranaro che dopo un due a due riesce a spuntarla sulla squadra reatina per un solo punto nella quinta gara fermando così la corsa di coach Lasi e del presidente Papalia e lasciando un grande rammarico tra i tifosi.
Ora, si pensa già al futuro, pronti a ricominciare con tanta nuova energia e tanta voglia di vincere.

Il basket a Rieti dalla Korac Il basket a Rieti dalla Korac
Antonello Riva Domenico Zampolini

L’ESTATE.
La seconda stagione in Legadue della Nuova Sebastiani comincia dall’ampia campagna acquisti estiva che il presidente Gaetano Papalia mette in atto tra luglio e agosto 2005.
Resta lo staff tecnico, con il coach Maurizio Lasi e il vice Walter Magnifico, mentre dietro la scrivania sono confermati Antonello Riva e Domenico Zampolini.
MelvinDella “vecchia guardia” restano solo il capitano Cristiano Fazzi e il vice Roberto “Picchio” Feliciangeli.

A Rieti arrivano Chris Pearson, centro americano di passaporto inglese, Marcus Melvin, ala forte al suo esordio in Europa, e Thomas Mobley, ala piccola vista l’anno precedente a Fabriano. Il vero colpo di mercato, però, è Matt Santangelo: play/guardia di Portland (Usa) con passaporto italiano già visto alcuni anni fa a Cantù prima di passare al campionato spagnolo.
La fama precede Santangelo, con un record di assist al college ottenuto battendo quello della stella Nba Stockton.

Nei piani del tecnico c’è la volontà di un “ritorno al passato”, ovvero alla stagione della promozione dalla serie B con il doppio regista, quando Aniello Laezza affiancava Cristiano Fazzi. Il roster è completato dai giovani Emanuele Rossi e Guido Rosselli, presi da Riva del Garda dopo un ottimo campionato in B1. Con la febbre del tifo che inizia a salire, “Big” Gaetano mette a segno il colpo dell’anno, riportando a Rieti dopo 14 anni di assenza e silenzio il mito della pallacanestro reatina: il 15 settembre 2005 tutta Rieti si ritrova al Palaloniano per salutare il ritorno in città di Willard Leon Sojourner, per tutti lo “Zio” Willie, campione che portò Rieti a vincere una Coppa Korac e a due semifinali scudetto a cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

L’INIZIO DEL CAMPIONATO.
Alla prima palla a due della stagione, il 2 ottobre, si arriva con qualche perplessità su una squadra piuttosto misteriosa.
Rieti va a giocare contro Scafati sul neutro di Avellino per affrontare la squadra maggiormente accreditata per la promozione finale. Gli uomini di Lasi compiono il miracolo e tornano a Rieti con una vittoria ottenuta all’ultimo secondo.
L’entusiamo si moltiplica quando, una settimana dopo, Rieti vince contro Fabriano alla prima in casa, confermando che soprattutto Melvin e Pearson sono i veri colpi di mercato.
La terza di campionato vede Rieti in partenza per Ferrara: prima della gara si fa male Melvin che non potrà scendere in campo. Senza l’americano Rieti lotta, soffre, ma alla fine cede.
Si torna in città comunque tra l’entusiasmo ma, appena 4 giorni dopo, un evento sconvolge squadra e città.
Willie Sojourner a RietiL’INCIDENTE A WILLIE SOJOURNER.
Nella notte tra il 19 e il 20 di ottobre Willie Sojourner si schianta con la sua auto in un albero lungo la via Terminillese. Dopo una serata passata con gli amici, l’ex campione stava tornando a casa: l’alta velocità e l’asfalto reso viscido per la pioggia di quei giorni condannano lo “Zio” ad una morte inevitabile.

Dal momento dello schianto, intorno all’una di notte, in avanti il passaparola tra tifosi fa il giro della città e al mattino tutti piangono per Sojourner.

