CONTINUA LA POLEMICA TRA LA COLDIRETTI E L’ENTE PARCO MONTI DELLA LAGA

Coldiretti
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Tra la Coldiretti e l’Ente Parco dei Monti della Laga la polemica continua. Nella riunione che si è tenuta nella sala consiliare del comune di Amatrice il 5 dicembre, alla presenza del sindaco Sergio Pirozzi, del responsabile Coldiretti locale e di molti coltivatori che hanno invaso (imbestialiti contro il Parco) la sala, il neo direttore Aldo Mattia, ha riconfermato alcune affermazioni rilasciate alla stampa e rettificate dalla controparte.

“Non ho dichiarato falsità, i 30mila euro di indennizzi non pagati, per l’anno 2008, mancano all’appello e il direttore si è effettivamente impegnato a chiudere la partita entro fine dicembre”, ha precisato.

Ma le richieste della Coldiretti non si esauriscono qui, in primo piano è la revisione del quantum relativo alle stime dei danni, in poche parole i danni sarebbero ampiamente sottostimati.

Una soluzione in merito è venuta dal primo cittadino:

“E’ stato già deliberato un fondo di 200mila euro per la realizzazione di recinzioni, ma è sbagliato investire l’intera quota in quanto sono pochi gli agricoltori proprietari di grandi appezzamenti, la maggioranza delle proprietà sono frammentate, si potrebbe dunque dimezzare l’importo e utilizzare il residuo per aiutare tutti ad avere un indennizzo diverso”.

Cuore dell’incontro naturalmente l’emergenza, ossia l’abbattimento dei cinghiali. La Coldiretti chiede una riduzione drastica attraverso, a lungo termine, una revisione dello statuto del parco con l’inserimento di nuove norme che permettano l’abbattimento selettivo, nell’immediato, ‘la cattura’, gestita però direttamente dagli imprenditori agricoli per i quali l’emergenza potrebbe, a questo punto, trasformarsi in un business.

Già previsto un risarcimento per le ore di lavoro perso nell’azienda.

Il compenso va però aumentato dato che si era ipotizzata una cifra di 1 euro e 20 centesimi a cinghiale.  A disposizione 2 mattatoi ed una riserva di appoggio già individuata, per collocare gli animali che non sarà possibile macellare subito.

Una proposta alternativa alla cattura è di Pirozzi: “Si sa che i tempi burocratici in Italia sono lunghi. Rischiamo di aspettare almeno tre anni per la revisione statutaria, per tale ragione abbiamo già proposto, nel luglio scorso,  l’abbattimento selettivo ’in via sperimentale’, proposta che ripresenteremo venerdì prossimo”.

L’11 dicembre è infatti previsto un nuovo incontro tra Ente Parco, Comune e Coldiretti per mettere a punto la gestione della eventuale cattura e accordarsi sul Bando, già predisposto dal Comune, ma che naturalmente dovrà essere condiviso dal parco. “Ha la durata di otto mesi – ha detto il sindaco –  per permetterci di calibrare meglio gli interventi, verrà poi prorogato”.

La battaglia si annuncia dura, ma qualche speranza in più è alimentata da un nuovo fenomeno: la coesione tra istituzioni e associazioni di categoria.

“Solo l’unità aiuta – ha detto il primo cittadino — ringrazio la Coldiretti che sta tornando agli antichi splendori,  l’impegno di un sindacato che rappresenti il mondo agricolo è fondamentale, anche perché nelle contrattazioni il nostro peso specifico è diverso”.

Inutile dire che per Mattia sarà“una guerra” finalizzata alla vittoria, anche se in questa fase preferisce un approccio diplomatico (nonostante le esortazioni dei coltivatori che preferirebbero denunciare in massa il Parco). Qualche speranza sarebbe infatti legata ad un atteggiamento di disponibilità mostrato dai dirigenti, in particolare dal commissario straordinario Arturo Diaconale.

“Nel precedente incontro mi ero preparato alla battaglia – ha detto ai presenti Mattia – invece abbiamo ragionato e la cosa mi fa ben sperare. Comunque noi andremo avanti fino a che il risultato non arriva”.

Da risolvere anche altri problemi tra cui quello delle multe per pascoli abusivi, per le quali il sindaco ha chiesto alla Coldiretti di occuparsi dei ricorsi attraverso il suo ufficio legale, anche perché in soldoni  significherebbe che, gli agricoltori colpiti, dovrebbero sborsare 1700 euro a testa, cifra che incide nelle casse vuote dato che, hanno evidenziato in molti, ‘non si vede una lira di contributo da anni’.

Altra richiesta, degli operatori presenti, quella di ottenere risarcimenti anche per le aree di confine del Parco stesso, spesso i cinghiali lo oltrepassano danneggiando le coltivazioni.

Grande interesse per i Mercati di Campagna Amica.

Il comune di Amatrice sta ultimando la regolamentazione necessaria per la loro attivazione in pianta stabile.  Sulla piazza, per due domeniche al mese, i produttori potranno presto vendere, nei gazebo Coldiretti, i loro prodotti genuini a prezzi vantaggiosi per il cliente.

E’ arrivato, per Comune e Coldiretti, il momento di dare risposte concrete al mondo agricolo penalizzato da un evidente disinteresse che ha lasciato indietro la vera risorsa per il territorio.

Chiamata in causa anche la Provincia, che avrebbe preso alcuni impegni tra cui quello del rimborso danni nelle aree di confine. Anche in questo caso, però, se tarderanno le risposte, Mattia riserva una sorpresa: arrivare a Palazzo Dosi con due cinghiali…al seguito.

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