Approvata dal Consiglio comunale di Rieti mozione M5S sul vuoto a rendere

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E’ stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Rieti in data odierna la mozione presentata dal Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle relativa all’introduzione nel Comune di Rieti di forme di incentivo economico e fiscale per gli esercenti nonché per i produttori e distributori che aderiranno alla sperimentazione, partita il 10 ottobre scorso, sul cosiddetto “vuoto a rendere”, diventato legge grazie al M5S.

“In realtà – spiega la portavoce consigliera del M5s di Rieti, Lodovica Rando – la mozione originale che avevamo presentato (http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/rieti/mozioni.html) è passata con un emendamento, ossia è stato previsto di incentivare economicamente o fiscalmente gli operatori che aderiranno a questo sistema senza fare un  diretto riferimento alla riduzione della Tari, su cui come Movimento 5 Stelle avevamo insistito, forti anche della scelta già compiuta dal Comune di Pomezia, che ha deliberato recentemente una riduzione della tassa sui rifiuti del 30%. Tuttavia sono fiduciosa che approfondendo la questione con dati alla mano insieme all’Amministrazione comunale troveremo comunque il modo di agevolare fiscalmente o economicamente le imprese aderenti e questo sarebbe un bel risultato per tutti noi che abbiamo la responsabilità di gestire la cosa pubblica, al di là del colore politico”.

Ricordiamo che la disposizione su cui si è espresso il Consiglio comunale fa riferimento al regolamento del ministero dell’Ambiente, pubblicato il 25 settembre in Gazzetta Ufficiale, che attua la misura del “Collegato Ambientale” rivolta alla prevenzione dei rifiuti di imballaggio monouso attraverso l’introduzione, su base volontaria per un anno, di un sistema di restituzione di bottiglie riutilizzabili. Si tratta quindi di una misura che riteniamo molto importante perché punta alla riduzione dei rifiuti ”a monte” ossia prima che il contenitore diventi tale, in quanto è finalizzata al riutilizzo per piu’ volte di uno stesso imballaggio. Cosa diversa, quindi, dalle macchinette finalizzate al riciclo o alla piu’ generale pratica della raccolta differenziata che intervengono solo quando la bottiglia, il contenitore, hanno terminato il loro ”ciclo di vita”.

Aderendo quindi alla sperimentazione, l’esercente dovrà pagare la cauzione iniziale ai produttori di acqua e birra e rendere indietro al produttore (attraverso il distributore) l’imballaggio utilizzato dal cliente che consuma nella propria attività commerciale. Il cliente avrà la garanzia che, consumando dall’esercente che aderisce all’iniziativa, quell’ imballaggio tornerà al produttore per essere riutilizzato. Sappiamo che qualche produttore già effettua questo tipo di vuoto a rendere, ma in quantità e modalità molto limitate. Questa sperimentazione punta invece a renderlo sistematico per poi estenderlo ad altre bevande. Per quanto riguarda il materiale dell’imballaggio, la legge non lo limita al vetro, ma essendo finalizzato al riutilizzo, attualmente solo il vetro è pronto a garantirlo. Il vero difetto di questa legge è che il Governo purtroppo non ha riconosciuto alcun incentivo economico  – ma solo in termini di immagine – per invogliare gli esercenti ad aderire. Eppure il vantaggio anche per le casse comunali potrebbe esserci se il sistema fosse a pieno regime. Si pensi al solo centro storico di Rieti, dove gravitano una buona parte degli esercenti della nostra città, in cui non si effettua nemmeno la raccolta differenziata porta a porta: in questo caso gli imballaggi che potrebbero essere utilizzati nel ”vuoto a rendere” finiscono totalmente nell’indifferenziato e quindi con costi elevatissimi di trasporto e conferimento in discarica per l’Amministrazione e la comunità tutta.

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