“Aspettando la Chiarastella” Ambrogio Sparagna a Rieti e ad Antrodoco

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Dopo il grande successo al teatro Flavio Vespasiano del concerto di apertura della Valle del Primo Presepe, Ambrogio Sparagna torna a Rieti il 20 dicembre per proporre il repertorio più autentico e popolare del Natale con Aspettando la Chiarastella, un evento musicale nella chiesa di San Domenico, alle 17,30, preceduto da un appuntamento la mattina alle 11 ad Antrodoco nel teatro di Sant’Agostino.

Una iniziativa dal sapore particolare, perché ad affiancare il musicista e musicologo, insieme all’Orchestra Popolare Italiana, sarà il Coro gli allievi dell’Istituto comprensivo Luigi Mannetti di Antrodoco, provenienti dai comuni di Antrodoco, Posta, Borbona, Borgovelino, Castel Sant’Angelo: tutti bambini che hanno partecipato durante il periodo dell’Avvento ad una serie di laboratori sui canti popolari del Natale, realizzati nei vari plessi scolastici dall’Orchestra Popolare Italiana e sostenuti dalla Regione Lazio, Assessorato Cultura.

I motivi natalizi della tradizione italiana, eseguiti seguendo lo spirito originario con il quale furono composti, vanno intesi come un’apertura al futuro, un contributo speciale alla ricostruzione del territorio reatino dopo il terremoto perché, ha spiegato Sparagna, «la tradizione del canto di Natale è nata qui, perché san Francesco il primo presepe l’ha fatto qui, perché le prime laudi sono state composte qui. E se noi vogliamo ricostruire questo luogo dobbiamo attingere a questa semplicità». Uno sforzo da fare per primi con chi il futuro lo “incarna”: i bambini, ed è bello «vedere la loro gioia mentre cantano queste canzoncine, che sono una parte consistente del nostro patrimonio della “Chiarastella”».

Il 6 gennaio, inoltre, i bambini del “cratere” avranno l’occasione di esibirsi all’Auditorium Parco della Musica. «Sarà un segno di come, se vogliamo ragionare sul futuro, dobbiamo cominciare dalle cose essenziali, dalla memoria che ci ha lasciato san Francesco» ha ribadito Sparagna. E a suscitare questa sensibilità, del resto, serve il progetto della Valle del Primo Presepe, al quale la musica e il canto danno qualcosa in più in gioia, riflessione e anche preghiera, perché, come diceva Sant’Agostino, chi canta prega due volte.

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