DE SANTIS SEGR.GENERALE CISL SCUOLA: DAL PREMIER BATTUTE INGENEROSE E INOPPORTUNE

Scuola
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Con le sue infelici dichiarazioni sugli insegnanti della scuola pubblica il capo del governo è riuscito a compiere in un colpo solo un duplice danno: mancare di rispetto ad una categoria meritevole di ben altro riconoscimento, innescare una furibonda polemica politica, che è l’ultima cosa di cui la nostra scuola oggi ha bisogno. Per la verità non da oggi, come vedremo.

Ma torniamo ai docenti: non si può muover loro accuse così ingenerose, ignorando del tutto la fatica che essi affrontano ogni giorno, in condizioni che proprio alcune scelte del governo hanno reso più pesanti, per affermare modelli valoriali in controtendenza rispetto a quelli che vanno per la maggiore nel contesto in cui gli studenti vivono. Modelli che riempiono di sé le cronache e i mezzi di informazione. E’ un compito ingrato, che vede spesso i docenti lasciati soli nel supplire a quello che dovrebbe essere un impegno prioritario delle famiglie.

L’accusa alla scuola statale di essere impregnata di ideologia è fatta in modo talmente strumentale da risultare ancor meno attendibile. Se poi l’intento è quello di valorizzare la scuola paritaria, si è scelto un modo davvero sbagliato, che asseconda la brutta abitudine di ragionare per categorie contrapposte, di qua il bene, di là il male.

Leggi volute – e votate – da una maggioranza diversa da questa ci consegnano, se lo vogliamo, le possibilità di avere una “buona scuola pubblica”, in cui rientrino a pieno titolo tutte le scuole, statali o paritarie, capaci di offrire un servizio di qualità. Il governo si impegni, piuttosto, in una rigorosa e scrupolosa azione di controllo: siano gli ispettori ministeriali, e non le forze dell’ordine, a scoprire e denunciare le situazioni di “mala scuola”, riconoscendo la parità solo a chi la merita davvero.

Altro grave danno, si diceva in apertura, è quello di aver ricreato per l’ennesima volta le condizioni per l’accendersi di una furiosa polemica, quando sulla scuola sarebbe indispensabile puntare ad un ampio ed alto livello di condivisione delle scelte. E’ un’esigenza vitale, che la CISL Scuola da molto tempo segnala, convinta che la scuola sia un bene comune che appartiene all’intero Paese e non possa continuare ad essere terreno di esasperato conflitto ideologico e politico. Lo dicevamo nel 2008, in un nostro manifesto, invitando tutte le forze politiche ad assumere finalmente sull’istruzione e la formazione uno stile improntato al dialogo costruttivo.

Non c’è dubbio che sulla scuola sia necessaria un’inversione di rotta, per recuperare anzitutto un livello di investimenti pari a quello che si registra in altri Paesi più lungimiranti del nostro: ma è altrettanto chiaro che il confronto su come traguardare livelli più elevati di qualità e di efficienza del sistema non può essere eluso, né ci si può illudere che risposte inevitabilmente complesse possano essere date con momentanee fiammate di piazza.

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