Tre giorni praticamente di lutto per Rieti che sabato 22 ottobre si raccoglie al palazzo per celebrare il funerale del campione.
Una scena indimenticabile, mai vista nella storia dello sport reatino e forse nazionale: almeno 4mila persone sugli spalti, gente di tutte le età commossa fino alle lacrime, con la squadra a bordo campo per l’ultimo saluto.

RICOMINCIA IL CAMPIONATO.
Il giorno dopo il funerale Rieti gioca contro la Rimini dell’ex Simone Bagnoli.
Una vera “mattanza” per gli uomini di Lasi che perdono di 31 punti. Non va meglio una settimana dopo a Novara (-16).
Si ricomincia a vincere in casa contro Castelletto e Rieti riparte per il suo campionato restando sempre nelle posizioni di vertice grazie alle successive vittorie con Pavia e Trapani.
Il momento d’oro sembra arrivare al suo culmine il 27 novembre quando a Rieti arriva la leggenda della pallacanestro, Doctor J Julius Erving, amico fraterno di Willie volato in Italia per salutare la città che ha amato lo “Zio”. Sul parquet del palazzo Rieti affronta l’eterna rivale Montegranaro e la prima parte della partita sembra un sogno: la Nuova Sebastiani vola e chiude a +17 i primi due quarti dopo essere stata avanti anche di 23 punti.

Nella ripresa il crollo: i marchigiani rimontano e vincono di 3 di fronte ad un PalaSojourner (questo il nuovo nome del palazzo reatino) incredulo. Cominciano le prime polemiche, ma Rieti si tiene nei piani alti fino alla pausa natalizia. ADDIO COPPA ITALIA. Dopo le feste la squadra di Lasi va a Sassari: se vince è quarta (o anche terza) e va alle Final Four di Coppa Italia. Ancora una gara sfortunata e Rieti al giro di boa chiude sesta, fuori dalla coppa. Si riparte così per il girone di ritorno ancora fra le polemiche, anche perché dopo un calendario agevole, la Sebastiani ha un ritorno tutto in salita.

RITORNO MEGLIO DELL’ANDATA.

Nonostante le difficoltà, gli uomini di Lasi crescono e in crescita rimontano posizioni. Arrivano vittorie importanti, su tutte quella in trasferta a Montegranaro e quella in casa con Caserta.
La trasferta vincente a Casale Monferrato contro l’ex Gramenzi sancisce il successo della truppa di Lasi che, mentre Scafati vince il campionato salendo direttamente in A1, chiude al quinto posto la regular season entrando nella parte alta del tabellone play off. PLAY OFF: SI PARTE CON IMOLA. Il tabellone dei play off mette Imola contro Rieti al primo turno.
La squadra di coach Cavina è stata battuta due volte in campionato e l’allenatore emiliano ha un ruolino pessimo contro Lasi. A Rieti la Zarotti arriva scarica e subisce due pesanti sonfitte nelle prime due gare.

Venerdì 5 maggio si va a Faenza per gara 3: i romagnoli sono altra cosa rispetto alle prime due gare, restano in partita fino alla fine e nel punto a punto degli ultimi secondi hanno la meglio. Ancora due giorni ed è gara 4: stavolta è Rieti a tenere meglio e a chiudere la serie sul 3-1 senza dover tornare al PalaSojourner per l’eventuale bella. PLAY OFF SECONDO TURNO: ARRIVA FERRARA.

Il secondo turno dei play off mette contro Rieti Ferrara, squadra arrivata seconda in regular season che ha lottato fino alla penultima di campionato con Scafati per la promozione diretta. In panchina Luca Dalmonte, votato miglior coach dell’anno per la Legadue. Si comincia in casa degli estensi e Rieti mette subito a segno il colpaccio: vittoria in gara 1 e 0-1 nella serie.
Due giorni dopo, in gara 2, Ferrara risorge e impatta. Si scende a Rieti con l’1-1 e il 19 maggio gli uomini di Lasi mandano in scena una partita perfetta: Ferrara umiliata fin dalle prime battute e chiusura sul 78-58 per il 2-1. Rieti chiude la serie due giorni dopo in una partita ben più equilibrata della precedente: finisce 91-89 tra le polemiche, con gli estensi che reclamano per presunto un fallo di Rosselli all’ultimo secondo su un tiro da 3 di Darby (autore di 31 punti).

