AVIS: ad Amatrice non si può donare sangue e l’autoemoteca è inutilizzabile

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“L’Avis Comunale di Amatrice si appresta a festeggiare nel 2018 il quarantesimo anno di attività. Associazione che racchiude anche i donatori di Accumoli, Posta, Borbona e Cittareale nonché di Campotosto e Montereale (L’Aquila) e di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno).

Una sezione che è riuscita nei tempi d’oro ad effettuare ore 700 donazioni, prima fra le comunali della provincia di Rieti. Solo il sisma del 24 agosto del 2016 ha interrotto bruscamente la nostra attività: abbiamo perso la sede lungo Corso Umberto I (definitivamente crollata) ed il Centro Raccolta Sangue presso l’Ospedale Grifoni (in via di demolizione).

Ma non ci siamo persi d’animo: grazie ad una raccolta fondi avviata dalla Provinciale AVIS di Rieti ed alla generosità di tutta Italia, siamo riusciti a raccogliere oltre centomila euro per l’acquisto di un’autoemoteca che abbiamo inaugurato il 30 aprile. Il 31 dicembre dell’anno scorso avevamo realizzato sempre grazie alla Provinciale di Rieti, la prima raccolta sangue dopo il sisma. Ora siamo impegnati nella raccolta di fondi per costruire una sede in legno dove poter svolgere la nostra attività associativa.

Purtroppo, nonostante questa attività, ad oggi ci troviamo un’autoemoteca non ancora in funzione per problemi burocratici che ancora non ci sono chiari, nonostante le nostre molte sollecitazioni in merito. Ma non solo: non riusciamo nemmeno a svolgere le donazioni presso il PASS di Amatrice, presidio sanitario presso il quale teoricamente sarebbe possibile svolgerle. Ci dicono che non c’è personale ed intanto passano le settimane, i mesi e noi vediamo sbriciolarsi la nostra base associativa costituita in tanti anni di duro lavoro da noi e da tutti i volontari che si solo alternati alla gestione dell’AVIS.

Ma abbiamo una grossa responsabilità verso i nostri donatori di sangue e verso tutte le sezioni e le associazioni che ci hanno inviato i fondi per l’autoemoteca e la sede. Per questo motivo abbiamo voluto denunciare questo stato di cose. Siamo arrivati in un momento tale che non abbiamo scelta. O avremo dalla ASL e da tutti gli enti preposti delle risposte certe e definitive, oppure siamo pronti a dimetterci, perché lavorare in questa situazione non è possibile per il rispetto che dobbiamo ai nostri associati e a tutti quelli che hanno donato fondi e giustamente si aspettano risultati.
Intanto nel Lazio c’è carenza di sangue e noi pur essendo determinati e motivati dopo quasi undici mesi di terremoti e difficoltà, non siamo in grado a causa della burocrazia a poter espletare la nostra missione. Quella di raccogliere sacche di sangue”.

Lettera aperta del direttivo AVIS Comunale di Amatrice.

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