… ED INTANTO ACEA E COMUNE DI ROMA CONTINUANO A PRELEVARE GRATUITAMENTE LA NOSTRA ACQUA

Rieti, interruzione servizio idrico
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Tra minacce di referendum secessionisti e rivendicazioni territoriali varie, rivolte trasversalmente da esponenti provinciali del centro-sinistra e centro-destra, nei confronti della Regione Lazio e della sua governatrice Polverini,….. c’è il silenzio assordante sia sulla vicenda della gestione delle sorgenti “Peschiera-Le Capore” , nonché l’assegnazione della concessione sulle stesse, e sia, su quella relativa alla costituzione della Società  “pubblica” IN HOUSE spa, che dovrebbe (doveva) gestire il SII – Ato3.

 Nel frattempo la data del  31 marzo 2011, termine ultimo per lo scioglimento delle conferenze dei sindaci degli Ato, è sempre più vicina. (anche se dalla Regione Lazio, Ente competente, non si hanno notizie sulla nuova Legge che doveva essere emanata prima del 31 marzo, e che dovrà disciplinare ed individuare, nuovi soggetti organizzativi, sostitutivi, degli Ato).

Era il 19 novembre 2010 quando sulla stampa locale, Melilli Presidente dell’amministrazione Provinciale e Coordinatore Ato3, dichiarava relativamente alle notizie che “circolavano” sull’intenzione delle Giunta Polverini di costituire un Ato unico regionale:…

”…La misura è davvero colma, Non consentiremo a nessuno di scippare il Reatino dei suoi diritti sulle sorgenti Peschiera….” ed ancora …”…una simile mossa vanificherebbe le nostre decennali rivendicazioni, a difesa del sistema idrico reatino…

MA ANDIAMO A VERIFICARE QUESTE DECENNALI RIVENDICAZIONI A DIFESA DEL SISTEMA IDRICO REATINO…

Dal 2005 ad oggi, da quando è in carica il Presidente Melilli, Coordinatore Ato3, la Conferenza dei Sindaci – Ato3, ha fatto di tutto, tra accordi stipulati e ratificati, per privatizzare a favore di Acea spa, la gestione delle sorgenti “Peschiera-Le Capore” e svendere la relativa concessione (non ancora riassegnata).

Sono ormai note a tutti le “forzature” con le quali, la Conferenza dei Sindaci-Ato3 in data 22 dicembre 2006, capitanata dal condottiero Melilli, ha cercato a “forza” di ratificare l’accordo d’Interferenza tra Ato2 ed Ato3 per la gestione delle sorgenti “Peschiera-Le Capore”(attraverso Acea Ato2 spa) e l’assegnazione per 30 anni della concessione sulle stesse al Comune di Roma.

Accordo, questo, che proprio per sanare dette “forzature”, che avevano portato, tra gli altri il Comune di Rieti a presentare ricorso al TAR del Lazio, è stato, nuovamente “rivotato e ri-ratificato” in data 20/12/2008, con il consenso di tutta la Conferenza dei Sindaci, compreso il Comune di Rieti (nonostante non ci siano state modifiche sullo stesso, soprattutto relativamente alla parte economica.).

 La motivazione di tale scelta, fu che la nuova ratifica dell’accordo doveva essere vista come la “base” di una nuova trattativa per avere un maggiore indennizzo economico da parte dell’Ato2, e quindi da Acea spa. Tale decisione è ridicola e la motivazione è facilmente “smontabile”. Infatti bastava che l’Ato2 (anche se non ne aveva nessuna intenzione come dimostrato fino ad oggi) ratificasse il giorno dopo, la stessa convenzione, questa, sarebbe divenuta esecutiva alle condizioni economiche già stabilite nel dicembre 2006.  

05 luglio 2010, Conferenza dei Sindaci Ato3, in modo scandaloso si approva a maggioranza, grazie l’astensione del Comune di Rieti, il Piano d’Ambito ( che è la programmazione economica trentennale in base alla quale si determina la tariffa dell’acqua, in relazione anche e soprattutto alla presenza di risorse idriche sul territorio) con il quale i Comuni della Provincia di Rieti RINUNCIANO all’acqua delle Sorgenti “Peschiera-Le Capore” per soddisfare le esigenze idriche del nostro territorio, considerandole di fatto sorgenti extraterritoriali a solo uso e beneficio del Comune di Roma e di Acea spa e non del nostro territorio. Tale assurda e scandalosa decisione, dimostra in modo ufficiale ed inequivocabile la sudditanza della Provincia di Rieti (o meglio della classe politica-istituzionale locale) nei confronti del Comune di Roma ed Acea spa, oltre a rappresentare un segnale forte e chiaro di rinuncia a qualsiasi forma di rivendicazione (richiesta concessione sulle sorgenti ed indennizzo).