I tanti replay della tv non chiariscono molto, ma quel che conta è che Rieti è in finale. FINALE PLAY OFF: ANCORA MONTEGRANARO. Come in un film. Rieti ritrova ancora di fronte i marchigiani di coach Pillastrini, avversari delle più significative partite delle ultime stagioni. Il pronostico, stavolta, è tutto per Rieti, visto che i marchigiani hanno un roster più limitato e vari problemi.
Il fatto di avre battuto Caserta, però, galvanizza gli uomini di Pillastrini che alla prima il 28 maggio fanno il colpaccio. Rieti va avanti anche di 11 ma non chiude. Montegranaro risale e va a +2 a 5” dalla fine.
Ad impattare a fil di sirena è Marcus Melvin: si va ai supplementari e Montegranaro vince. In gara 2 è Rieti ad andare subito sotto: in un impeto di orgoglio gli uomini di Lasi reagiscono, pareggiano e fanno 1-1.
Gaetano Papalia Presidente NSB RietiSi va a Porto San Giorgio il 2 di giugno per gara 3. Solito esodo di massa dei reatini che, però, non possono far altro che guardare attoniti alla peggiore sconfitta degli amarantocelesti. Childress e compagni sono padroni del campo e chiudono 82-61 portando la serie sul 2-1 per loro.
LA BEFFA FINALE. Il 4 giugno l’avventura finisce. Al Palasavelli di Porto San Giorgio Montegranaro chiude la serie: Rieti lotta di più e meglio di quanto fatto in gara 3. Va sotto, arriva ad impattare ma poi, di fronte ad un Childress ancora stratosferico crolla.

La partita finisce 70-58: Montegranaro festeggia la promozione in A1 mentre Rieti piange per un’altra finale persa.
Nei primi giorni di luglio la società esonera dalla guida della squadra il tecnico Maurizio Lasi ingaggiando con un contratto biennale, il nuovo coach Lino Lardo che approda in casa reatina direttamente dalla panchina dell’Armani Jeans.
Comincia il campionato di serie A2 e Rieti deve fare i conti con la concorrenza di Caserta e Rimini.
Sarà un testa a testa che durerà dutto il campionato, fino all’ultima giornata quando, Caserta, in vantaggio di due punti in classifica, perde a Pavia e Rieti vince all’ultimo secondo a Pesaro.
Vince anche Rimini e le squadre arrivano a 44 punti: è parità, ma la classifica avulsa manda in Serie A gli amarantoceleste grazie alle vittorie degli scontri diretti.
Nel massimo camponato Rieti riesordisce il 6 ottobre 2007.

Dopo ventiquattro anni di assenza, in un palasport rinnovato e dedSolsonica Rietiicato alla memoria di Willie Sojourner i reatini tornano ad affrontare le più quotate compagini nazionali.
Sulle maglie lo sponsor “SOLSONICA”.
Iniziano anche i lavori di adeguamento del PalaSojourner che deve essere portato a 3500 posti di capienza ufficiale.

L’ESTATE. Scatta la campagna acquisti, con Rieti che mantiene un nutrito gruppo dei giocatori che il 22 aprile hanno fatto il miracolo di conquistare la serie A. Restano Davide Bonora, Patricio Prato, Michele Mian, Massimiliano Rizzo, Wade Helliwell. Se ne va il capitano della promozione Roberto “Picchio” Feliciangeli che torna in B1 a fare le fortune di Brindisi, parte Guido Rosselli alla volta di Biella e lasciano anche gli americani Marcus Melvin (Varese) e Joe Troy Smith (in Russia).  Il mercato in entrata ruota intorno agli americani e a Rieti sbarcano per primi Morris Finley e Russell Carter.

