Cicchetti: “Una buona politica di Centrodestra avrebbe stretto accordo con Pirozzi”

radiomondo_rietinvetrina_speciale_elezioni_regione_lazio_2018_antonio_cicchetti
Print Friendly

Intervento radiofonico del sindaco di Rieti Antonio Cicchetti negli studi di Radiomondo:

“Questa è stata un’elezione poco sentita dalla gente. Una elezione che molti hanno pensato si giocasse esclusivamente sulle parate televisive, quindi una elezione alla quale mancava l’anima. Credo che il modo di approcciare alla gente vada sempre aggiornato per rimanere aderente ai tempi, ma non si possono cancellare delle cose. Non basta Facebook che è un contatto informale, freddo, nè basta l’apparsa più o meno felice in televisione. Serve il rapporto umano a due, lo sguardo diretto negli occhi, un minimo di complicità che nei rapporti umani ha sempre la sua valenza.

una campagna elettorale strana che in molti hanno pensato di giocare su una presunta modernità, ma che alla fine si è dimostrata un abbandono. Quando faccio questi discorsi parlo per la generalità e non solo per un partito. Il Centrodestra poteva andare meglio se avessimo concluso accordi precedenti, tutti uniti insieme. In Italia c’è un sentimento di centrodestra, va scovato e coltivato. Quindi se uno ha tempo lo fa, se invece si perde solo tempo ci si allontana dai propri elettori.

Quando si parla di uomini come Parisi bisogna rendersi conto che non essendo dotati di particolare carisma hanno bisogno di tempo per accreditarsi. Ha bisogno di tempo, non è l’uomo che trascina la piazza, lui è un ragionatore, Ha bisogno di tempo per farsi apprezzare. Se lo si sacrifica all’ultimo momento questo è frutto dell’improvvisazione. La politica oggi molto spesso purtroppo è improvvisazione, perchè manca il progetto e la preparazione.

Nei tempi passati avevamo una scuola politica da seguire, ma poi dovevamo stare lì, ad affrontare determinati argomenti. Oggi si vive tutto in modo leggero, inconsistente. La situazione per il nostro Paese è preoccupante e non lo di co adesso, lo dico da tempo.

Oggi non ho più la mia casa politica e la rimpiango molto. Eravamo cresciuti nel culto di personalità che avevano combattuto dalla parte perdente e che quindi avevano pagato un prezzo altissimo. Avevamo dei modelli, noi siamo stati fortunati, noi di quella generazione. Oggi tutto questo non c’è, mi fanno pena i ragazzi che non hanno più modelli. I ragazzi di oggi non hanno più un Santo a cui votarsi. Sono scomparsi modelli di vita, ecco perchè rimpiango. Non rimpiango le modalità, sono uno di quelli che vuole andare avanti, alla scoperta delle novità, ma il radicamento dei valori ci deve stare, il maestro politico deve essere presente.

I modelli, gli esempi, oggi, chi sono? Gianfranco Fini che ha fatto quella fine miseranda? Il segretario del PD? Che si è portato alla presidenza del consiglio al vigilessa urbana? Possono essere questi i modelli per i giovani? Allora, sacrificarsi per la politica significa essere maestri di vita.

La scesa in campo di Berlusconi ad 82 anni  – prosegue ai microfoni di Radiomondo Antonio Cicchetti – è derivata dal fatto che c’è il deserto. C’è chi pensa solamente a sè stesso e non a un progetto politico, apposta c’è questa carenza di nuove figure. Si pensa a diventare deputato, ma è fine a sè stessa.

Dall’elezione di Paolo Trancassini ho avuto una buona impressione. Lo conosco da 30 anni, l’ho sostenuto ed è giusto che ci provasse. Lui era interessato e ha fatto bene, io non sono interessato e per questo di certo non debbo sbarrare la strada a qualcuno. Paolo si è sacrificato tanto, è uno di quelli che hanno militato. No nè un caso che dopo Cicchetti ci sia stato Trancassini.

Una cosa che mi fa avvelenare… sono buon amico di Sergio Pirozzi, ma questa cosa non l’ho capita. Sono sempre del parere che chi ha più buon senso lo usi.  Avrei preferito che il Centrodestra avesse stretto un accordo con Pirozzi invece di dargli un calcio in culo. Questo è frutto di una politica senza progetto. Il problema è che sono sempre gli stessi personaggi, ed è ora di finirla. Dovevano fare un accordo serio con Sergio Pirozzi.

Non abbiamo votato per i lCOmune di Rieti, quindi il risultato della Lega non c’entra nulla. Ne riparleremo quando si voterà per il Comune di Rieti, e se io non ci sarò. E’ ora di finirla, con certi atteggiamenti. Si sale sul carro del vincitore perchè si sa che è il vincitore, ma non è che a Rieti c’è stata una votazione superiore alla media nazionale. la Lega sta al 18% Se dessi il via ad atteggiamenti legati alle elezioni successive a quelle pubbliche, darei il via a pattinamenti a destra e a sinistra. A Rieti i voti li ha presi Salvini. Nel suo comizio del lunedi mattina la gente stava lì per lui e non per altri. Salvini è stato venti minuti a farsi le fotografie con il pubblico. Diffido con le appropriazioni.

Tutto il resto è fastidio.”

Lascia un commento

— obbligatorio *

— obbligatorio *

Current ye@r *

Rietinvetrina - Realizzato da StudioEvento