CENTRO ALZHEIMER, RAGIONARE SULLA GESTIONE NON SULL’ESISTENZA

Servizi sciali di Rieti
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A distanza di quasi un mese dalla messa in “chiusura per ferie” del Centro Diurno Provinciale Alzheimer, con il funzionamento della struttura, che ha comunque continuato a lavorare a pieno ritmo, garantito dalla buona volontà e professionalità di volontari e operatori, egregiamente coordinati dall’AMAR, il “miracolo” si è verificato.
L’odierna presenza di undici degenti, in luogo dei quattro presenti alla fine della gestione della struttura da parte dell’assessorato di centro-destra, fa infatti ben sperare sul futuro del Centro Diurno, sull’effettiva utilità della sua presenza per la comunità e sulla reale possibilità che abbia la capacità di raggiungere rapidamente gli obiettivi minimi di presenze che ne garantiscano una economicità sopportabile.
E’ infatti sulla sua gestione, e non sulla sua esistenza o meno, come erroneamente ci si è domandati sinora, che bisogna riflettere e agire, passando dalla non-gestione della passata amministrazione ad una nuova fase che abbia la capacità di mantenere il servizio a costi sostenibili. E in questa direzione deve andare l’impegno delle istituzioni interessate a partire dal Comune di Rieti (capofila di distretto), certamente anche coinvolgendo associazioni, familiari e forze sindacali che sono già in grado, dopo un mese di attività di volontariato, di fornire alcune preziose indicazioni:
- entrate certe, garantite da un contributo fisso mensile da parte dei degenti (e non giornaliero come è stato sino a oggi), insieme ad una loro presenza in numero sempre vicino alla capacità del Centro (venti);
- sfruttamento della cucina presente nella struttura;
- abbassamento del costo dell’affitto (verificata disponibilità del proprietario);
- ricerca di un gestore economicamente più sostenibile dell’attuale Cooperativa Quadrifoglio – disponibilità degli operatori a strutturare e tarare la loro presenza oraria in base alle effettive presenze dei degenti (contratti di solidarietà);
- possibilità di sfruttare ampie aree della struttura per iniziative collaterali a pagamento che abbassino i costi generali; – capacità di perseguire la reale possibilità di coinvolgere, nell’ambito di iniziative di “responsabilità sociale” a cui spesso le imprese partecipano, operatori economici di alto livello in settori correlati (ne esistono anche nel nostro territorio), visto il positivo impatto che gli stessi ne trarrebbero in termini di “ritorno di immagine”.
Indicazioni che rafforzano sempre di più la convinzione dei componenti dello scrivente Circolo del Pd, che le istituzioni abbiano non solo il dovere, ma sufficiente spazio di manovra per lavorare ad un progetto complessivo che consenta alla struttura di continuare ad operare nell’ottimo ambito attuale e in condizioni economicamente più vantaggiose. E le particolari caratteristiche della malattia, la cui gravità per i malati e per la società è ormai universalmente riconosciuta, sono tali che qualsiasi progetto si metta in campo non può non tenerne conto, e in conseguenza non può non coinvolgere tutti gli Enti del territorio, a partire dalla Provincia (che non può far mancare una sua collaborazione), dalla ASL (che deve rivedere il contributo che già eroga) e dalla Regione (che dimostra particolare sensibilità erogando 400.000 euro per l’Alzheimer, e certamente anche per il Centro Diurno, ma che deve far diventare il suo contributo una costante su cui contare).
Il Circolo del PD di Cantalice, alla luce di quanto emerso in queste ultime settimane, in termini di presenze di malati, di quanto anzidetto e della consapevolezza che la gravità dell’argomento suscita nella società civile, chiede che le istituzioni facciano quanto debbono.
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