Dopo una lunga trattativa Papalia porta a Rieti l’ex Montegranaro LeRoy Hurd e, alla fine, annuncia il colpo di mercato: direttamente dall’Nba, canotta Toronto Raptors, arriva il senegalese Pape Sow. La squadra è fatta ma i reatini, per vederla, si debbono accontentare di amichevoli lontane da quel PalaSojourner che è un cantiere aperto.

IL CAMPIONATO 2007/2008. Ai primi di settembre esce il calendario e il primo turno vede Rieti impegnata a Treviso.  Un esordio affascinante che, però, viene subito bloccato.
Il basket a Rieti dalla KoracLa Benetton, ambasciatrice del basket europeo nel Mondo, deve partecipare ad un torneo in Cina per la promozione delle Olimpiadi 2008 così la gara viene rinviata. L’esordio di Rieti viene fissato a sabato 5 ottobre, anticipo della secondo giornata in diretta su Sky, contro l’Armani Jeans Milano.
Una gara ricca di fascino, soprattutto per la presenza sulla panchina di Rieti di Lino Lardo, ex coach dei lombardi che con Milano aveva sfiorato lo scudetto nella stagione 2004/05 per poi essere esonerato a metà del campionato successivo.

In un PalaSojourner stracolmo Lardo si prende la sua rivincita: finisce 92-79 per la Solsonica che festeggia nel migliore dei modi il ritorno in A dopo 24 anni. Il tutto con un Morris Finley che mette a segno 21 punti, stravincendo il duello con il play di Milano e della nazionale Massimo Bulleri e con un Pape Sow che detta legge sotto canestro segnando 23 punti con 6 rimbalzi. Neanche il tempo di festeggiare che già si torna in campo per il terzo turno.

Nell’infrasettimanale del giovedì a Rieti arriva Biella e la Solsonica stravince la seconda gara consecutiva battendo l’Angelico dell’ex Rosselli per 91-67.
Tre giorni dopo si va a Varese e Rieti conosce l’amaro della sconfitta: contro i padroni di casa (che retrocederanno a fine stagione) la Solsonica lotta punto a punto ma si deve arrendere nel finale ed esce dal PalaWhirlpool battuta 75-69. Giovedì 18 ottobre è di nuovo infrasettimanale e arriva la partita più attesa: dopo un anno di digiuno torna la sfida con i rivali storici di Montegranaro.

Trasferta di massa dei reatini al PalaSavelli di Porto San Giorgio nonostante il giorno lavorativo e le pessime condizioni meteo.  Un gesto d’amore non ripagato dalla squadra che non entra mai in partita e torna dalle Marche con l’ennesima batosta: un 94-72 che non lascia spazio a commenti.
La ripresa arriva la domenica successiva contro un’altra storica rivale dei tempi della B, quella Teramo che da 5 anni naviga nella massima serie.
Il basket a Rieti dalla KoracPer farsi perdonare la scoppola di Montegranaro, Bonora e compagni mettono subito alle corde gli abruzzesi e chiudono l’incontro con un 94-86 mai in discussione.

Arriva la fine del “caldo ottobre” (7 partite in 4 settimane) e per Rieti arriva il momento del derby con la Lottomatica Roma.
Il 28 ottobre si gioca al PalaEur, ma sembra di essere al PalaSojourner: oltre 2500 reatini sono sugli spalti dell’impianto romano e stavolta la loro fede viene ampiamente ripagata.
La Solsonica gioca una gara perfetta fin dall’inizio e, dopo 9’ di gioco, i reatini sono avanti 21-2. Uno strappo che Roma proverà a ricucire più volte, ma la truppa di Lino Lardo è troppo forte: finisce 76-86 con 20 punti di Morris Finley e 18 di un Pape Sow che dà letteralmente spettacolo in campo.
Alla fine il coach dei romani Repesa ammetterà che in alcuni momenti sembrava di essere a Rieti.

