BOZZA ATTO AZIENDALE ASL, OOSS: INCONCILIABILE CON I DECRETI COMMISSARIALI E LE ESIGENZE SANITARIE

Pietrantoni, Pescetelli, Paolucci
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In merito alle precisazioni fornite dal direttore generale della Asl Rodolfo Gianani sull’elaborazione della bozza dell’Atto aziendale, precisazioni richieste per iscritto nella riunione tenutasi lo scorso 13 gennaio,  le O.O.S.S. ritengono opportuno  precisare quanto segue:   

“Siamo fermamente convinti –-spiegano da Cgil, Cisl e Uil i segretari generali Tonino Pietrantoni, Bruno Pescetelli e Alberto Paolucci- che la bozza dell’Atto aziendale, così come presentata, non può essere approvata poiché risulta inconciliabile con i decreti commissariali in essere e con le esigenze di natura sanitaria ed assistenziale espresse dal nostro territorio.  Si tratta di una valutazione di merito e di metodo che non possiamo non rimarcare all’indomani delle dichiarazioni del Dg Gianani che non sembra aver recepito minimamente le nostre richieste.

Relativamente alla riduzione delle Unità operative complesse, dipartimentali e semplici del 10% rispetto all’esistente, come del resto evidenziato dal direttore generale Gianani –tengono a precisare Pietrantoni, Pescetelli e Paolucci- non risulta esserci traccia nel decreto 80/2010 e successivi atti regionali. In sostanza, non si prevede esplicitamente la riduzione del 10%, ma si stabilisce che,  come indicato dalla Regione per la predisposizione degli Atti aziendali, dovranno essere previste strutture complesse e semplici solo in presenza degli elementi costitutivi che le giustificano.

Non vi è dubbio che gli elementi costitutivi sopracitati sono da ricercare all’interno del PSR 2010-2012 e nello specifico, nell’allegato E (decreto 80/2010). Quest’ultimo allegato infatti fa riferimento ai parametri necessari per le singole UOC in termini sia di Pl assegnati, che di personale in organico, nel caso di strutture dotate di Pl. Mentre per tutte le altre (vedi quelle del settore amministrativo) si fa riferimento al rapporto strutture complesse – dipendenti (1 a 400) . Nel caso delle UOC esistenti, per mantenere tale denominazione, si deve poter contare sulla presenza in organico di un minimo di 20 dipendenti oltre al direttore. Viceversa, stante la dotazione organica presentata dall’Azienda, appare in maniera inequivocabile un eccesso di UOC amministrative previste. Quanto alle affermazioni del manager Asl Gianani circa la convinzione che le UOC presenti nell’atto sono “necessarie per migliorare il supporto fornito fino ad oggi alle attività produttive e non concentrare nelle mani di pochi troppe responsabilità” non convincono, specie in un momento in cui a tutti, cittadini, lavoratori e pensionati, vengono chiesti enormi sacrifici!

Sulla riqualificazione dei servizi poi –continuano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil- pur riconoscendo l’autonomia aziendale per alcune scelte specifiche per il territorio di competenza, quelle previste per l’ospedale di Magliano ( UOC medicina cinese ed altro) appaiono fuori luogo e non in linea con la programmazione regionale. Per quanto riguarda la mobilità passiva aziendale e regionale, sarebbe opportuno un confronto, ma  con dati certificati dal livello regionale e dall’ASP. Del resto, è proprio l’analisi dei dati epidemiologici che ha portato la struttura commissariale e l’ASP ad elaborare le reti di specialità ( Emergenza, Trauma Grave, Cardiologia e Neurologica, etc.)  ed a identificare le strutture per acuti su tutto il territorio regionale in centri Hub e Spoke, centri di eccellenza supportati da una rete di servizi (ospedale di Rieti).  

Ma non solo, l’Atto –continuano Pietrantoni, Pescetelli e Paolucci- in alcune parti risulta manchevole del cosiddetto cronoprogramma previsto all’interno dei programmi operativi. Ad esempio, non sembra esserci traccia dei tempi per la riconversione dei due ospedali distrettuali. Inoltre, per quanto riguarda la composizione delle UOC sanitarie, le stesse, pur definite nella tipologia, non indicano il numero di Pl assegnati (che necessariamente devono essere quelli previsti dal DC 80/2010). Del resto, l’assegnazione del numero di Pl per singola UOC e dipartimentale risulta di fondamentale importanza per  definire  se trattasi di UOC o semplici dipartimentali.

Rispetto all’intero organigramma presentato in allegato all’Atto aziendale, insistono servizi e discipline che, se pur non definite nel numero di Pl, non trovano riscontro nelle pieghe dei decreti commissariali,  vedi la struttura di Neurochirurgia, Chirurgia vascolare etc. In questo senso sarebbe utile un confronto con la direzione aziendale e la struttura commissariale. 

Stante le affermazioni fatte dal Dg nella riunione del 13 Febbraio 2011, circa la “piena condivisione del decreto 80/2010” nonché  sul fabbisogno di Pl per acuti assegnato alla ASL di Rieti (oggetto di confronto – scontro con la Regione da parte delle OO.SS confederali), non si comprende perché l’Atto aziendale non rispetti alla lettera i contenuti del decreto stesso (numero di Pl, discipline e standard di riferimento per la costituzione, mantenimento di strutture complesse e semplici dipartimentali). 

Inoltre, l’Atto –continuano Pietrantoni, Pescetelli e Paolucci- contravvenendo a quanto riportato nel decreto 104/2010 ( che assegna gli obiettivi per l’anno 2011 ai singoli Dg) non prevede la rideterminazione  della dotazione organica. La rideterminazione della dotazione organica risulta di fondamentale importanza per l’avvio delle nuove attività previste per l’ospedale di Rieti (come ad esempio per l’Osservazione breve intensiva) e per la eventuale trasformazione degli ospedali di Magliano ed Amatrice.

Nell’esprimere ancora una volta forte preoccupazione per quanto potrebbe accadere con l’attuazione del suddetto Atto Aziendale –concludono i segretari generali- chiediamo una presa di coscienza dell’intero territorio che auspichiamo possa palesarsi attraverso la convocazione urgente della Conferenza dei Sindaci della provincia di Rieti. Come accaduto nei giorni scorsi a Viterbo, l’organismo è chiamato ad esprimersi sull’Atto prima che lo stesso diventi definitivo”.

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