La giornata del 9 settembre 1943 primo evento della resistenza in Italia

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cipolloni_la_giornata_del_9_settembre_1943_primo_evento_della_resistenza_in_italiaIl volume scritto da Antonio Cipolloni, vuole tra l’altro rappresentare quattro importanti elementi:

  • L’immediata reazione dei Granatieri di Sardegna all’improvviso attacco tedesco al ponte della Magliana;
  • La partecipazione della Parrocchia della Montagnola di Roma con il suo Parroco don Pietro Occelli in testa che oltre a dare conforto ai militari feriti aiutò molti dei superstiti ad evitare la loro deportazione in Germania, così come alcuni ebrei che fece vestire da seminaristi cattolici;
  • I Caduti civili che si batterono a fianco dei militari, dei quali quattro originari della Provincia di Rieti (tra cui l’eroica suor Teresina D’Angelo nata a Voceto di Amatrice);
  • Infine il giorno successivo, dopo la resa di Porta San Paolo, la creazione nella Parrocchia, ad opera del parroco, di un Generale e dell’Azione Cattolica parrocchiale, della prima banda Partigiana Cristiana.

Con questi elementi, filo conduttori, l’autore, dopo accurate ricerche e raccolta di testimonianze oculari, ha voluto raccontare le vicende immediatamente successive alla proclamazione dell’Armistizio l’8 settembre 1943, le vicende della Difesa di Roma ed il sacrificio dei militari e dei civili dopo lo stratagemma tedesco che dette inizio alla conquista di Roma nelle ore immediatamente successive al proclama di Badoglio, via radio alle ore 19,30 circa, dell’avvenuto Armistizio con gli Alleati; le attività successive tese a dare conforto e aiuto a quanti si trovarono in pericolo ed in difficoltà durante l’occupazione tedesca, a Roma e nel Lazio.

Nel libro, corredato con numerose foto, d’epoca ed attuali, vengono infatti messi in evidenza episodi e vicende successive al primo scontro avvenuto alla Montagnola il 9 settembre ‘43, e quello del giorno successivo a Porta San Paolo:

  1. L’eroica difesa dai Granatieri di Sardegna (privi di ogni direttiva od ordine sulla nuova situazione creata da quell’avvenimento), ai quali si unirono spontaneamente alcuni civili della zona della Montagnola.
  2. L’iniziativa del parroco della chiesina di Gesù Buon Pastore (don Pietro Occelli, paolino, giornalista, avvocato, poeta già direttore di Famiglia Cristiana, amico e conterraneo di Ferruccio Parri e Duccio Galimberti) il quale salvò numerose vite umane e pose fine al massacro di granatieri e parrocchiani.
  3. L’epico gesto dei Suor Teresina D’Angelo, originaria di Voceto di Amatrice che a colpi di Crocefisso allontanò un paracadutista tedesco che stava depredando il cadavere di un granatiere Caduto della Catenina d’oro.
  4. La nascita, nella canonica della Parrocchia, della prima banda partigiana Cristiana, ad opera dello stesso Don Pietro Occelli, dell’Associazione Cattolica parrocchiale “Piergiogio Frassati” del generale del genio Guastatori Rodolfo Cortellessa. Una formazione che operò dal 11 settembre 1943 fino alla Liberazione di Roma, riconosciuta dal CNL.

Viene ampiamente rilevato anche che, al termine della giornata del 9 settembre, fu necessario (ad opera del Parroco e dei parrocchiani), fornire asilo ad Ebrei nella Canonica, abiti civili ai nostri militari destinati alla Deportazione dai tedeschi; seppellire in fosse comuni gli oltre sessanta tra militari e civili Caduti nello scontro con i tedeschi; dare conforto sommario ai feriti, in mancanza di materiale adatto alla cura delle ferite riportate.

Tra i civili Caduti sotto il piombo tedesco in quella terribile giornata, quattro erano originari della provincia di Rieti e figurano sulle lapidi poste a memoria sulla piazza antistante il Tempio dedicata da De Gasperi e Romita ai Martiri Caduti della Montagnola, così come nella Cripta dello stesso, e nel Museo Storico della Resistenza di via Tasso a Roma, su una Targa bronzea, voluta dai parrocchiani di Don Pietro Occelli.


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