La vittoria esalta l’ambiente che, però, si raggela appena sette giorni dopo quando Rieti perde malamente in casa con Udine: la Snaidero in piena emergenza sbanca il PalaSojourner all’ultimo minuto vincendo 74-71. Malumori che vengono spenti la settimana successiva con la larga vittoria a Scafati: un 89-105 finale nel quale brillano i 22 punti di LeRoy Hurd e i 20 di Russell Carter, miglior prestazione dell’americano, fino a quel momento latitante nel gioco reatino. Nella trasferta campana mancava Morris Finley.

La sua assenza si sente molto di più la settimana successiva, quando Rieti crolla a Siena prendendo dai campioni d’Italia un -36 (100-64) che non lascia repliche. Si torna a Rieti e si vince con Napoli 77-64, ma la settimana dopo la Solsonica cade al PalaMalaguti di Bologna perdendo 82-63 e il brutto momento continua la settimana dopo.
Finley è ancora inutilizzabile e al PalaSojourner arriva La Pierrel Capo d’Orlando di Gianmarco Pozzecco. Il play con 27 punti guida i siciliani alla vittoria dopo un supplementare e per Rieti non bastano i 21 di Prato, i 23 di Carter i 22 di Hurd e i 15 di Sow.

Il basket a Rieti dalla KoracCon due sconfitte sul groppone si va in casa della rivelazione Air Avellino: sembra una gara segnata, soprattutto dopo i primi due quarti e una serie di decisioni arbitrali contestabili.
Rieti, però, ritrova Morris Finley che mette dentro 30 punti e porta i suoi alla vittoria per 83-75 in quel del PalaDelMauro.
Sull’onda dell’entusiasmo si torna a Rieti per la prima gara della storia amaranto celeste alle 12: l’avversario è Pesaro e la Solsonica vince la partita dell’aperitivo 77-72.

La truppa di Lino Lardo a 2 giornate dalla fine dell’andata potrebbe puntare alle Final Eight di Coppa Italia, ma le speranze vengono ammazzate dalla Upim Bologna che all’ultimo secondo sbanca il PalaSojourner vincendo 63-64. Iniziano i processi in casa reatina e nel mirino finiscono Russell Carter e Pape Sow.

Ai due non giova il nuovo scivolone nell’ultima di andata a Cantù persa 84-75.
L’anno nuovo si apre con Rieti in crisi e le sconfitte di fila diventano 4 con il pesante 71-93 interno contro Treviso e l’88-81 con cui l’Armani Jeans al Dutch Forum si vendica dello “sgarbo” all’andata. Saltano le “teste” di Russell Carter e Pape Sow: il primo va in Legadue, il senegale va in Polonia.
Rieti, in piena emergenza, va a Biella e, con grande sorpresa, torna con una vittoria per 81-75 contro i padroni di casa. Papalia porta in amaranto celeste il nazionale bulgaro Filip Videnov con la Solsonica che si prepara alla gara con Varese: una vera e propria battaglia, durata 50’.

Al termine del secondo supplementare Mario Gigena con un tiro dalla media distanza regala la vittoria per 83-82.   Il basket a Rieti dalla KoracL’inversione di rotta, però, non si completa: la settimana dopo arriva Montegranaro e Rieti cede ancora ai rivali che passano 102-95.  Il momento no continua la settimana dopo a Teramo con un’altra sconfitta per 91-82.

Il campionato sembra finire qui, con Rieti che raggiunge quota 20 punti e naviga tra il 10° e il 13° posto. Sembra impossibile andare su o giù, ma la Solsonica ci proverà fino alla fine. A partire dalle 3 gare successive vinte con Roma (69-61), a Udine per “vendicarsi” dello stop imposto all’andata (67-79) e di nuovo in casa con Scafati per un larghissimo 85-67. Si punta al poker in quella che sembra un’impresa quasi impossibile: battere Siena al PalaSojourner. Rieti ci crede e lotta ad armi pari fino alla fine pur contro una terna arbitrale non certo casalinga.

