CRISTIAN BIANCHETTI ASSOLTO A PIENO DALL’ACCUSA DI DOPING

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Cristian Bianchetti"Ho subito un’ingiustizia ma la interpreto come un’esperienza positiva servita per capire chi sono i miei veri amici" queste  le parole di Cristian Bianchetti dopo la sentenza del Tribunale di Rieti del 05 giugno 2009 che lo assolve in pieno dalle accuse.

Tutto inizIò quando l’atleta reatino era in viaggio di nozze fuori dalle competizioni agonistiche e soprattutto fuori forma atletica e decise di partecipare per caso ad un campionato italiano su pista  (esperienza mai effettuata prima) a Forlì dove, senza aver ottenuto risultato, venne chiamato per un controllo anti-doping, uno dei tanti che nel corso della sua carriera l’atleta aveva già avuto in caso di vittoria.

A breve l’incredibile notizia che lasciò sbalordito in primis Cristian e in seguito tutto l’ambiente ciclistico. La notizia venne appresa dall’atleta stesso per mezzo stampa, che si trovò nome e cognome in prima pagina con tanto di foto senza essere stato avvertito da nessuno e senza aver avuto modo di poter dire la sua.

"Una cosa vergognosa  mettere alla gogna una persona solo per il fatto di un probabile doping pur di  fare notizia; quel giorno sul giornale c’erano fatti di cronaca ben più gravi dove i colpevoli venivano menzionati solo  con le iniziali."

 Ad oggi dopo 4 anni di lenta burocrazia Bianchetti è riuscito a dimostrare la sua totale innocenza e la sua estraneità ai fatti.
Quattro anni duri per l’atleta che si è visto etichettare come " dopato" facendo passare tutti i suoi risultati agonistici come non veritieri.
"Sono un cronoman – afferma l’atleta – l’ho sempre dimostrato in questi 10 anni, mi difendo bene in salita e nelle gare su strada, non sono uno di quelli che vince 20 gare l’anno e che va forte da marzo ad ottobre, dietro ai miei risultati ci sono sacrifici, allenamento e molto tempo tolto al lavoro e alla famiglia".

"Sono contento di essere riuscito a dimostrare la mia innocenza, – continua l’atleta – e sono altresì contento che questa disavventura mi sia servita a capire chi credeva in me, chi mi era amico sul serio e chi voleva solo farmi fuori dal giro! "

"Questa è la vittoria più importante della mia carriera -conclude Cristian – e la dedico a tutti quelli che mi hanno sempre creduto e sostenuto in primis a mia moglie, ai miei genitori e alla mia squadra   non voglio fare ulteriori polemiche e non vorrei subirne altre, per me questa brutta vicenda si conclude qui cogliendone solo gli aspetti positivi, senza rimpianti,  volgendo il mio sguardo al futuro avendo ormai la testa libera da pensieri e ben predisposta ai miei futuri successi, per ora festeggio con la vittoria su strada del 14 agosto a Luco dei Marsi e con la Maglia di Campione Italiano A.I.C.S. a cronometro del 13 giugno scorso".

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