Balvano 1944, indagine su un disastro rimosso

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Gianluca Barneschi, è nato il 12 gennaio 1960 a Roma, dove prevalentemente vive, con la sua famiglia e svolge la professione di avvocato, nel settore delle radiodiffusioni e telecomunicazioni. Da un ventennio, si occupa di storia del XX° secolo: suoi saggi, sono stati pubblicati in Nuova Storia Contemporanea, in vari quotidiani e periodici.

 

Il suo volume d’esordio, Balvano 1944 I segreti di un disastro ferroviario ignorato, uscito nel 2005, oltre a rivelarsi un caso storico-letterario (avendo svelato, dopo sessant’anni, i segreti della più grave tragedia ferroviaria mondiale), è risultato vincitore del Premio Basilicata 2005, per la saggistica storica. Nel 2014 è stato pubblicato per LEG: Balvano 1944 Indagine su un disastro rimosso.

 

gianluca_barneschi_balvanoCon questo nuovo saggio, Gianluca Barneschi ha colmato definitivamente una clamorosa lacuna storiografica, rivelando i particolari della immane tragedia avvenuta il 3 marzo 1944 a Balvano.

 

Una strage quella consumatasi a bordo del treno 8017, che dovrebbe avere risonanza mondiale (trattandosi, in pratica, del Titanic ferroviario), ma che, invece, inspiegabilmente, è stata coperta da una coltre di colpevole e forse dolosa indifferenza, non solo da parte delle istituzioni, ma anche da parte dei mezzi di informazione e dagli studiosi. Il valore dell’opera, peraltro, non si esaurisce in questo lodevole aspetto.

 

Lo studio di Barneschi, si distingue per l’approfondita ricerca documentale (che ha portato l’Autore al rinvenimento di atti segreti, redatti, in illo tempore, dagli Alleati) e per la felice analisi critica ed incrociata, di tutto il materiale documentale disponibile, nonché delle testimonianze acquisite.

 

Anche l’opera di contestualizzazione dell’evento, ha un rilievo (forse neanche percepito dallo stesso Autore), grazie alla puntuale narrazione dei fatti (valorizzata, anche in questo caso, dall’apporto di documentazione inedita), accompagnata da efficace sintesi degli eventi di maggiore rilevanza. Infatti, in settanta anni, ben poche sono state le opere serie ed argomentate in grado di illustrare, con efficacia e rigore storiografico, le effettive condizioni di vita in quella parte dell’Italia nella quale, dopo i clamorosi accadimenti del settembre 1943, le operazioni belliche erano terminate e aveva avuto inizio la tormentata esistenza del cosiddetto Regno del Sud, ma, soprattutto, si era sviluppata l’occupazione militare e civile degli Alleati.

 

Il valore aggiunto di questa opera, è costituito da una narrazione al solito brillante e snella, che alterna puntuali descrizioni dei drammatici eventi fattuali, a rigorosa e tecnicamente argomentata analisi ponderata di tutti i profili rilevanti. Come già nelle sue precedenti opere, l’Autore assai peculiarmente, è infatti riuscito a sviluppare narrativa rigorosa e assai ricca di ogni informazione necessaria, peraltro articolata, con ritmi incalzanti ed appassionanti.

 

A tutto ciò, Gianluca Barneschi ha, infine, sommato il contributo derivante dalla sua trentennale esperienza di uomo di legge, arricchendo ulteriormente questo saggio con una puntuale analisi degli accadimenti giudiziari e dei retroscena istituzionali, alquanto illuminante e quanto mai utile alla comprensione dei tanti misteri che hanno contraddistinto il settantennale oblio sceso sulla tragedia del treno 8017.

 

Questa nuova opera, dunque, conferma quanto evidenziato dall’Autore nelle sue precedenti pubblicazioni: rigore, approfondita analisi storiografica (sviluppata attraverso il doveroso contemperamento tra acquisizioni documentali e testimoniali), non disgiunta da una valutazione critica dei contegni dei singoli e delle istituzioni di tipo quasi antropologico.

Ma soprattutto, Gianluca Barneschi, ancora una volta, ha rivelato una istintiva, notevole e lodevole capacità di scavare ed indagare, in merito a fatti e personaggi, colpevolmente ignorati, che solo ad osservatore superficiale, potrebbero apparire quali elementi di microstoria, costituendo, viceversa, precisi e assai rilevanti aspetti della macrostoria del XX° secolo italiano (e non solo).

 

Anche questo saggio, dunque, beneficia dei frutti del certosino ed instancabile lavoro del suo Autore, e, come sempre, gratifica non solo con il pregio dell’inedito, ma, anche, con una narrazione dalla cadenza appassionante, che coinvolge, nonostante il tremendo contenuto ed i dettagli di quanto ricostruito.

 

Ancora una volta, Gianluca Barneschi ha consegnato ai suoi lettori un quid unicum, in quanto questo libro non costituisce solo il risultato di un notevolissimo sforzo di ricerca, ma, anche, un nuovo episodio della personalissima serie dell’autore, nella quale la peculiare commistione di macrostoria, microstorie, tecnica, vicende umane, rigorosa e argomentata esposizione dei fatti, comparazione delle varie tesi e versioni, e, naturalmente, analisi giuridica, fornisce testimonianza di una vicenda che viene proposta nella sua completezza alla comunità, con la speranza che il rispetto e la memoria finalmente sopravvengano.

 

Siamo certi, dunque, che quest’opera, come le precedenti, troverà adeguato apprezzamento nel mondo scientifico e nella critica, nonché il giusto riscontro da parte del pubblico.

Francesco Perfetti
(Professore ordinario di Storia Contemporanea presso la facoltà di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli di Roma)


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