Centro Diurno Alzheimer, da martedì 7 marzo verrà sospeso il servizio infermieristico

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La Coop. ARCA che attualmente gestisce il Centro Diurno Alzheimer, ha comunicato alle famiglie degli ospiti che, a partire da martedì 7 marzo, il servizio infermieristico verrà sospeso ed “ ogni famiglia dovrà provvedere autonomamente alla somministrazione delle eventuali terapie giornaliere a favore dei propri familiari”; cioè i familiari dovranno andare , 2 o 3 volte al giorno, al centro, a dare le medicine ai loro cari perché l’infermiera non ci sarà più.

Immaginate la situazione!!!

Noi tutti pensavamo che, ormai, il centro fosse in sicurezza e che tutti i problemi del passato fossero stati superati! Ma, evidentemente, non è così!

Ma perché tutto questo? Cosa è successo di nuovo ?

L’ASL/RI, che, da quando il CDA è stato aperto, si era impegnata a versare un contributo/annuo di circa 25.000 Euro, finalizzato alla copertura infermieristica, si è accorta che è in grave deficit ed allora, per ripianarlo, ha deciso di tagliare questa importante spesa; d’altronde cosa importa se questo è l’unico centro diurno per malati dementi, a valenza socio-riabilitativa, a gestione pubblica, presente in tutto il territorio provinciale? E tutto questo , lo ha fatto, in modo unilaterale; senza sentire nessuno!! Comunicandolo solo all’ultimo momento!

E’ anche da dire che il Comune di Rieti che, in quanto Comune capofila, riceve dalla regione regolarmente i contributi per la gestione dell’Alzheimer, non brilla per efficienza e per una gestione corretta della questione; infatti, la Coop. ARCA, che dal giugno 2016 è subentrata ( ha vinto il bando) nella gestione del CDA, non ha mai ricevuto alcun pagamento.

Amar, associazione di volontariato che tutela i malati di demenza e tutti i familiari degli ospiti del centro, denunciano come non più accettabili tali comportamenti.

S’incontrino i rappresentanti del comune di Rieti, di Cantalice e i dirigenti Asl e risolvano, questo problema dell’assistenza infermieristica che, mi sembra, abbastanza semplice e, pertanto, alla loro portata. Sconsiglio comunque di attingere questi soldi da altri servizi previsti per l’Alzheimer come l’Assegno di cura (anno 2016) oppure i Caffè Alzheimer, servizi non attivati esclusivamente per colpevole inerzia del Comune di Rieti. L’ASL di Rieti non può tirarsi fuori!

Non si complichi ancora di più la vita delle famiglie che , in un contesto socio-sanitario come il nostro, hanno già, un gravissimo fardello da portare !!

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