CSM, MASSIMI PD: IL DIBATTITO E’ UNA RIVINCITA POLITICA CHE NON TIENE CONTO DEI MALATI

Anna Maria Massimi
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Il dibattito, non nuovo, circa la riduzione del funzionamento del Centro di Salute Mentale da 24 a 12 ore, ha più il sapore di una rivincita politica, che non tiene conto delle necessità dei malati e delle loro famiglie.

Preoccupazione e perplessità derivano, infatti, dalle possibili conseguenza che il previsto taglio di turni può provocare.

Molti degli interventi svolti dal servizio notturno del CSM si traducono in assistenza domiciliare, in assenza della quale aumenterebbe il numero dei ricoveri in ospedale, con conseguente incremento della spesa, anziché del risparmio previsto.

L’ARES 118, che dovrà sopperire all’assenza di attività notturna degli operatori del centro, dispone di tutte le figure professionali necessarie a questo tipo di interventi? Prima di effettuare tagli e modifiche, non sarebbe opportuno provvedere ad una adeguata formazione del personale del 118?

Eliminare servizi che permettono di contenere i ricoveri, a fronte di una generale riduzione di posti letto, non rischia di ingolfare un servizio sanitario ospedaliero già in grave difficoltà e di metterne ancora più in discussione l’ auspicata efficienza?

Prescindendo da questioni ideologiche o di sterile disputa politica, sarebbe a nostro avviso essenziale che venisse avviato un confronto con gli operatori del settore, associazioni e sindacati, al fine di valutare la reale attività svolta dal CSM e operare scelte che, nell’indiscutibile bisogno di contenere i costi, territorializzino i servizi anziché accentrarli in ospedale, e potenzino il CSM di ulteriori servizi in linea con quanto avviene in altre esemplari realtà presenti sul territorio regionale e nazionale.

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