E il Piano Integrato di Campoloniano?

Antonio Boncompagni, Associazione Codici
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Silenzio assordante sulla vicenda del Piano Integrato di Campoloniano nato nel lontanissimo 1996 che prevedeva uno sviluppo dell’area con la costruzione di residenze pubbliche e private, di strutture sportive e ricreative, di verde pubblico attrezzato. Una iniziativa ripresa dalla Giunta del Comune nel 2009 ma che a tutt’oggi è ferma ai blocchi di partenza. Il programma interessa quasi otto ettari e che darebbe una veste moderna al quartiere di Campoloniano.

Tra i proprietari dei terreni alcuni privati, la Fondazione Varrone e il Comune di Rieti, così risulta negli allegati tecnici del 1996. Nel 2004 si realizza il Consorzio “Ater Varrone” che di fatto è composto dai singoli proprietari, ma non dall’ATER né dal Comune di Rieti. L’ATER nell’iniziativa è l’Ente costruttore che realizza il complesso di 36 alloggi per le categorie svantaggiate con finanziamenti pubblici per un ammontare di oltre 3 milioni di euro di cui una parte già in cassa. Quale ex assessore che nel 2009 condivise questa iniziativa torno di nuovo sul tema considerato che nessuno degli Enti interessati ha dato riscontro. Oggi mi sento di porre con questa lettera aperta altre domande al Comune, all’Ater e alla Fondazione Varrone; il Comune di Rieti ha inoltrato a suo tempo alla Regione Lazio la variante del piano integrato di Campoloniano affinchè questa fosse recepita nel piano regolatore approvato nel 2012?

Il Comune di Rieti che nel 1996 figurava tra i proprietari dell’area interessata dal programma come mai non fa parte del Consorzio Ater Varrone? L’attuale Consiglio Comunale ha riconsiderato questo Piano Integrato? La Fondazione Varrone che assegna nei suoi bilanci ai propri terreni di Campoloniano un valore di oltre 2 milioni di euro già dal 2009 a tutt’oggi crede ancora in questa iniziativa? L’Ater che appena l’anno scorso ha avuto l’ultimo stanziamento dalla Regione Lazio per finire le opere del piano integrato che dice? Mi rendo conto che si tratta di domande delicate ma a mio avviso la posta in gioco è alta visto che si tratta di valorizzare in termini urbanistici e sociali un intero quartiere importante per la Città, come Campoloniano.

Antonio Boncompagni ex assessore Ambiente

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