All’ultimo secondo LeRoy Hurd sbaglia la palla della vittoria e la Monte Paschi strappa un 76-75 che grida vendetta.
La settimana dopo Rieti perde a Napoli 99-89. Si torna a Rieti per giocare la dodicesima di ritorno contro LaFortezza Bologna: servono i due punti per la matematica salvezza e la Solsonica conduce dall’inizio alla fine chiudendo 83-81 contro i più quotati avversari. Due punti ch danno soddisfazione ma che restano gli ultimi del campionato.
Rieti non ne ha più e le ultime 5 gare riservano 5 sconfitte: a Capo d’Orlando i siciliani vincono 88-79, la settimana dopo Avellino si riprende i due punti persi all’andata e passa 93-83 mentre nell’ultima infrasettimanale Rieti affonda a Pesaro perdendo 80-55 in quell’Adriatic Arena che solo un anno prima era stato teatro di festa.

Nonostante i brutti risultati c’è ancora una speranza play off e Rieti se la gioca contro la Fortitudo Bologna: al PalaDozza è testa a testa fino alla fine con Steven Smith (ultimo arrivato in amaranto celeste) che si vede respingere dal ferro il tiro a fil di sirena e la Upim vince 80-79. L’ultima di campionato si gioca a Rieti e Cantù, che ha bisogno di 2 punti per entrare nei play off, vince 86-83.  Sono comunque applausi da tutto il palazzo e dal pubblico reatino per una stagione memorabile che resta da incorniciare.

IL CAMPIONATO 2008/2009, seconda stagione in serie A della Nuova Sebastiani, comincia subito tra mille problemi.
In estate, dopo una verifica contabile della Commissione tecnica di controllo, la società viene penalizzata di 4 punti per irregolarità amministrative.
Grazie ad un ricorso i punti vengono ridotti a 2, ma ci sono forti problemi economici per la gestione della Il basket a Rieti dalla Korac_nsb_avellino_09.jpgnuova squadra. Restan Lino Lardo e Alessandro Giuliani e si comincia la composizione del nuovo roster. Arrivano Folarin Campbell, Jerry Green e Roderick Wilmont, ma i punti forti sono Donnell Harvey e Tim Pickett.

Il primo viene da una lunga carriera nel basket che conta con 4 stagioni in Nba, il secondo era stato visto in Italia con la maglia di Rimini. Un doppio colpo che esalta i tifosi reatini ma che, poco dopo, si rivela un flop. Pickett non arriverà mai a Rieti e Harvey fuggirà dopo una sola settimana di allenamento.

Oscuri i motivi, anche se alla base di tutto ci sarebbero stati motivi economici. A Rieti sbarca allora Pervis Pasco e, pur con un roster da completare, inizia la preparazione. Tra un problema e l’altro si arriva alla prima di campionato, posticipata di una settimana per l’esclusione di Napoli e Capo d’Orlando.

Il calendario mette Rieti di fronte alla rivale storica Montegranaro e, in un PalaSojourner al solito stracolmo, Patricio Prato e compagni azzerano la penalizzazione in classifica vincendo 77-69.  Si lotta duro nelle parti basse della classifica, ma Il basket a Rieti dalla KoracRieti riesce a stare nel gruppo grazie a buone prestazioni.

Pesano le sconfitte esterne in casa delle due bolognesi: al PalaDozza, contro la Fortitudo, Rieti sta avanti a lungo ma poi, complice anche qualche fischio arbitrale contestabile, crolla nel finale.

Contro la Virtus a metà novembre gli uomini di Lardo dominano il primo tempo poi nella ripresa sale in cattedra Boykins e Matteo Boniciolli, subentrato a Renato Pasquali proprio alla vigilia della gara con la Solsonica, festeggia la sua prima vittoria in bianconero.

