DELUDENTE L’INCONTRO TRA LE OO.SS. E IL DIRETTORE GENERALE A.S.L. GIANANI

Ospedale De Lellis di Rieti
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“Quello che abbiamo visto e sentito ieri pomeriggio durante l’incontro con il nuovo Dg Asl Rodolfo Gianani ci basta per sottolineare che l’Atto aziendale, così com’è, non tiene minimamente conto delle esigenze dei cittadini della Provincia di Rieti”.

Questo è quanto dichiarano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Tonino Pietranoni, Bruno Pescetelli e Alberto Paolucci.

“Per sua stessa ammissione, il Dg ha dichiarato che il “Piano Polverini gli piace” ed è, da lui condiviso. Tanto condiviso che il Dg si è sentito in diritto di superarlo, per alcuni aspetti, non tanto per meglio rispondere alle esigenze di salute della popolazione, ma quanto nella distribuzione di vecchi e nuovi incarichi. 
Siamo convinti -spiegano Pietrantoni, Pescetelli e Paolucci- che l’Atto aziendale presentato e proposto dal Dg continua ad essere non in linea con le indicazioni dei decreti commissariali, oltre che penalizzare fortemente il territorio in termini di accessibilità ai servizi sanitari, per i cittadini di Magliano come per quelli di Amatrice.

Non  crede che la provincia di Rieti abbia bisogno di un numero maggiore di posti letto per acuti, abbiamo domandato a Gianani durante l’incontro. Il Dg, senza esitazione alcuna, ha risposto di no. Argomentando, che il Piano Polverini risulta sufficiente è quindi l’indice assegnato, pari al 2.6 Pl per acuti, 0 di lungodegenza e 0.1 di riabilitazione, è più che sufficiente per il nostro territorio. Questo, rispetto al 4 (a Roma sono al 4,9), allo 0.15 e allo 0.55 previsto dalla normativa nazionale.
Una tale affermazione –continuano Pietrantoni, Pescetelli e Paolucci- significa che la provincia di Rieti, per i prossimi anni, non potrà godere di un numero adeguato di Pl per acuti e continuerà a soffrire (sembra una maledizione) per la grave carenza di Pl di lungodegenza e riabilitazione. In barba alle centinaia di anziani bisognosi, il cui indice di concentrazione risulta essere il più alto del Lazio.

Allo stesso tempo però, il Dg, nel predisporre l’Atto aziendale, ha provveduto alla creazione di nuove Unità Operative complesse in difformità a quanto previsto dal Piano Polverini e dai decreti commissariali.
Emblematica, è la previsione di istituire 10 UOC nel settore amministrativo su un totale di 156 Unità ( 1 UOC ogni 15 dipendenti!).
Cosi come la previsione di UOC sanitarie non previste  dal riordino della rete ospedaliera, con particolare riferimento a UOC con una dotazione di posti letto di appena 3, massimo 6 Pl letto ( vedi Oftalmologia , Oculistica).

Inoltre, l’Atto aziendale predisposto al suo interno prevede la presenza di UOC non contemplate dal Piano di riordino della rete ospedaliera e dal Piano di riordino delle reti di alta specialità. Ci si riferisce naturalmente alla UOC di Terapia Intensiva neonatale, alla non ben definita UOC di Chirurgia Toraco-addominale, alla Chirurgia vascolare, alla UOC di Ematologia. L’elenco è lungo e potrebbe continuare.

A Gianani abbiamo anche chiesto –tengono a precisare i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil- di procedere ad una maggiore razionalizzazione. La risposta è stata che si sarebbe avvalso della facoltà di osservare i criteri della riduzione delle UOC del 10% rispetto al precedente Atto aziendale.
Peccato che il precedente Atto aziendale è stato sospeso e che i nuovi criteri sono dettati dal PSR 2010-2012 (decreto 111 del 2010) che non fanno riferimento alla riduzione del 10%.

Le ulteriori motivazioni che hanno portato Gianani a difendere le sue scelte sono state quelle di aver trovato, udite, udite, “un’Azienda piena di dilettanti”. Peccato, però, che alcuni di questi sono ancora alle sue dirette dipendenze. Delle due l’una verrebbe da dire….

In un momento in cui, pensionati e lavoratori reatini risultano essere tra i più tassati d’Italia e tra i più penalizzati in termini di offerta sanitaria, l’atteggiamento di chiusura ad un confronto da parte del nuovo Dg, non soltanto con le organizzazioni sindacali, ma anche con le associazioni di volontariato, non è accettabile.

Certo, non ci stupiremmo, vista la sua fedeltà alla Polverini,  che Gianani seguisse anche le orme dalla presidente, commissaria, ex sindacalista nella gestione degli incarichi di responsabilità.
Poiché potrebbe davvero capitare di scoprire che, tra i titoli di professionalità da prendere in considerazione per l’assegnazione dei vari incarichi apicali, al primo posto ci fosse quello dell’appartenenza alla “casa madre”.
Come dire, non facciamo entrare estranei a casa nostra.
Salvo poi convincere i suoi “padri spirituali” che, per Ragion di Stato, può convivere anche il Diavolo con l’acqua Santa.
Hai visto mai?

Gianani non ha dato conto alle OO.SS quali risorse intende destinare per il potenziamento del territorio e quale futuro riservare agli ospedali di Amatrice e Magliano, dando di fatto per scontato che le due strutture, come previsto dal Piano Polverini, sono destinate alla chiusura. Prevedendo però l’istituzione di strutture quali la medicina cinese e altre forme di medicina non convenzionata che nulla hanno a che fare con i bisogni di salute dei cittadini della provincia di Rieti.

Il destino dell’assistenza sanitaria, nella nostra provincia -concludono Pietrantoni, Pescetelli e Paolucci- sta assumendo contorni sempre più definiti e preoccupanti. Cosa ne pensano i Consiglieri regionali espressi dal nostro territorio e le Istituzioni locali?
La inaffidabilità del Piano sanitario regionale predisposto dalla Polverini è  sotto gli occhi di tutti.
I reatini non possono non reagire a questo atto di violenza che si sta perpetrando senza ritegno.
Una cosa è certa, noi faremo la nostra parte”.

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