20 settembre 2010 – il Consiglio Provinciale approva a maggioranza il punto all’ordine del giorno proposto dal Consigliere di maggioranza Pierluigi Felli (SEL), con il quale “addirittura” si riconosce il diritto umano all’acqua.

L’ordine del giorno approvato dal Consiglio Provinciale prevede di ”….riconoscere il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile ed inalienabile…s’impegna affinché tale riconoscimento sia riportato, a breve termine, nell’ambito dello Statuto della Provincia….riconosce il Servizio Idrico Integrato come un Servizio pubblico locale privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua a tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini…la cui gestione va attuata attraverso società pubbliche o società miste a maggioranza di capitale pubblico, ex (?!) articoli 31 e 114 del Testo Unico degli Enti Locali (267/00)…..”.

Quest’ alchimia contorta di termini e normative contraddicono (volutamente), contrastano ed annullano, il presunto obiettivo di dichiarare l’acqua diritto umano e bene  comune da gestire senza scopo di lucro. 

Infatti una gestione senza scopo di lucro attuata con gli articoli 31 e 114 del TUEL, per garantire l’accesso all’acqua a tutti, escludendo quindi a priori qualsiasi forma di mercificazione dell’acqua, si scontra ed è incompatibile, sia con la gestione pubblica “In House” spa, che in quanto tale mira  comunque al raggiungimento di utile di gestione e sia soprattutto, alla sopraccitata ..”…società mista a maggioranza pubblica”…… che prevede a tutti gli effetti una privatizzazione della gestione e la garanzia di un guadagno sempre e comunque, per il socio privato (previsto attualmente dalla normativa al 7%, già in bolletta), a parte quello che deve essere garantito dalla gestione ordinaria.

Ma quale acqua pubblica  e servizio pubblico locale privo di rilevanza economica!!!….
Il voler cambiare lo Statuto della Provincia, per inserire di diritto la gestione del Sistema Idrico Integrato, attraverso Società Mista , pubblica-privata, significa legittimare come unica forma di gestione (in quanto quella pubblica “In House” spa non vedrà mai la luce) quella attraverso l’entrata dei “privati”, come per esempio, Acea spa (società mista).  

QUESTE SAREBBERO ..”.. le nostre decennali rivendicazioni, a difesa del sistema idrico reatino…”.. come dichiara Melilli…. COMPLIMENTI !!!!

Sono passati quasi 4 anni, era il 26 giugno 2007, quando la Conferenza dei Sindaci- Ato3 ha deliberato a maggioranza la gestione del SII- Ato3 attraverso una Società pubblica “In House” spa.

Dopo tre anni, era il 5 luglio scorso, nell’ultima Conferenza dei Sindaci-Ato3, si approva a maggioranza, grazie all’astensione del Comune di Rieti, lo Statuto e la relazione da inviare all’Autority per la concorrenza, per avere dalla stessa Autorità l’autorizzazione a costituire la Società “In House”.Entro 60 giorni l’Autority avrebbe dovuto dare una risposta definitiva sulla possibilità di costituire o meno la Società “In House” spa, pubblica.

Dopo quasi 4 anni ancora non è stata costituita la Società Pubblica. Ecco l’unico risultato CERTO della Conferenza dei Sidaci-Ato 3 e del Coordinatore Melilli.

E questo, perché, come denunciato nei tanti comunicati del nostro Movimento, mai, c’è stata la vera intenzione di dare una gestione veramente pubblica al Sistema Idrico reatino. Nonostante ci fossero stati tempi e modi.

IL MOVIMENTO “ACQUA PUBBLICA E BASTA!”  ha chiesto più volte nei mesi passati, a tutti i Sindaci appartenenti all’Ato3 e al Coordinatore-Ato3, Melilli, la convocazione della Conferenza dei Sindaci, indicando le soluzioni per difendere il sistema idrico reatino e le sorgenti “Peschiera-Le Capore” da speculazioni e privatizzazioni. Ecco di seguito riportata la richiesta presentata in data 3 novembre 2010.

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