Chiesa San Pietro Martire

Chiesa San Pietro Martire a RietiNel 1576 assegnò la Confraternita dei Mercanti trasferì la sua sede dall’oratorio del chiostro nuovo del convento di San Domenico alla chiesa di San Matteo all’Yscla, già dei Cistercensi di San Pastore.

Da quella data, il titolo di San Pietro martire indicò la piccola chiesa costruita intorno alla metà del XIII secolo presso le sponde del fiume Velino: la Confraternita provvide a dotarla di nuovi, ricchi arredi, tra cui si segnala la tela di Vincenzo Manenti raffigurante il Martirio di San Pietro da Verona, posta sull’altare maggiore.

Ai lati dell’altare maggiore, sulle porte di accesso alla sagrestia, sono altri due dipinti del Manenti, raffiguranti rispettivamente San Filippo Neri e la Beata Colomba.

Alla mistica domenicana è dedicato un pregevole dipinto, custodito in sagrestia, che ne raffigura l’intervento di intercessione verso Gesù e la Vergine Maria in occasione di un’epidemia di peste.

La tela è opera di Salvatore Tarchi, pittore reatino di buona fama attivo nella seconda metà del XVII secolo: fu commissionata dopo la cessazione dell’epidemia che colpì la città nel 1657. Nel 1661, infatti, il vescovo reatino Odoardo Vecchiarelli autorizzò la costituzione di una Confraternita intitolata alla beata Colomba, protettrice della città dai pericoli della peste.

La confraternita ebbe dapprima sede presso la chiesa parrocchiale di San Donato; nel 1783, fu associata alla Compagnia della Buona Morte fondata dal vescovo Saverio Marini.

Nel 1823, con il titolo di Confraternita della beata Colomba e Morte fu trasferita presso la chiesa di San Pietro Martire: in questa circostanza, il ricco soffitto ligneo intarsiato nel 1628 dall’ebanista Andrea Masini fu ridipinto e decorato con i simboli delle due Confraternite associate.