Spadoni

Spadoni

Le pitture che il giovane Florenzo Spadoni allinea per la mostra personale ordinata nella sua Rieti sono il risultato di un lavoro compiuto con serietà e con amore da un pittore ancora acerbo che ha però innanzi a sé la sua strada.
Spadoni ama il lavoro di studio, dove egli può raccogliersi a trarre vibrazioni dalle nature morte, e dove salgono a posare ragazzi di strada che sono i soggetti umani preferiti dalla sua sensibilità ricca e spesso sfrenata.
La com-posizione tumultuosa, l’analisi insistente sono la caratteristica di questo giovane pittore; egli ama le luci crude, i piani stagliati senza equivoco, il suo linguaggio pittorico è costituito da toni realistici, da impressioni urgenti.
Legato ancora a schemi ottocenteschi e ad una visione naturalistica, egli sta superando però il periodo della esercitazione dilettantistica ed entra bruscamente in un mondo più tormentato di ricerche espressive: e talune opere che figurano in questa mostra sono viva testimonianza di questo graduale passaggio. Il suo sforzo e la sua fede meritano di conquistare ammiratori sinceri alla sua arte: desidererei che essi fossero molti in questa Rieti sensibile al lavoro dei suoi figli; soprattutto perchè da questa mostra Spadoni si ripromette di trarre incitamento e coraggio per lavorare intorno a quelle opere che sono già nate dentro di lui e che le migliori prove offerte da questa sua "personale" annunciano già come conquista raggiunta.
Pier Luigi Mariani Settembre 1947

Spadoni
Il Terrazzino da cui si accedeva
allo studio acquarello, 1946
Spadoni
Un angolo visto
dallo studio
olio, 1948
Spadoni
Scorcio dello studio

Nell’atrio del Teatro Comunale il pittore concittadino Florenzo Spadoni ha esposto i suoi quadri.
Oltre 40 opere:nature morte, ritratti e bozzetti sono stati allineati nell’artistico locale, ammirati da più di duemila visitatori.
L’artista, ancora non troppo conosciuto dai suoi concittadini perchè chiuso, solitario nel suo studio, si è presentato, possiamo dire ufficialmente solo perchè spinto dai suoi amici e frequentatori dello studio, esponendo quanto ha saputo produrre in molti anni.
Nutriamo fiducia che quanti lo hanno conosciuto e ammirato attraverso le sue opere, lo sappiamo incoraggiare e aiutare sì da poterlo allineare quanto prima fra gli artisti del nostro tempo, sebbene egli non si lasci trascinare dalle correnti.
Da "IL QUOTIDIANO" – Aprile 1953

Spadoni
Testa di vecchio, 1949 – olio su tela.
Esposto al Premio Marzotto
Spadoni
Natura morta – olio su tela.
Esposto al Premio Marzotto

Un attento esame delle opere di Florenzo Spadoni esposte nelle sale del Circolo Sabino in via Massacciuccoli 38, ci fanno notare la maestria per il disegno che questo giovane pittore di Rieti mette in tutti i suoi quadri.
Il sole è l’interprete principale dei suoi lavori ed a questa interpretazione egli è giunto per la sensibilità del suo animo verso la luce, che sa ben rendere mediante la perfetta scelta dei toni, delle profondità, del taglio prospettico in cui si sente l’atmosfera e facendo di tutto ciò uno scopo per la comprensibilità della sua arte a tutti.
Nei ritratti raggiunge l’espressione perfetta del soggetto senza mai ricorrere ad artifici, ma soltanto attraverso lo studio di luci e di ombre; nelle nature morte, nei fiori, nei paesaggi la sua pittura si rende piacevole ma se tralasciasse un pò più la tecnica per assumere la sua personalità che già comincia a trasparire dagli ultimi suoi lavori potrebbe, data la sua forte sensibilità, raggiungere mete molto alte.
Fernando Troso Da "IL MESSAGGERO" – Maggio 1961

Spadoni
Rio – olio
Era nei pressi del Molino della Salce,
Canalizzato da circa trentasei anni
Spadoni
Dintorni di Villa Maraini nel 1957 – olio

Un grandioso successo di pubblico, di critica e di vendite ha ottenuto l’artista reatino Florenzo Spadoni alla inaugurazione della sua mostra personale effettuata presso la Galleria d’arte Presenze di via Cintia.
Infatti, già dai primi momenti della "vernice" le sue opere sono andate a ruba, tanta è la stima e l’amore che il pubblico reatino ha per la sua pittura pura e schietta, senza fronzoli tuttavia sempre pervasa da un forze alone poetico.
Questa infatti è soprattutto la caratteristica principale della pittura di Florenzo Spadoni, la rappresentazione della realtà pura e semplice che però giammai scade nella illustrazione.
Da "IL TEMPO" – Aprile 1974


Spadoni
Via delle Molina
olio, 1967
Spadoni
Il casale di Timoteo
olio, 1966

Rieti – Florenzo Spadoni celebra la città in una Mostra che raccoglie ben 50 anni della sua densa produzione pittorica: 43 opere la prima delle quali porta la data del 1940 e l’ultima la data dell’anno in corso.
Cinquanta anni di produzione sono tanti, anche per un pittore. Eppure la produzione di Spadoni sembra al di fuori del tempo cronologico: come se tutto quanto pensato e prodotto lo fosse stato in un unico momento creativo.
Florenzo Spadoni è "il" pittore della città e nella sua antologica ciò che maggiormente imprigiona l’ammirazione del visitatore è la produzione che interessa la città stessa: soprattutto lì Spadoni è il pittore Spadoni.
Gli squarci dei vicoli, i cortili delle case, le spiovenze dei tetti, le penombre, i tagli di luce, il silenzio che inserra i pomeriggi di una Rieti non più, il fiume con i suoi sciabordii evocati e fatti "sentire" da un colore che diventa liquido e cromaticamente fluente: tutta un’atmosfera di una città un pò onirica ma ritratta nelle sue fissità di momenti, di stupori, di vicolerie ed androni.
Quadri belli, ampii, di luci tenui come soltanto Spadoni sa creare. Al di là di qualsiasi considerazione di ordine estetico, l’antologia di Spadoni cade in un momento che vede il "problema città" come problema di ambiente, di vivibilità, di conservazione di valori soprattutto archeologici, soprattutto epocali e quando tali esigenze sembrano invece frustrate da una visione cultural-politica dalle ali piuttosto impiombate.
Nell’antologia di Spadoni, – questo umile, appartato ma volitivo artista cittadino – il problema città s’impone al di là dell’arte.
Aimone F.Milli Da "IL TEMPO" – Novembre 1990

 Spadoni
Composizione con violino
olio, 1983
 Spadoni
Il Velino e la vecchia Rieti