Carlucci

 

Carlucci

Giudo Carlucci, giovane artista locale, ha cercato sin dall’inizio di affacciarsi nel settore della pittura con umiltà e perseveranza insistendo nelle sue più profonde convinzioni. Oggi, a ragione, può iniziare a cogliere i frutti di tanta passione.
Cantaliciano, da quasi trent’anni, Guido Carlucci, tutt’ora agente immobiliare, coglie i segnali di una vocazione artistica naturale intorno ai 18 anni.
Ha difatti iniziato a ‘sporcare le tele’ giovanissimo ed ora può annoverare nel suo repertorio personale oltre 130 opere. Opere rigorosamente dettate da 2 scelte ben precise: la particolare tecnica utilizzata (la spatola) ed i soggetti pressocché a tema unico (i santuari della valle francescana).
Lo spatolato dà più movimento a ciò che si vuol rappresentare, dà la possibilità di metter su tela più materia, conferendo ad un’opera un fascino tutto proprio, un’esaltazione dei toni ed una marcatura delle mezzetinte che caratterizzano, più d’ogni altra tecnica, un quadro.
Benchè abbia iniziato ad utilizzare l’arte come via di fuga nei movimenti di maggior depressione, Carlucci non ha mai smesso di dipingere anche quando il suo stato d’animo dava evidenti segni di ripresa, di serenità.
L’immortalare su tela i sacri luoghi francescani ha costituito per lui un espediente utile e rassicurante allo stesso tempo.
L’evasione dallo stress chegenera caos e l’instabile equilibrio, a cui tutti noi siamo destinati, spesso proprio nell’arte trova il suo miglior rifugio. Malgrado ci fossero dei contrasti in famiglia per questa sua vocazione artistica, Guido, rimanendo fedele al suo studio (ricavato da un magazzino della casa natia) non ha, pertanto, mai mollato la spatola.
E finalmente anche i risultati non tardano ad arrivare: vuol significare l’aver fatto di un’esigenza una virtù.

 Carlucci Carlucci

Il primo riconoscimento in assoluto gli viene conferito da Lin Delhia, un noto pittore albanese che nel 1990 lo premia come vincitore di un concorso a Cantalice.
I recenti premi ottenuti da Carlucci lo consacrano come uno degli artisti più interessanti della nuova generazione reatina: nel 2001 l’Accademia delle Belle Arti gli attribuisce il premio della critica come migliore tra i 100 partecipanti al concorso internazionale intitolato alla memoria di Lucio Battisti a Poggio Bustone; nella Capitale, in via Margutta, giunge un altro bel risultato: il 5° premio su 300 iscritti ad un concorso nazionale.
Anche le mostre, personali e collettive, hanno contribuito ad aumentare la sua popolarità e ad accrescere il consenso di pubblico e critica: da quelle ‘sotto casa’ di Lugnano, Terminillo, Rieti e Terni, a quelle decisamente più distanti di Cortina d’Ampezzo, Pisa, Belluno, Milano, Parigi, Stoccolma (Svezia), Miami ed Orlando (Florida).
Dopo la “… benedizione ai suoi quadri” di Vittorio Sgarbi (Messaggero 14.05.2002), ora si guarda felicemente al futuro ed è li che Guido Carlucci si pone gli obiettivi più lungimiranti.

 Carlucci
“Via Garibaldi – P.Bustone” Olio su tela 30×40
Carlucci
“Scorcio” Olio su tela 30×40
 Carlucci
“Paesaggio – Cantalice” Olio su tela 80×100
Carlucci
“Paesaggio” Olio su tela 50×70

Studio: via San Leopardo, Rieti (Ri) – Telefono  340 4131293