DERUBAVA I SUOI ASSISTITI, ARRESTATA BADANTE ROMENA

Questura di Rieti
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Personale della Squadra Mobile ha arrestato la badante romena Pintiliasa Aurelia, del 1964, responsabile di furto aggravato nei confronti dei suoi assistiti.

Gli investigatori della Squadra Mobile, infatti, al termine di accurate indagini, hanno accertato che la donna, assunta in prova come badante di persone anziane o disabili, prima di terminare il periodo di prova, li derubava degli oggetti di valore che venivano poi rivenduti presso esercizi di compro oro reatini.

In particolare, nello scorso mese di agosto, la badante al termine dell’attività lavorativa di assistenza ad un malato terminale, aveva sottratto oltre 1.700 euro (valore di ricavo) di oggetti in oro, rivenduti ad un esercizio di compro oro reatino, prima di essere licenziata.

Gli investigatori hanno così rinvenuto e recuperato buona parte degli oggetti rubati, restituendoli agli eredi, in quanto nel frattempo la persona assistita è deceduta, ed hanno “attenzionato” la cittadina rumena pedinandola in attesa che commettesse ulteriori furti.

Nella giornata del 4 settembre, infatti, la donna, che stava assistendo una persona molto anziana, affetta da alzehimer e incapace di reagire, gli ha sfilato la collanina in oro che indossava recandosi presso il consueto negozio di compro oro dove, però, ha trovato gli agenti ad attenderla ancora nella flagranza del reato.

La donna è stata, pertanto, arrestata e messa a disposizione della competente A.G., davanti alla quale, per rispondere del reato di furto, aggravato dalle circostanze di aver commesso il fatto nell’ambiente domestico e nei confronti di persona incapace di difendersi, ha patteggiato la pena ed è stata condannata, nella giornata di ieri, a 4 mesi di reclusione convertiti in una ammenda di 30.000 euro. 

“Questa situazione” – ha commentato il Questore di Rieti Carlo Casini – “che vede persone affidare i propri cari che necessitano di assistenza a badanti non qualificate e che si approfittano della loro buona fede per derubarli, dimostra che l’attenzione della Polizia di Stato a tutela di quelle persone che sono più indifese è altissima, anche perché, risolvere un caso come questo, particolarmente odioso, è una enorme soddisfazione per gli operatori stessi che quasi si immedesimano, affettivamente, con le vittime”.

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