In mezzo alle due sfide, la sconfitta interna con Treviso segnata da una brutta scelta di Green che si fa morire in mano la palla della possibile vittoria e la Benetton vince 65-66. Il mese di dicembre è segnato da 5 sconfitte di fila, una delle quali in casa con Roma per 90-91 dopo un supplementare. Rieti, però, gioca bene tanto che tiene testa persino a Siena mettendo in difficoltà i campioni d’Italia e giocando punto a punto fino a 4 minuti dalla fine.

Evangelos SklavosLa svolta sembra arrivare dopo Natale, con la vittoria all’ultimo secondo su Caserta: Green si fa perdonare l’errore con Treviso e infila la tripla del 60-59 a fil di sirena. Una settimana dopo, però, a Ferrara la Sebastiani prende la peggior imbarcata della sua storia: mai in partita gli uomini di Lardo tornano dalla Romagna con un pesante 105-64, peggior sconfitta degli ultimi 30 anni. Contro la Carife, tra l’altro, il coach aveva deciso di rinunciare a Jiri Hubalek. Il ceco, arrivato a novembre, aveva disertato un allenamento lamentandosi dello scarso minutaggio che gli era concesso.

Giro di boa con vittoria contro Udine, poi sconfitta a Montegranaro e vittoria con Avellino. Non si vince fuori casa, ma si tiene il passo del gruppo. A funestare la stagione, però, ci sono sempre problemi economici con giocatori che iniziano a scioperare. Alla vigilia della trasferta con Treviso del primo marzo scoppia il caso Prato: il capitano lascia Rieti alla volta di Cantù. Il presidente Gaetano Papalia grida alla fuga ma l’argentino spiega che era stato lo stesso patròn ad invitarlo a cercare un’altra squadra.

Tra contestazioni di tifosi e dibattiti, la squadra parte per Treviso e, nonostante i problemi, arriva a 30” dalla vittoria: dopo essere stati avanti tutta la gara, infatti, gli uomini di Lardo crollano nel finale e perdono 82-79. Il trend sembra invertito e la conferma arriva una settimana dopo: al PalaSojourner gli uomini di Lardo distruggono letteralmente la Virtus Bologna, seppellita sotto ad Pervis Pascoun 80-55 che non lascia spazio a commenti.  Sulla scia dell’entusiasmo arriva anche la prima vittoria in trasferta a Biella ma, nel momento migliore, arriva un’altra doccia fredda: dopo la sconfitta interna con Milano Pervis Pasco lascia Rieti.

Nella notte l’americano vola verso il Belgio e firma con Ostenda. Papalia grida ancora allo scandalo, ma la sua credibilità comincia a crollare. Rieti, ridotta in 7, perde a Roma, in casa con Siena e a Teramo, poi torna alla vittoria contro Cantù in una gara capolavoro. Mancano 3 giornate e ci si gioca la salvezza: si lotta con Caserta e Fortitudo Bologna, battuta in casa di 11 e, quindi, dietro in caso di arrivo in parità.

Si va in Campania e si perde 77-63 dopo una battaglia durata 40’. Servono due vittorie per stare davanti alla Fortitudo: alla penultima c’è Ferrara (già salva) al PalaSojourner. Rieti soffre e si va al finale punto a punto: Green gestisce l’ultima palla e mette la tripla della vittoria. Almeno così sembra: invasione campo e tutti a festeggiare la quasi salvezza.
Gli arbitri, però, a metà campo dicono che c’è ancora un po’ da giocare per un presunto time out richiesto da Valli prima del tiro di Green. Vengono ridati 2” a Ferrara e gli estensi trovano la via del canestro. Sembra tutto perduto, anche perché si deve andare a vincere a Udine (già retrocessa) sperando che Bologna perda a Teramo.

