Dall’Atto Aziendale deve ripartire il confronto

Con soddisfazione abbiamo appreso dell’approvazione da parte della Regione Lazio dell’Atto Aziendale così come proposto dalla direzione della Asl di Rieti. Un passaggio fondamentale per il rilancio di questa azienda che attendeva da anni la possibilità di programmare, riorganizzandola, l’offerta sanitaria per rispondere al meglio alle esigenze degli utenti del territorio.
Apprezziamo anche la prossima predisposizione della dotazione organica, atto necessario per definire le risorse umane necessarie per erogare al meglio i servizi, così come annunciato dalla Direzione aziendale. L’atto siamo certi che aprirà la possibilità a nuove assunzioni che determineranno il venir meno di alcune situazioni critiche ad oggi connesse con le carenze di organico.
Di contro, ci troviamo, purtroppo, a dover registrare la presenza, accanto a quelle che definiamo luci, di alcune ombre. Ci riferiamo in particolare al piano strategico in merito al quale non condividiamo:
– la perdita di posti in pianta organica che, rendendo questa azienda sempre più piccola e povera, la marginalizzano rispetto a quelle limitrofe che vengono sempre più avvertite come “sicure” dagli utenti che le scelgono e concorrono ad aumentare la mobilità passiva (come dimostrano i dati pubblicati solo pochi giorni fa dal Ministero);
– le esternalizzazioni di servizi, che orientano sempre di più l’offerta verso il privato;
– l’ingresso nelle strutture pubbliche di aziende private che comportano spesso per i lavoratori un peggioramento del trattamento economico e lavorativo (come nel caso specifico dei portieri della Casa della Salute di Magliano Sabina e dell’Ospedale di Montagna di Amatriche che nel passaggio dal contratto pubblico al contratto privato hanno visto decurtato il proprio compenso mensile del 40%).
Con amarezza siamo obbligati ad osservare come le nostre indicazioni, fornite all’azienda in occasione di numerosi tavoli di confronto, non siano state tenute di conto. Un atteggiamento irrispettoso replicato anche dalla Regione Lazio che non ha convocato un tavolo (così come sottoscritto) di confronto con le organizzazioni sindacali prima dell’adozione degli Atti Aziendali.
Purtroppo sono già tanti gli esempi di esternalizzazioni di servizi che in altre aziende della nostra regione hanno dimostrato il fallimento delle aspettative e uno scadimento dell’offerta sanitaria dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Un dato rilevato sia dai pazienti sia dai dipendenti.
Per evitare che questo accada anche nella nostra azienda ci opporremo con forza a progetti solo incentrati sul risparmio redatti con logiche ragionieristiche, siamo certi, tuttavia, che al contrario la razionalizzazione del servizio pubblico possa conciliare l’esigenza indispensabile della qualità con quella del risparmio della spesa. Se la Direzione si muoverà in quest’ottica saremo pronti a sostenere e condividere le sue scelte.
RSU ASL RIETI