Cos’è la Quaresima?

colomba_bianca
Print Friendly

Con questo articolo vogliamo approfondire il tema della Quaresima, specificatamente sul suo significato e lo vogliamo fare in modo che sia il più possibile fruibile per tutti. Abbiamo ripreso uno stralcio dell’intervista della Misericordia ai professori Ileana Tozzi e Massimo Casciani, i quali sono riusciti a liofilizzare perfettamente il valore intrinseco di una festività che naturalmente non può essere limitata alle sole uova di cioccolato o alle tavole imbandite a festa.

“Lo scorso 14 febbraio 2018 è stato il Mercoledi delle Ceneri, ma quest’anno è passato sotto silenzio, caduto in una concomitanza più commerciale come può essere San Valentino, festa degli innamorati. Nei supermercati si è passati dai coriandoli di Carnevale alle uova di cioccolata. Il tutto senza soluzione di continuità.

Nella visione cristiana ci sono i 40 giorni di Quaresima, che separano dalla Pasqua, e gli stessi sono la rievocazione dei quaranta giorni di deserto vissuti da Gesù. Nostro Signore nel deserto dovette superare la tentazione del potere, della ricchezza, la tentazione di sottomettere tutti a sè. Quando il diavolo lo portò sul pinnacolo del Tempio gli disse: <<Trasformare le pietre in pane>> ripetendogli: <<Se mi adorerai avrai tutto.>>

Quindi il deserto quaresimale per i cristiani non ha tanto un significato legato al digiuno dagli alimenti o dal sesso, dovrebbe essere invece un incontro più ravvicinato con la parola di Dio. Un momento di preparazione spirituale. In questo senso dovremmo essere più consapevoli e meno banalmente attratti da cose fuorvianti.

Nella visione cristiana il numero 40 ha diversi significati: i 40 anni nel deserto, i 400 anni della schiavitù in Egitto. Insomma, il periodo della prova. Un tempo lungo che nel caso della Quaresima prepara alla Pasqua mentre nel caso del deserto prepara alla Terra promessa. Questo periodo di solitudine, privazione, serve ad aprire una prospettiva nuova, un percorso nel quale si avvia un processo di analisi ed interiorizzazione.

Nel caso specifico dell’Inno delle Ceneri, abbiamo un simbolo con valore propiziatorio più che espiatorio, simbolo evocativo della condizione umana. Il tutto per tornare con i piedi a terra.

in questo periodo è importante rivedere non tanto gli obiettivi finali, ma le modalità attraverso le quali perseguirli. Cercare di spendere la propria vita nella maniera più giusta, più significativa, a vantaggio degli altri e di noi stessi. Spesso, seguendo il canto di queste sirene fuorvianti, perdiamo di vista anche i valori profondi che invece dovrebbero orientare la nostra esistenza nella semplicità della vita quotidiana. Siamo in un periodo storico in cui c’è ancora abbondanza, non è ancora questa la carestia, pensiamoci bene, abbiamo vissuto periodi peggiori.

Abbiamo dimenticato da dove veniamo, è chiaro che fa piacere emendarsi dal passato, soprattutto se è un passato di sacrificio, ma dovremmo invece recuperare certe memorie considerandole come valori e comprendere quali sono le realtà effimere e quali sono i beni davvero irrinunciabili nella nostra esistenza. Questa potrebbe essere veramente la conversione alla quale il rito del Mercoledi del Ceneri e la Quaresima ci richiamano.”

Lascia un commento

— obbligatorio *

— obbligatorio *

Current ye@r *

Rietinvetrina - Realizzato da StudioEvento