Gli uomini di Lardo fanno il loro compito al PalaCarnera e si aspetta il risultato di Teramo: la Banaca Tercas prima va avanti, poi va sotto, poi recupera e nel finale vince con un’azione molto contestata per presunte irregolarità degli strumenti. C’è il ricorso, ma vale poco: Rieti, almeno sul campo, resta in serie  A ed in città si scatena di nuovo la festa.
Festa  però offuscata delle continue uscite sui media del presidente Papalia che evidenzia la mancanza di denaro per proseguire il campionato, la mancanza di sponsor, la mancanza di pubblicità al PalaSojourner ed in primis la mancanza di partecipazione degli Enti.

Giunti al mese di agosto 2009, giorni di caldo torrido, navigando sul web tra un sito e l’altro di pallacanestro ecco che ne spunta uno nuovo: www.nsbnapoli.com. Esattamente quello che nessun tifoso reatino avrebbe mai voluto vedere o leggere. Un click, poi un altro e si arriva in una home page con colori bianconeri in cui c’è l’amato logo della Nuova Sebastiani ma nessun riferimento a Rieti.

Solo Napoli e la promettente (per i napoletani) scritta “Stiamo arrivando. Nsb Napoli on line dal 10 ottobre”. Una “quisquiglia”, per dirla alla Totò, rispetto a quanto successo nelle settimane di luglio.
Ma è una quisquiglia che davvero ha rappresentato l’ultimo colpo per quei tifosi reatini snervati da una telenovela che ha superato tutti i confini del buon gusto. Eppure Gaetano Papalia lo aveva detto: «La Nuova Sebastiani è di Rieti e tale resterà».
A vedere il sito, l’intestazione e tutto il resto si capisce che è stata l’ultima promessa non mantenuta. Una promessa fatta nell’ultima conferenza stampa “fiume” del 24 luglio, confronto con giornalisti e tifosi a cose ormai fatte.

La Nuova Sebastiani se n’è andata a Napoli, addio per sempre al sogno durato due stagioni nonostante quello che ha più volte sostenuto lo stesso presidente Papalia. “Siamo una società professionistica, a Napoli trasferiamo solo un ramo d’azienda, quello della serie A. Per il resto siamo di Rieti”.

Facile a dirsi, difficile a digerirsi per tutti quelli che negli ultimi anni sui gradoni del PalaSojourner hanno lasciato corde vocali e buona parte delle coronarie seguendo un’infinità di partite, finali, scontri salvezza e promozione. Il basket che era di Rieti se n’è andato all’ombra del Vesuvio e la ferita è ancora aperta e ancora brucia. Il basket a Rieti dalla Korac - l'addio di PapaliaE tanto.

Le polemiche, quelle, si vanno spegnendo e, solo ogni tanto, si sente qualche voce alzarsi dal coro. Nella conferenza stampa, quella in cui Gaetano Papalia aveva promesso di dire «nomi e fatti che hanno portato al trasferimento della squadra», tanti sono entrati alla sala aspettandosi chissà cosa, praticamente tutti ne sono usciti delusi. Le rivelazioni sono finite in una lunghissima memoria che Papalia ha letto in un’oretta ai presenti.

E i nomi dei responsabili? Praticamente tutti quelli del centrodestra, rei di aver fatto saltare (a detta di Papalia) la sponsorizzazione con Acea che, di fatto, ha sancito la fine del basket di serie A a Rieti.
E le prove? Difficili da identificare o, meglio, difficili da chiamare tali.

Brutta fine di una brutta vicenda che, comunque la si voglia vedere e raccontare, rappresenta una delle più brutte pagine nella storia dello sport reatino. La deroga della Federazione basket è solo per un anno, ma nessuno pensi di rivedere a Rieti il basket di A: la prassi, c’è da scommetterlo, prevederà lo spostamento dell’intera attività sociale entro la fine del prossimo campionato, la rinominazione della squadra e la definitiva sparizione della Nuova Sebastiani Rieti.

Finisce con la scritta “GAME OVER” questa lunga, snervante telenovela.

Il basket a Rieti dalla Korac - NSB va a Napoli